Serena Baroni

Maestra di Reiki Metodo Usui
Facilitatrice in Costellazioni Familiari
Dott.ssa in Scienze dell'Educazione
Diplomata DanzaMovimentoTerapia

 

Vedo la luce un mercoledì mattina durante un furioso temporale, il 5 giugno del 1963.

Plutone, Marte e Urano sono presenti alla mia nascita.

Mio padre e mia madre scelgono per  me il nome Maria Serena.

 

 

Ringrazio i miei genitori per avermi  fatto trascorrere l’infanzia in un piccolo paese in provincia di Como che mi ha permesso di giocare all’aria aperta in qualunque stagione. Prati e boschi, adiacenti alla casa dove ho abitato, erano il normale  “parco giochi” e la casa protetta dei miei pomeriggi.

Ho imparato a giocare con gli elementi e a rispettare le forme di vita che incontravo nelle mie esplorazioni con mio fratello e gli altri bambini.

L’asilo non mi piaceva perché c’erano le suore e non capivo il loro “linguaggio”, ci andavo solo perché c’erano le altalene.

In prima elementare scopro il potere della scrittura che mi esalta per la magia di dare forma alle mille favole che m’inventavo.

Ho coltivato con “determinazione” l’elemento aria dei Gemelli: il mio Sole di nascita in X Casa. Sono stata “per aria” per lunghe decadi, l’atterraggio non mi piaceva. Adoravo studiare filosofia e la storia degli uomini, volevo viaggiare e scoprire continuamente nuove cose, persone, situazioni.

Ero in continuo movimento.

L’adolescenza è stata per me e ancora più per la mia famiglia, un terremoto energetico. Tormenti e ribellione, conflitti e trasgressione, Alla soglia degli anni ‘80  si apriva uno scenario che andava dal “ritorno del ‘68” al Punk, le mie prime esperienze di Centri Sociali, di viaggi oltre il confine del conosciuto, gruppi musicali nati nei garage, anfibi e black dress e poi ancora  l’autonomia di aver la prima auto, il contatto con la parola Libertà che ha mutato valore e sfumature con il corso degli anni e delle molteplici esperienze.

Ricerca è il mood che da sempre mi accompagna. Non mi piaceva conformarmi a nulla, anche nei gruppi più “al confine” ero un po' considerata la strana perché comunque mi piaceva studiare e andavo a scuola regolarmente. Lo studio è stato per me un’ancora di salvezza oltre che di conoscenza. Gli anni dell’adolescenza sono costellati da contestazioni studentesche, amori tormentati, versioni di latino, fughe da casa e conflitti familiari.

Arrivata davanti all’Università non so decidermi se iscrivermi a Psicologia o Giurisprudenza, ho compreso solo molti anni dopo il significato di questo bivio. Opto comunque per Psicologia a Padova, arrivo a 11 esami dalla tesi e mi dico che questo non fa per me.
Mi dedico per un periodo al solo lavoro.

L’essere studente di questa disciplina mi permette di trovare facilmente lavori nell’ambito sociale e accumulo esperienze lavorative tra le più disparate. Inizio con l’handicapp, trascorro molti anni di lavoro con bambini a rischio di devianza, borderline, adolescenti e psichiatrici.

Le risorse economiche sono immediatamente investite in ciò che, in questo periodo amo di  più in assoluto: viaggiare.

L’Europa è la prima tappa delle mie scorribande, adoro l’estate e il sole e mi sposto sempre più a sud: isole, nord Africa. Sposto sempre più i confini e approdo in Messico, dove rimango qualche mese e ho le prime esperienze di Viaggi Sciamanici.
Ritorno da questo viaggio trasformata e volto pagina: termino una convivenza di coppia di alcuni anni,  vado a vivere da sola, cambio lavoro, addirittura auto, e mi approccio a un nuovo rinnovo.
Inizio a praticare  hata yoga, mi trasferisco nella città lariana, ho la mia prima casa da sola e riprendo ufficialmente gli studi.

Il lavoro nell’ambito sociale mi appassiona e mi rispecchia e ho necessità di acquisire strumenti di comprensione. Colgo da subito che la “passione” per questo lavoro è un modo per guardare alla mia storia alla mie emozioni celate e inizio a studiare. Mercurio sia di nascita che di ascendente (Vergine) sposta molto la mia attenzione al cerebrale che comunque è un inizio di ricerca interiore.

