La Celebrazione: Condividere la Gioia

La parola “celebrare” deriva dal termine latino celeber, che significa “frequentato, affollato” e indica quindi l'atto di riunire molte persone attorno a un evento, che in genere è qualcosa di eccezionale, fuori dall'ordinario, sottratto al puro accadere e dotato di un particolare significato: attraverso l’atto celebrativo un evento non solo “è”, ma “significa” qualcosa.

Da piccoli aspettavamo con gioiosa impazienza l’arrivo del nostro compleanno, e pensando alla celebrazione emergono nella nostra mente immagini di torte, regali, danze, colori, musiche e allegorie, gioia, convivialità e condivisione; da adulti ne approfittiamo per ricordare e condividere, per ricontattare il senso di gratitudine di essere nati e aver vissuto tutto ciò che la vita ci ha donato: celebrando facciamo memoria di ciò che è stato per proiettarci in ciò che sarà.

La dimensione della festa, il concetto di “festivo” ci riporta a un qualcosa che sta oltre, al di fuori della quotidianità o della norma, che nella routine quotidiana, in un orizzonte prevedibile di avvenimenti e azioni è solo sognato o immaginato: la celebrazione apre una dimensione “altra”, in cui l’uomo torna protagonista assoluto del suo tempo, è il momento in cui si sorpassano i limiti e si rompono le regole.

Fin dall'antichità le festività civico-religiose scandivano il passare delle stagioni e attraverso spettacoli teatrali, agoni poetici e sportivi, banchetti, digiuni, sacrifici e purificazioni ogni divinità dei diversi pantheon veniva onorata e ringraziata: tutto questo da un parte chiudeva una stagione o un ciclo, dall'altra serviva per propiziare i raccolti futuri, o per chiedere protezione, forza, saggezza, abbondanza, fertilità, successo e buona riuscita degli affari e dei matrimoni.

 

 Gli artisti del Festival Olistico - Marta Mamakuna

Gli artisti del 1° Festival Olistico della Città della Luce
Marta Mamakuna - Venerdì 31 Luglio 2015 - ore 22:00

 

Il momento della celebrazione è intimamente legato al concetto di ciclicità: tramite la celebrazione entriamo profondamente in contatto con il fatto che un anno è passato, che abbiamo “compiuto” un ciclo di vita, qualcosa si è concluso, una stagione è terminata, un progetto, un sogno, o almeno una parte di esso, è giunta a un termine.

Si tratta infatti di un momento di passaggio in un ciclo più grande, ma è un momento che ci serve per fermarci e guardarci indietro, per rivolgere lo sguardo a ciò che è stato: oltre a riconoscere la ciclicità della natura a cui siamo inevitabilmente soggetti, nel momento della celebrazione possiamo apprezzare i risultati delle nostre azioni e riconoscere così anche il nostro potere creativo, la nostra capacità di modificare il corso degli eventi.

John Croft, nella sua teoria denominata Dragon Dreaming, individua quattro fasi fondamentali nelle quali ogni progetto che voglia avere successo deve investire un uguale quantitativo di risorse, assegnando a ciascuna il 25% dell’energia e del tempo totali: Sognare (Dreaming), Pianificare (Planning), Attuare (Doing), e Celebrare (Celebrating).

Tutto comincia con un sogno, e la condivisione del sogno ci dà energia per pianificare ed elaborare strategie che mettiamo in atto nella fase di attuazione; nell’ultima fase tiriamo le somme, facciamo il bilancio, guardiamo a ciò che abbiamo realizzato, reso reale, e celebriamo, qualunque sia il risultato, perché è così che facciamo tesoro dell’esperienza fatta, e solo così torniamo a sognare e il ciclo ricomincia ad un livello superiore!

