Menopausa, una Seconda Primavera

La Menopausa è un aspetto della vita di una donna molto controverso e generalmente poche sono le donne che vivono serenamente questo evento, molte sono invece quelle che vanno incontro a malesseri e fastidi sintomatici all’avvicinarsi di una presunta “data di scadenza”: al termine della fertilità biologica viene messa in crisi la propria femminilità, l’avvenenza, la giovinezza, il potere seduttivo e la sessualità.


È sufficiente fare una qualsiasi ricerca sul web e alla parola "menopausa" compare un elenco di sintomi, quali: vampate di calore, insonnia, depressione, sbalzi d’umore, osteoporosi , calo del desiderio, secchezza vaginale con conseguente atrofia…….come se fossero passaggi “ineluttabili e obbligatori”.


La naturale sospensione del ciclo mestruale negli ultimi due secoli è diventata, dal punto di vista medico e anche culturale, una malattia, il processo di “patologizzazione” è uno dei fenomeni più recenti tra quelli legati alla medicalizzazione del ciclo fisiologico femminile.


Un evento assolutamente fisiologico, naturale si è così trasformato in qualcosa di anomalo, di patologico, da curare e da procrastinare il più possibile.


Si legge su un articolo pubblicato sulla rivista “Menopause and Perimenopause”

 

“Alcune donne non hanno alcun sintomo durante la menopausa o hanno solo pochi sintomi, altri sviluppano sintomi inquietanti e perfino gravi, invalidanti: studi condotti su donne di tutto il mondo suggeriscono che le differenze nello stile di vita, nella dieta e nell'attività possono giocare un ruolo nella gravità e nel tipo di sintomi che le donne hanno durante la menopausa.”

 

 

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L’interesse medico per la menopausa è recente e risale al periodo tra il Settecento e l’Ottocento.

 

La parola “menopausa” fu introdotta dal medico francese Charles Pierre Louis de Gardanne nel 1821, il termine è composto da due etimi greci: men (μήν, μηνός), “mese” e pausis (παυσις), “cessazione” e indica semplicemente la “fine del (ciclo) mensile”.


A partire dal XIX secolo, la menopausa comincia ad essere dichiarata un “problema medico” a tutti gli effetti e si cerca di definirne la “sindrome”.


Nel Novecento, la medicina attribuisce ai cambiamenti ormonali il potere di agire in modo globale sulla salute femminile e propone rimedi farmacologici.


La naturopata Simona Oberhammer in un suo articolo sull’approccio mentale alla menopausa parla di “effetto nocebo” termine da lei coniato che definisce il contrario del più conosciuto effetto placebo.


“La mente è stata informata riguardo a un elenco interminabile di disturbi correlati alla menopausa, “pensa" che il corpo si ammalerà. E così succede.”


“Ma la menopausa è davvero tutto questo? Sì, se la donna la concepisce in questo modo. No, se l'approccio è diverso. Il nostro modo di affrontare le cose conta molto. Moltissimo. Cosa può fare il nostro corpo in queste condizioni? Quali messaggi può ricevere? Di rifiuto. Ma quando c'è il rifiuto un'alterazione momentanea si cronicizza. E si acuisce. Se la mente è positiva tutto è facile. Se la mente è negativa tutto è difficile……”

 

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La Seconda Primavera


Ci può sostenere in questa ricerca di un nuovo equilibrio, relativizzare il concetto di Climaterio come viene proposto in Occidente, smarcarci dalla sola terminologia scientifica e alzare lo sguardo verse altre culture.


In Cina è leggendario il rispetto reverenziale nei confronti delle donne entrate nell'età della saggezza.


Nella medicina tradizionale cinese, la fase della vita di una donna successiva all’interruzione del flusso dell’Acqua Celeste, viene chiamato “Seconda primavera” a simboleggiare l’energia e le opportunità ritrovate.


La Seconda Primavera viene spiegata come una transizione che dona rinvigorimento in quanto l’interruzione del flusso di sangue mensile, associato alla forza Yin, alla cura verso gli altri, lascia il posto alla forza Yang, il prendersi cura di sé.