M’iscrivo alla Scuola per Educatori che già lavorano di Bosisio Parini (LC) percorso formativo della Regione Lombardia. Questa formazione favorisce l’incontro con docenti che esercitano la loro disciplina e il confronto è per me  una fonte d’arricchimento personale e professionale straordinaria. Sono una studente disciplinata ma anche molto ribelle e riesco a presentare una tesi sui rituali della tossicodipendenza da sostanze iniettive. Il taglio è etnografico-antropologico con una ricerca sul campo. In quel periodo lavoravo con i minorenni in un progetto pilota in provincia di Como e facevo volontariato nella sede della  L.I.L.A.  comasca (Lega Italian Lotta all’Hiv/Aids), con le prime esperienze italiane di Unità Mobili.

La mia relatrice, nonché docente del corso è stata una Maestra indimenticabile per il suo coraggio di  donna, antropologa, madre, guida.

I lavori nei progetti pilota non mi garantiscono un lavoro continuativo annuale, tuttavia mi permettono di avere lunghe vacanze estive che impiego in viaggi in oriente: l’amata India è una delle mie mete preferite, e poi Nepal, Thailandia, Malaysia.
Viaggio con amici, con il mio compagno e anche tanto da sola. Viaggiare da sola in autonomia senza programmi dettagliati anima il mio spirito avventuriero. 

 

 

Approfondisco le tecniche meditative e conosco per la prima volta il Reiki. Scelgo Margherita come Maestra che mi accompagna nel Primo e Secondo Livello di Reiki. Lei è un’amica, ci conosciamo da alcuni anni e pratichiamo insieme radioestesia. Con il Reiki, scopro una dimensione che non conoscevo e me ne innamoro immediatamente. Intravedo la potenza dell’autocura e del prendersi cura ma non comprendo a fondo i suoi significati. Ringrazio profondamente Margherita per avermi introdotto su questa via luminosa di conoscenza e paradossalmente, la ringrazio anche di non avermi saputo accompagnare totalmente a ciò che questa energia ha sprigionato in me. Mi ha indirettamente insegnato quanto è importante affidarsi a una Guida esperta, consapevole, responsabile e presente. Il Reiki in quegli anni, apre uno spazio di Amore infinito ma anche di sofferenza che non sono in grado di affrontare. “Abbandono” questa via per anni per la paura di mettermi a confronto con parti di me sconosciute che non voglio mostrare prima di tutto a me stessa. Non sono ancora pronta al Viaggio più importante della mia Vita. M’illudo di tacitare il bisogno di ricerca al centro di me stessa e mi dedico anima, ed è il caso di dirlo, corpo alla danza. La danza è stata un punto cardine del mio “movimento perpetuo”. Anche in questo caso senza regole, senza una tecnica. Ballavo e ciò mi rendeva felice, sin da piccola.

Le nottate intere a ballare nei centri sociali e nei rave non mi bastavano più, avevo bisogno di altro.

E la risposta arriva puntuale. Un’amica e collega di lavoro, m’invita a partecipare a un seminario di Danzomovimentoterapia. La curiosità vince e provo.

Mi piace, m’intriga, la pratico. A distanza di qualche mese m’iscrivo alla Scuola di Formazione in DMT (danzomovimentoterapia) a Lecco. All’epoca non avevo nessuna intenzione di farne una professione,  inconsciamente è stata una via per cominciare a lavorare profondamente su di me.

Ricordo uno dei primi  feedback che mi diede AnnaPaola Lovisolo la docente, diventata poi il mio tutor e supervisore: “ la tua danza mi arriva come sospesa, non scendi a terra, come se non avessi radici”. Colpito e affondato!

Quelle parole mi risuonarono dentro come una lancia. Aveva colto nel segno: mi mancava l’esperienza del radicamento. L’elemento Aria era assoluto, croce e delizia della mia esistenza.

Percepire l’esistenza di un altro elemento, imparare ad atterrare senza la sensazione di sparcellizzarmi e stare a terra, sono state, fra le pietre miliari della mia evoluzione personale.

Appoggiare a tratti i piedi a terra, mi mette a confronto con la dimensione della mia ferita e mi rende consapevole che ho bisogno di aiuto. Inizio una psicoterapia con una psicoterapeuta junghiana, complice anche la formazione in DMT (danzomovimentoterapia) che prevede in parallelo un percorso di terapia personale. Ricordo quegli anni come estremamente impegnativi, la sofferenza di iniziare a “vedere”, l’emozione di riscoprire il mio corpo, la gioia e il piacere del contatto con la terra.

