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Reiki e il Sutra del Cuore

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Avalokiteshvara

Il Sutra del Cuore, noto anche come “Hannya Shingyo” in giapponese, è uno dei testi più importanti e conosciuti nel Buddhismo Mahayana. È particolarmente venerato per la sua espressione concisa e profonda della filosofia della “saggezza trascendente” (Prajnaparamita). La relazione tra il Reiki e il Sutra del Cuore può essere compresa attraverso diversi aspetti:

1. Filosofia della Vacuità

  • Concetto di Vacuità (Shunyata): Il Sutra del Cuore insegna la vacuità di tutte le cose, sottolineando che nulla ha un’esistenza indipendente e intrinseca. Questa comprensione può essere paragonata alla pratica del Reiki, che riconosce che l’energia vitale universale (Ki) permea tutto e che tutti gli esseri sono interconnessi attraverso questa energia.
  • Non-Attaccamento: La pratica del Reiki incoraggia il non-attaccamento ai risultati e l’accettazione del flusso dell’energia universale, un principio che è in linea con l’insegnamento del Sutra del Cuore sulla vacuità e il non-attaccamento.

2. Compassione e Saggezza

  • Avalokiteshvara: Nel Sutra del Cuore, il Bodhisattva Avalokiteshvara rappresenta la compassione infinita. La pratica del Reiki, con il suo focus sulla guarigione e il benessere degli altri, rispecchia questa compassione. I praticanti di Reiki spesso cercano di sviluppare una profonda compassione e amorevolezza verso tutti gli esseri, un principio che è centrale anche nel Sutra del Cuore.
  • Saggezza Trascendente: Il Sutra del Cuore parla di una saggezza che va oltre la conoscenza ordinaria, una comprensione intuitiva della realtà. Questo tipo di saggezza è simile alla consapevolezza che i praticanti di Reiki cercano di coltivare, sviluppando una sensibilità e un’intuizione verso l’energia e le necessità degli altri.

3. Pratica Meditativa

  • Meditazione: Sia il Sutra del Cuore che il Reiki enfatizzano l’importanza della meditazione. Nel Sutra del Cuore, la meditazione è il mezzo attraverso il quale si realizza la vacuità e si raggiunge la saggezza trascendente. Nel Reiki, la meditazione aiuta i praticanti a sintonizzarsi con l’energia universale e a sviluppare una mente calma e centrata, essenziale per il processo di guarigione.
  • Recitazione del Sutra: Alcuni praticanti di Reiki includono la recitazione del Sutra del Cuore nelle loro pratiche meditative per purificare la mente e connettersi più profondamente con l’energia universale.

4. Mikao Usui e il Buddhismo

  • Origini del Reiki: Mikao Usui, il fondatore del Reiki, era profondamente influenzato dal Buddhismo, in particolare dalle pratiche meditative e dai sutra. È noto che Usui studiò testi buddhisti, tra cui il Sutra del Cuore, durante la sua ricerca spirituale.
  • Principi del Reiki: I cinque principi del Reiki (Gokai), che includono precetti come “Solo per oggi, non ti arrabbiare” e “Solo per oggi, sii gentile con gli altri”, riflettono un’etica di vita che risuona con i valori di compassione e saggezza presenti nel Sutra del Cuore.

5. Esperienza Diretta

  • Realizzazione Diretta: Il Sutra del Cuore enfatizza la realizzazione diretta della verità attraverso l’esperienza meditativa. Allo stesso modo, il Reiki è una pratica che si basa sull’esperienza diretta dell’energia vitale universale e sulla sua applicazione per il benessere e la guarigione.
  • Iniziazione e Trasmissione: Nel Reiki, l’iniziazione (attivazione) è un processo attraverso il quale il praticante viene sintonizzato con l’energia universale. Questo può essere visto come una forma di trasmissione diretta, simile alla trasmissione della saggezza nel Buddhismo attraverso l’insegnamento e la pratica.