”La scoperta del Sé avviene solo dopo lo sviluppo dell’energia Yang, durante la Seconda Primavera: solo allora mettiamo a frutto l’esperienza e le conoscenze che abbiamo acquisito nel corso della vita, e riusciamo a esprimerli in modo autentico, rinnovato da questa nuova fase della nostra evoluzione…..Il processo dell’invecchiamento in realtà è un viaggio verso la completezza, in cui tutti gli aspetti del nostro essere, il Jing, il Qi e lo Shen – i Tre Tesori – vengono coltivati ed equilibrati, raggiungendo un compendio armonioso” .


Da un punto di vista socio-antropologico i sintomi legati alla menopausa aumentano quanto più cala l'importanza e il rispetto di cui gode la donna all'interno del nucleo familiare e della società: se la perdita della fertilità penalizza il ruolo sociale femminile la percezione dei sintomi è più esagerata.

 

 

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A Taiwan e in Giappone ancora oggi l'ingresso della donna nell'ultimo gruppo anagrafico, all'età di 61 anni, viene celebrato con un festeggiamento e da quel momento in poi le sue opinioni e le sue richieste sono tenute in grande considerazione.


In Giappone non esiste un vero e proprio termine per definire la menopausa, viene usata la parola konenki, la cui traduzione migliore è transizione, cambiamento, inteso più come cambiamento di vita che non cambiamento fisiologico”.


Il termine konenki, riassume in sé più eventi, dall’invecchiamento al mutamento delle condizioni familiari, sociali e affettive.


Le donne giapponesi non interpretano la fine dell’età fertile solamente dal punto di vista biologico, bensì la intendono come un evento naturale che può sì comportare qualche disturbo, ma comunque di breve durata, e tendono a sottolineare maggiormente gli aspetti positivi, per talune quasi liberatori, che il konenki regala, rispetto a quelli negativi.


E ancora, in molti Paesi dell’Africa, la donna che termina la fase di fertilità biologica raggiunge un maggior prestigio sociale in quanto riconosciuta come donna che ha accumulato grande esperienza e saggezza.


Anche la famosa biologa ed antropologa Helen Fisher, definisce la donna in menopausa come una “biblioteca vivente”, come ci insegnano le culture antiche connesse alla ciclicità della Madre Terra, è il Ciclo della Saggia, periodo di ri-scoperta di nuove possibilità, rinnovata energia, nuovi progetti, idee…

 

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Insomma, è evidente che la menopausa è qualcosa di più di qualche vampata di calore o della fine del periodo fertile, non si tratta di un declino, bensì di un processo naturale che fa parte del cambiamento e in cui il tempo gioca sempre a favore delle donne, è una tappa colma di opportunità e caratterizzata da una ulteriore crescita personale e spirituale.


Se l’approccio culturale fosse improntato sulla comprensione profonda di questa fase della vita, ci sarebbe l’opportunità di vivere anche questo ciclo lunare con serenità e bellezza, accettazione, accoglienza di sé stesse, relazione profonda con il proprio corpo: ri-conoscerlo e ri-scoprirlo come Luogo Sacro che ci comunica nuove e profonde opportunità.


L’approccio a questo passaggio della vita, può essere vissuto in modo drammatico come inizio di un declino oppure può essere una stimolante avventura che c’insegna ad integrare serenamente tutti i processi che stiamo attraversando, affinché poi armonizziamo ogni cambiamento con l’obiettivo di prenderci cura di noi.


A noi, come sempre, La Scelta.

 

 

 

Articolo a cura di Udaya Luciana Gianotti e Tulsi Serena Baroni

 


Bibliografia:

Menopausa, conoscerla per viverla in salute. Claudio Paganotti. Massetti Rodella Editori, 2007.

F. Pizzini, Corpo medico e corpo femminile. Parto, riproduzione artificiale, menopausa, Franco Angeli 1999.

G. Ranisio, Corpo femminile e medicalizzazione. Piccolo dizionario, Morlacchi 2012,.

Il benessere femminile nella medicina tradizionale cinese. Zhao Xiaolan, Kanae Kinoshita. Ed Oscar Mondadori, 2007.

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