Gli studi con la  DMT (danzomovimentoterapia) mi offrono l’opportunità di affrontare l’esperienza del tirocinio. Lavoro in un progetto di co-conduzione con una compagna di studio. Scegliamo di proporre il nostro lavoro a un servizio pubblico psichiatrico. e nello specifico a un gruppo di donne. Realizzo, a distanza di anni, che è stato un modo anche per prendere contatto con la mia Luna che con Nettuno abita in terza Casa nel segno dello Scorpione. Quest’esperienza è stata una formazione nella formazione. Ricordo le ore trascorse con Renata, a programmare a scegliere le musiche a dialogare con la danza e poi proporre il lavoro nel gruppo di donne psichiatriche che diventava sempre più, improvvisare sul sentire del momento e ogni volta il gruppo rispondeva, cresceva, e danzava.

L’interesse verso la psichiatria era presente anche nel mio lavoro professionale.

Mi era stato proposto  di gestire una comunità per minori con decreto di allontanamento dalla famiglia ma l’idea di lavorare in comunità non mi piaceva e volevo lavorare con gli adulti. Non m’interessavano gli adulti “normali” volevo lavorare con la psichiatria. Ed ecco che mi ritrovo a  partecipare al progetto di totale dismissione dei manicomi a distanza di 20’anni esatti dalla Legge Basaglia. Mi viene proposto il progetto di aprire, guarda caso, una comunità per ospitare persone psichiatriche croniche provenienti dalla dismissione degli O.P. La proposta mi piace, accetto e mi metto all’opera. Di certo una delle esperienze lavorative più incredibili che ho incontrato. Incredibile l’incontro con questo tipo d’istituzioni, con i cosiddetti “reparti chiusi” del manicomio, con i codici di giudizio, di categorizzazione, con i farmaci, dati come se fossero il pasto principale. Ho conosciuto persone che non erano mai uscite dai loro reparti, persone che mangiavano rannicchiate per terra, che nascondevano il pane e le posate. Ho conosciuto medici che con le parole dettavano sentenze lapidarie: ”croniche senza alcuna speranza di miglioramento”.  Credo che, alcuni dei miei successi professionali, più belli provengano da questa esperienza. Ho sperimentato che restituire dignità e rispetto alle persone sono la medicina più potente. Semplicemente apre le porte alla comunicazione e al cambiamento.

Non a caso, Rispetto è stato anche il tema di un lungo lavoro con la DMT (danzomovimentoterapia) e la psicoterapia.

Lavoro con la psichiatria per un paio d’anni e mentre sto per diplomarmi in DMT,(danzomovimentoterapia)  cambio lavoro.

Mi sono diplomata con una tesi sul mito della Tessitrice. Tessere la propria tela, cercando di amarla anche se trama e ordito in alcuni punti erano stati danneggiati per sempre, pensavo erroneamente.

Gli incontri settimanali di DMT (danzomovimentoterapia)  alla struttura pubblica sono continuati per tre anni, il tirocinio si era trasformato in una collaborazione professionale, il gruppo si era aperto alla partecipazione di  alcuni uomini.

Il lavoro in comunità rimane come un denominatore. Un’ associazione lombarda che si occupa di tossicodipendenti, mi  propone un’esperienza in una delle loro comunità. Mi trasferisco, per una parte della settimana in Valtellina, sempre su una zona di confine con la Svizzera. Per quasi quindici anni lavoro nella Casa Alloggio per malati di Hiv/Aids.

Vicenda lavorativa complessa e superformativa. Quest’esperienza, da un certo punto di vista, ha condensato tutte le marginalità che ho incontrato nella mia vita sia personale che professionale: adulti provenienti da famiglie disadattate, adolescenti borderline, donne maltrattate, abusi, prostituzione, psichiatria, lunghe carcerazioni, ergastoli, O.P.G., malattie permanenti, progressive, invalidanti, cronicità, dipendenze e co-dipendenze.

Ho retto quindici anni in uno stesso posto di lavoro perché la noia non aveva cittadinanza. Dai tribunali agli ospedali, dall’attivismo  per i diritti degli “ultimi” all’accompagnamento alla morte in casa, dal Coordinamento della Case Alloggio Italiane  ai colloqui in carcere, dall’organizzazione della formazione per gli operatori ai progetti di autonomia. Un turbine di emozioni forti e toste che hanno accompagnato il mio crescere interiore. Sempre più sulla soglia, sul confine. Il confine è un tema sempre presente nella mia biografia: ho abitato per anni  in una città di confine, ho fatto svariati lavori sociali denominati “di confine”, lavoravo in una geografia di confine.  Sono senza confini con un giudice interiore spietato. Un mach che diventa spazio di lavoro, in primis con la danza.

Continuo la formazione in DMT(danzomovimentoterapia)  con docenti da cui apprendo le tecnica del Movimento Autentico, una pratica meditativa e creativa, connessa alla danzoterapia. La comunità però assorbe completamente il mio tempo e lascio l’attività di danzomovimentoterapeuta.