In sintesi, la relazione tra il Reiki e il Sutra del Cuore si manifesta attraverso la condivisione di principi filosofici, etici e pratiche meditative. Entrambi enfatizzano l’interconnessione di tutti gli esseri, la compassione, la saggezza e l’importanza dell’esperienza diretta nella realizzazione della verità e del benessere.

«Il Sutra del Cuore della Vittoriosa Perfezione della Saggezza»

L’insegnamento del Sutra si propone sotto forma di discorso che il Bodhisattva Avalokitesvara, simbolo cosmico della compassione, indirizza a Sariputra, discepolo storico di Gautama Buddha.

Così udii.

Una volta il Bhagavan dimorava sul Picco dell’Avvoltoio vicino alla città di Rajgir. Egli era accompagnato da un gran numero di monaci e Bodhisattva. In quell’occasione, il Bhagavan era immerso in una particolare concentrazione, chiamata «Profonda Apparenza». Nello stesso momento il Bodhisattva, il Grande Essere, il Nobile Avalokiteshvara contemplava la pratica profonda della Perfezione della Saggezza. Egli vide che i cinque costituenti psicofisici sono privi di una loro propria intrinseca natura.

Poi, tramite il potere del Buddha, il Venerabile Shariputra si accostò al nobile Avalokiteshvara e gli chiese: «Come deve procedere il figlio di un Nobile Lignaggio che desideri seguire la pratica della Perfezione della Saggezza?». Il nobile Avalokiteshvara rispose con queste parole al Venerabile Shariputra: «Qualsiasi figlio o figlia di Nobile Lignaggio che desideri seguire la profonda disciplina della Perfezione della Saggezza dovrebbe considerare le cose nel modo seguente: Prima di tutto dovrebbe considerare che i cinque costituenti psicofisici sono privi di una loro propria e intrinseca natura.

La forma è vuoto, il vuoto è forma, il vuoto non è altro che forma e la forma non è altro che vuoto.

Allo stesso modo sono vuoti sensazioni, discriminazioni, fattori di composizione e coscienze. Similmente, tutti i fenomeni sono vacuità; sono privi di caratteristiche; non sono prodotti e non cessano; non sono contaminati e non sono privi di contaminazioni; non diminuiscono e non crescono.

Perciò nel vuoto non c’è forma, né sensazione, né discriminazione, né fattore di composizione, né coscienza. Non più occhi, né orecchi, né naso, né lingua, né corpo, né mente. Non più forme visibili, né suoni, né odori, né sapori, né oggetti tangibili, né fenomeni; e neppure il costituente dell’occhio e così via, fino a includere il costituente della mente e il costituente della coscienza mentale. Non più ignoranza, né fine dell’ignoranza, non più vecchiaia nè morte, nè fine della vecchiaia e della morte.

Similmente non più sofferenza, origine, cessazione e sentiero. Non più saggezza suprema, né ottenimenti e neppure mancanza di ottenimenti. Perciò, poiché non c’è ottenimento, i bodhisattva si basano e dimorano nella perfezione della saggezza, le loro menti sono senza più oscuramenti e senza paura.

Essendo completamente andati al di là di ogni errore, raggiungono il punto finale, il Nirvana. E, affidandosi alla perfezione della saggezza, è evidente che tutti i Buddha dimoranti nei tre tempi si sono anche completamente risvegliati all’insorpassabile perfetta e piena Illuminazione.

Perciò il mantra della perfezione della saggezza, il mantra della grande conoscenza, il mantra insorpassato, il mantra uguale a ciò che non ha eguali, il mantra che pacifica completamente tutte le sofferenze, dal momento che non è falso dovrebbe essere conosciuto come vero.

Si proclama il mantra della perfezione della saggezza.

tayata gate gate paragate parasamgate bodhi svaha

È così, vai, vai, vai oltre, vai ancora oltre fino all’Illuminazione e in quello stato resta per sempre.

È in questo modo che il bodhisattva mahasattva dovrebbe addestrarsi nella profonda perfezione della saggezza».

