Unioni Civili o Libertà Sessuale?

Unioni Civili, ecco cosa ne pensa Alessandro Simeone, avvocato specializzato in diritto di famiglia in un suo articolo su Repubblica.it: "il polverone sollevato attorno al ddl Cirinnà ha portato i più a pensare che si discuta solo dei diritti degli omosessuali; pensiero sbagliato giacché il disegno di legge si compone di tre differenti capitoli: le unioni civili (solo per le coppie same sex); i contratti di convivenza (etero e omo) e la convivenza tout court (etero e omo). La legge dunque avrà effetti e ricadute sulla vita di tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale.

I conviventi oggi.
Chi non può (perché aspetta il divorzio) o non vuole sposarsi ma solo convivere, in Italia, non ha alcuna forma di tutela: non può assistere il partner in ospedale o andarlo a trovare liberamente in carcere, non può prendere decisioni sulla sua salute, può essere cacciato di casa, da parenti rapaci, in caso di morte dell’altro. Per la legge, i conviventi sono invisibili, per la maggior parte degli aspetti della vita quotidiana mediati dallo Stato, non c’è scampo né speranza: i conviventi non esistono...

La proposta Cirinnà.
La legge in discussione al Senato si propone di eliminare proprio queste situazioni; il legislatore, però rischia, ove le norme fossero approvate, di farsi sfuggire la mano. Il disegno di legge infatti prevede che due persone, con un legame di coppia, che vivono insieme sotto lo stesso tetto, automaticamente e indipendentemente dalla loro volontà (art. 11), abbiano gli stessi diritti dei coniugi per quanto riguarda le visite in carcere, in ospedale e l’accesso alle informazioni sanitarie (art. 12); in caso di rottura della coppia, il partner economicamente più debole avrà diritto all’assegno di mantenimento...

Diritti "imposti"?
L’acquisizione di diritti e doveri in capo ai conviventi sarebbe automatica, prescindendo dalla volontà dei conviventi: una scelta troppo radicale che, seppur mossa dal lodevole intento di eliminare alcune odiose forme di discriminazione, rischia di comprimere la libertà di chi, autonomamente, non vuole impegnarsi, per ragioni che lo Stato deve rispettare. Chi vorrà assumersi obbligo verso l’altro, avrà, dopo l’approvazione della legge, tutte le possibilità: matrimonio (non necessariamente religioso) per gli etero non sposati; unione civile per gay e lesbiche, contratto di convivenza per gli etero non divorziati oppure per le coppie same-sex. Chi non vorrà impegnarsi, invece, non avrà via d’uscita, giacché la legge impone, anche a chi magari non lo vuole, diritti e doveri."

 

 

W la mamma!

 

Ma che ne pensa la Biologia? Salvo poche eccezioni (i soliti pinguini, gli albatros, i piccioni), in natura la fedeltà e l’esclusività non costituiscono un fenomeno frequente anzi, nella stragrande maggioranza dei casi, si preferisce la molteplicità dei partner: ciò garantisce il successo della procreazione, attraverso selezione dei migliori genitori e massima differenziazione a livello di patrimonio genetico.

Osservando i nostri parenti naturalmente più prossimi, gli scimpanzé e i bonobo e il loro comportamento sessuale completamente libero (viene definito poliamoroso, più che poligamico, visto che le relazioni sono molteplici, ma non durature), viene da chiedersi quale sia stato per noi esseri umani il vantaggio evolutivo, la motivazione biologica per orientarci verso la monogamia.

Quello che alcuni antropologi sostengono è che il motivo principale per la monogamia sia la necessità della collaborazione tra maschio e femmina per la sopravvivenza della prole, soprattutto quando le circostanze ambientali diventano più difficili e pericolose: per il pinguino femmina, ad esempio, sarebbe molto difficile trasportare le pesanti uova, e ciò esporrebbe sia la madre che i figli ai predatori.