In parellelo alla supervisione professionale ho coltivato la supervisione personale per accompagnarmi a vedere sempre più le mie ferite più intime che questo lavoro mi metteva di fronte.

La psicoterapia “classica” non rispondeva più alle mie esigenze e passo a una psicoterapia con una psicoterapeuta danzomoviemntoterapeuta che frequento per alcuni anni.

Questo percorso mi ha molto sostenuto a gestire una delle fasi più dolorose della mia esistenza: una gravidanza extrauterina scoperta per un’emorragia interna che comporta un ricovero d’urgenza e l’asportazione di una tuba. Credo di averci messo anni per elaborare questo lutto e credo anche di averlo elaborato profondamente solo a distanza di tempo quando a novembre del 2013 incontro le Costellazioni Familiari.

Appena ne ho l’occasione continuo a viaggiare e. trascorro un periodo fra il nord della California e il sud dell’Oregon con, Red Leaf, un Uomo Medicina Lakota che mi guida in alcune cerimonie sciamaniche.

Ho fame di conoscenza di esperienze e m’imbatto con l’Università di Bergamo, sono affascinata dall’impostazione di ricerca che caratterizza la facoltà di Scienze della Formazione. Decido di iscrivermi al corso di Laurea in scienza della formazione ad indirizzo comunitario. Un percorso di studio che mi piace proprio tanto. Ho modo di studiare e approfondire temi, argomenti, autori che mi hanno dato moltissimi spunti di riflessione e approfondimento. Riprendere l’università a distanza di anni è un regalo che mi sono fatta non tanto per un titolo di studio ma per il piacere di fare qualcosa che mi appagava profondamente. Mi ha aperto così tanto il dialogo con me stessa da decidere che non avrei continuato a lavorare aspettando la pensione! Piano piano si fa largo dentro di me il bisogno di chiudere l’esperienza con questo lavoro che decreto l’ultimo lavoro da dipendente che farò.

Proprio questi studi mi fanno scoprire le Costellazioni Familiari. Ritornano come un tarlo, m’informo, conosco persone che le hanno fatte e che m’indirizzano ad alcuni facilitatori e addirittura a scuole di formazione. Nonostante il pressante richiamo non trovo la scintilla che mi fa prendere un appuntamento per un consulto o iscrivermi a un corso. Finchè un giorno, “casualmente” incontro una ragazza di Como che mi parla della Città della Luce e qualcosa prende vita dentro di me.

E’ ottobre e in programmazione c’è un seminario intensivo di Costellazioni Familiari nella sede Marchigiana di Trecastelli, le date combaciano perfettamente con un impegno di lavoro che avevo ad Ancona. Tutto coincide e s’incastra come il pezzo di un mosaico. Titta, il mio aggancio con la Città della Luce mi parla del fondatore Umberto Carmignani e del Reiki. L’ultima cosa che voglio fare è il Reiki, ci vado solo per  qualche giorno di costellazioni...

L’incontro è al momento giusto nel posto giusto con la persona giusta.

L’energia delle costellazioni non mi ha più lasciato e continua ad affascinarmi e a stupirmi ogni volta di più. Durante l’intensivo, molte dei partecipanti mi parlano del viaggio dell’Eroe e si respira Reiki ovunque.

A dicembre affronto per la prima volta la prima parte del Viaggio dell’Eroe e sento ancora le parole di Umberto che dicono “la prima parte sono i preparativi, il viaggio vero e proprio si compie nella seconda parte, ma è necessario affidarsi a una guida per poter scendere agli inferi e poter anche ritornare.”. Terminata la prima parte ritorno a Como con quelle parole nelle orecchie e soprattutto nel cuore. Mi sveglio una mattina  con il Reiki che mi chiama,  m’iscrivo al Primo Livello a  Turbigo che riapre, dopo alcuni anni, la sede. Decido, scelgo di affidarmi alla Guida che mi accompagnerà in numerosi viaggi agli inferi e mi riporterà a “casa” ogni volta più arricchita, ogni volta più alleggerita, ogni volta più in pace con le mie ferite primarie, ogni volta un insegnamento.

Questo passaggio è stato fin’ora, uno dei passaggi più importanti di questa incarnazione  sulla Terra.

Il licenziamento dal lavoro è in atto : mi chiedono sei mesi di tempo per trovare un sostituto e per il passaggio di consegne.