Un commentario consigliato è “Il Sutra del Cuore” del Dalai Lama, Sperling & Kupfer Editori.

IL SUTRA DEL CUORE IN SANSCRITO

prajnaparamita hridaya sutra
aryavalokitesvaro bodhisattvo
gambhiram prajnaparamita caryam caramano vyavalokayati
sma panca skandhas tams ca sva bhava sunyam
pasyati sma iha sariputra
rupam sunyata va rupam rupan na prithak
sunyata sunyataya na prithag rupam
yad rupam sa sunyata ya sunyata sa rupam
evam eva vedana samjna samskara vijnanam
iha sariputra sarva dharma sunyata
laksana anutpanna anruddha avmala anuna aparpurna
ta sariputra sunyatayam
na rupam na vedana na samjna na samskara na vijnana
na caksuh srotam na ghrana jihva kaya manah
na rupa sabda gandha rasa spistavya dharmah
na caksur dhatur ya van na mano vijnanam dhatur
na vidya na vidya na vidya ksayo va vidya ksayo
ya van jaramaranam na jaramarana ksayo
na duhkha samudaya nirdoha margajna
na jnanam na prapti na bhismaya tasmai na prapti
tvad bodhisattva prajnaparamita asritya
viha ratya citta varano vidya ksayo na vidya ksayo
ya van jaramaranam na jaramarana ksayo
na duhkha samudaya nirodha margajna
na jnanam na prapti na bhismaya tasmai na prapti
tvad bodhisattvanam prajnaparamita asritya
viha ratya citta varano citta varano
na siddhitvad atrasto vipa ryasa ti kranto
ni stha nirvana tya dha vyava sthitah
sarva buddhah prajnaparamitam asritya
ta smai jnata vyam
prajnaparamitamahamantram mahavidyamantram
anuttaramantram asamasama mantram
sarva duhkha prasa manam sa tyam ami thyatvat
prajnaparamitayam ukto mantrah tadyatha
GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SVAHA

IL SUTRA DEL CUORE IN GIAPPONESE

[Sutra del cuore della Grande Sapienza profonda]

MAHA PRAJNA PARAMITA HRDAYA SUTRA

Maka hannya haramita shin gyo

1 KAN JI ZAI BOSATSU
2 GYO JIN HANNYA HARAMITA JI
3 SHOKEN GO ON KAI KU
4 DO ISSAI KU YAKU
5 SHARISHI
6 SHIKI FU I KU
7 KU FU I SHIKI
8 SHIKI SOKU ZE KU
9 KU SOKU ZE SHIKI
10 JU SO GYO SHIKI YAKU BU NYO ZE
11 SHARISHI
12 ZE SHO HO KU SO
13 FU SHO FU METSU
14 FU KU FU JO
15 FU ZO FU GEN
16 ZE KO KU CHU
17 MU SHIKI MU JU SO GYO SHIKI
18 MU GEN NI BI ZES SHIN I
19 MU SHIKI SHO KO MI SOKU HO
20 MU GEN KAI NAI SHI MU I SHIKI KAI
21 MU MUMYO YAKU MU MUMYO JIN
22 NAI SHI MU RO SHI YAKU MU RO SHI JIN
23 MU KU SHU METSU DO
24 MU CHI YAKU MU TOKO
25 I MU SHO TOKU KO
26 BODAISATTA
27 E HANNYA HARAMITA KO
28 SHIN MU KEIGE MU KEIGE KO
29 MU U KUFU
30 ON RI ISSAI TENDO MU SO
31 KUGYO NEHAN
32 SAN ZE SHO BUTSU
33 E HANNYA HARAMITA KO
34 TOKU ANOKUTARA SANMYAKU SAMBODAI
35 KO CHI HANNYA HARAMITA
36 ZE DAI JIN SHU
37 ZE DAI MYO SHU
38 ZE MUJO SHU
39 ZE MUTODO SHU

Il Sutra del Cuore

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