Nel caso dell’uomo, con il passaggio alla statura eretta il grembo femminile è diventato più stretto e il parto più difficile, mentre con lo sviluppo del cervello è aumentato il volume della testa del bambino. L’immaturità del piccolo alla nascita ha richiesto quindi un aumento delle cure parentali: non potendo camminare da solo, il neonato deve essere portato in braccio, la madre diventa bipede e ha bisogno di aiuto per approvvigionare il cibo, anche il maschio quindi diventa bipede per liberare le mani e trasportare il cibo, portare in braccio, proteggere dai nemici...

 

Donne Mosuo, unica cultura matriarcale in Cina

 

La verità è che se da una parte possiamo anche essere socialmente e culturalmente monogami e credere nel matrimonio e nelle unioni, civili o no, nella coppia e nella fedeltà, dall'altra parte qualcosa di profondamente istintivo e difficilmente controllabile ci spinge verso la promiscuità nel comportamento e nelle fantasie: si chiama sessualità!

Per Christopher Ryan e Cacilda Jethà  (autori dell’interessantissimo libro "In principio era il sesso"), non ci sono dubbi, la sessualità è un appetito forte e tendenzialmente onnivoro: I nostri antenati erano promiscui, ma non dico che avevano relazioni sessuali con estranei".

"Non c'erano estranei. Giusto? In un gruppo di cacciatori-raccoglitori non ci sono estranei. Si conoscono le persone da una vita. Dico che c'erano relazioni sessuali in sovrapposizione, che i nostri antenati avevano diverse relazioni sessuali contemporaneamente durante loro vita adulta. Ma non dico che avevano relazioni sessuali con estranei. Non dico che non amavano le persone con cui avevano relazioni. E non dico che non esistevano legami di coppia. Dico solo che non erano sessualmente esclusivi."

"Nella società Mosuo nella Cina Sud-Occidentale, tutti, uomini e donne, sono completamente sessualmente autonomi. Non esiste nessuna vergogna associata al comportamento sessuale. Le donne hanno centinaia di partner. Non importa a nessuno. Nessuno sparla. Non è un problema. Quando la donna rimane incinta, del bambino si occupano lei, le sue sorelle e i suoi fratelli. Il padre biologico è un non-problema."

Il Fatto Quotidiano - Cina, a Loshui l'ultimo matriarcato: dove il sesso femminile "non è mai debole"

 

I pinguini sono tra le specie più monogamiche (e tra l'altro è il maschio a covare le uova)

 

E quindi perché la nostra sessualità deve ancora essere in conflitto diretto con molti aspetti del mondo moderno: con la famiglia tradizionale monogamica, con le istituzioni sociali, con le religioni, con il bisogno di possedere e controllare l'altro? Perché ancora non riusciamo a vivere la nostra sessualità nel modo più soddisfacente e libero dai condizionamenti, dalle paure, dai sensi di colpa?

A detta di alcuni la maggior parte delle persone non sono pronte per affrontare con Amore e Consapevolezza il tema della Libertà Sessuale e ancora una volta hanno bisogno di un sistema di regole e imposizioni esterne, ma è altrettanto certo che sono proprio le enormi contraddizioni tra quello che ci viene detto di dover o poter fare sul piano della sessualità e quello che proviamo veramente che genera una enorme quantità di dolore e frustrazione.

Insomma, come individui e come collettività, non sarebbe più semplice, onesto e naturale vivere un Nuovo Modello di Sessualità, di Affettività, di Relazione, in cui si possa anche esprimere la forte componente istintiva e sessuale senza paure, vergogne o sensi di colpa dettati da un giudizio morale o da un criterio socio-economico, ed aprirsi contemporaneamente alla dimensione più alta, spirituale ed evolutiva che si sprigiona grazie alla sessualità?

La nostra speranza è che una comprensione più accurata e aggiornata della sessualità umana ci porti ad una maggiore tolleranza per noi stessi e per gli altri, a un maggior rispetto per le relazioni non convenzionali come i matrimoni tra persone dello stesso sesso o per le unioni poliamorose, e a mettere finalmente da parte l'idea di dover competere e combattere gli uni contro gli altri per il possesso di terre, titoli, uomini e donne...

Articolo a cura di Umberto Carmignani e Sundara Simone Bongiovanni

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