 

 Gli artisti del Festival Olistico - Il Circo Squilibrato

Gli artisti del 1° Festival Olistico della Città della Luce
Il Circo Squilibrato - Venerdì 31 Luglio 2015 - ore 22:45

 

La celebrazione pone la parola “fine” all'agire, e ricollega il nostro fare al nostro sognare: celebrando evitiamo il terribile fenomeno del burn out, dell'esaurimento psico-fisico che è sintomo di un processo che si ferma all'agire, all'efficienza, all'automatismo, alla riduzione in un ruolo, in una funzione e non si ricarica, non si gratifica, non produce nuova energia, ma consuma tutta quella che ha.

Affinché il fuoco non si spenga lo devo alimentare e il combustibile di un progetto di successo è l’entusiasmo, che deriva dal greco e significa “avere Dio dentro, essere ispirati direttamente da Dio”: la celebrazione ci riporta a quella dimensione del sogno, dell'ispirazione divina che dona vitalità ed energia ad ogni nostro progetto.

Grazie alla celebrazione torniamo come bambini, contattiamo la dimensione tipica dell’Innocente, che è il primo Archetipo del Viaggio dell'Eroe, e racchiude in sé tutta l'esperienza del gioco, della gioia, della fiducia, dell'ottimismo, del godimento, della soddisfazione dei bisogni e dell'apertura, della meraviglia e dello stupore per la vita e tutte le sue manifestazioni.

Ma allo stesso tempo ci colleghiamo anche all’ultimo Archetipo del Viaggio dell'Eroe, il Folle, quello che chiude il ciclo e corrisponde all’uomo che ha imparato a tornare come bambino, che dopo aver fatto tutta l'esperienza di una vita, dopo aver esplorato, conosciuto, amato, creato, distrutto, sbagliato, fatto e disfatto, ha capito le regole del gioco, e sa che può trascenderle.

 

 Gli artisti del Festival Olistico - Piero Massimo Macchini

Gli artisti del 1° Festival Olistico della Città della Luce
Piero Massimo Macchini - Sabato 1 Agosto 2015 - ore 22:00

 

Il Folle è rappresentato dal buffone di Corte, o il saltimbanco, che ride scherza e gioca sempre e comunque, qualunque cosa sia successa, comunque siano andate le cose: il Folle ha la capacità e l’autorizzazione a ironizzare e sdrammatizzare; il Folle è la libertà massima, è il livello più alto di libertà che possiamo sperimentare.

In questo senso l'Arte ha da sempre rappresentato un potente mezzo di catarsi, di liberazione, di rottura degli schemi e dei condizionamenti: la libertà di parola, di fare arte, di esprimersi attraverso il cinema, la danza o la poesia è il nemico più temuto da qualsiasi regime o fondamentalismo, perché riuscire a pensare fuori dagli schemi, riuscire a immaginare nuove melodie, a giocare con l’ironia e la fantasia ci aiuta a non cadere nel prevedibile e nel controllo.

La creazione artistica ci conferma che le svolte creative sono possibili, che il corso degli eventi può cambiare, che ciò che è non è ciò che sarà e anche la comicità si basa proprio sul meccanismo della sorpresa: la prima parte di una gag ci porta ad elaborare una teoria che viene completamente ribaltata dalla battuta finale, fornendoci un punto di vista imprevedibile e spesso paradossale.

L’Arte ha inoltre la meravigliosa capacità di fornire delle risposte e al tempo stesso di lasciarci con domande inesauste, e questo è il fascino inesauribile di ogni espressione degna di essere chiamata Arte: assistere a uno spettacolo teatrale, ascoltare musica o leggere una poesia è un modo per ripercorrere la strada verso la nostra individuale capacità creativa, così come la scrittura, il disegno, la danza, la musica o il teatro sono fra le armi più potenti per sconfiggere afflizione, depressione, tristezza o malinconia, perché ci forniscono nuovi modi di vedere il mondo, risvegliano i nostri sensi, li stimolano a nuove connessioni e ci aprono la porta a nuove strade.

 

Gli artisti del Festival Olistico - Lucignolo e il Fuoco

Gli artisti del 1° Festival Olistico della Città della Luce
Lucignolo e il Fuoco - Sabato 1 Agosto 2015 - ore 23:15

 

Articolo a cura di Laya Annalisa Di Salvo

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