Concluso l’impegno lavorativo, disdico l’affitto, lascio andare mobili, oggetti, libri, regalo tutte le piante e mi trasferisco per sei mesi , dalla primavera all’autunno, in una casa che un’amica usa raramente, sul lago di Como. Mi prendo il tempo per concludere gli esami dell’Università. La casa è splendida e per raggiungerla ci sono oltre 300 gradini di mulattiera, è “appoggiata” sull’acqua e intorno solo boschi. I miei vicini di casa sono le anatre, una famiglia di cigni, due tartarughe d’acqua e le poiane che solcano il cielo. Il posto ideale per studiare e decomprimermi dal vissuto impegnativo di anni di lavoro.

 

 

I fine settimana, se non ho un esame imminente, li trascorro alla Città della Luce, a Trecastelli o a Turbigo (MI). Mi dedico alle costellazioni, al Reiki e agli Intensivi del Viaggio dell’Eroe.

Periodo potentissimo di studio e crescita. Ad ogni incontro con la Città della Luce mi accorgo della possibilità non solo di lavorare profondamente ma di poter anche Trasformare le esperienze, il dolore, le ferite, i ricordi, le memorie. Il tempo trascorre velocissimo, termino tutti gli esami rimasti e decido di prendermi un anno in giro per il mondo. L’Australia mi chiama. Organizzo il viaggio, prendo contatti con la docente di antropologia per la tesi,  e parto per Melbourne. Dall’altra parte del mondo, senza conoscere nessuno, mi tuffo in quest’avventura. Imparare ad affidarsi è  uno studio lento e graduale. Il Reiki è stato il mio compagno di viaggio sempre presente.

A Melbourne a cavallo di una bici, mi giro questa incredibile metropoli facendomi guidare dall’arte. Arte ovunque, di tutti i tipi. Un pieno d’ossigeno che mi alimenta e mi nutre di bellezza. Per un  paio di mesi frequento i corsi di 5Rhythms. Lavoro con due danzatori straordinari e ad ogni sessione ci sono decine di persone di ogni provenienza culturale, colore, età che danzano liberamente insieme.  Un’esperienza davvero unica. Conosco persone di tutto il mondo e visito luoghi che non pensavo potessero esistere.

 

 

Mi sposto in Tasmania e sono presa da un’irresistibile voglia di percorrere uno dei trekking più suggestivi del mondo l’Overland. Recupero un paio di scarpe da trekking, una giacca a vento, un sacco a pelo al negozio dell’usato, uno zainetto e sono già in cammino. Capricorno in V Casa sigla il mio amore per la montagna  l’arrampicata e il camminare nei boschi. Aggregarsi a qualche gruppo o organizzare un viaggio con altre persone, in Australia è una pratica comune, facile e veloce. Non in questo caso: sento il bisogno di andarci da sola. Con una buona dose d’incoscienza e di follia, per qualcuno,  mi avventuro in questi luoghi  sacri della cultura aborigena. Chiedo il permesso di addentrarmi nella foresta pluviale, ringrazio gli alberi e gli animali per  lasciami passare e ospitarmi per riposare. E’ un viaggio ai confini del reale, mangio pochissimo, cammino per ore e forse, alcune delle cose che vedo e sento sono frutto di visioni. 

 

 

Il viaggio in Tasmania rimarrà impresso nella mia memoria emotiva, credo per sempre, tanta è stata l’emozione che mi hanno regalato la natura e i suoi legittimi abitanti, tanta è la memoria che sprigionano gli alberi, le piante, le rocce, la terra, l’acqua di quei luoghi. Ogni cosa è viva e in perfetta armonia con il Tutto.

Su queste montagne magiche lascio andare la mia “agenda cerebrale” che spesso detta i tempi e i percorsi e mi metto in ascolto. Percorsi, tappe e tempi mi sono indicati da una voce interiore e tutto si compone con una fluidità e armonia che quasi mi sconcertano. Celebro la mia cinquantesima primavera alle  Isole Fiji, passeggiando in canoa sulla barriera corallina.

 

 

Trascorro ancora diversi mesi in viaggio , attraverso le Blue Mountains, il centro dell’Australia, il nord e la west coast, sempre in ascolto della Guida Interiore. Credo di essere pronta per affrontare il Terzo Livello di Reiki: il Maestro.

 

 

Rientro in Italia. Como non è il luogo dove sento di poter vivere ora. A settembre del 2015 mi trasferisco nelle Marche alla Città della Luce come volontaria e studente della Scuola Olistica, e con  un tempismo  perfetto anche Saturno si stabilisce nel segno del Sagittario e per me che sono nata sotto il segno dei Gemelli significa “Saturno contro”.

Ci rimarrà per due anni accompagnandomi nel viaggio del Terzo Livello di Reiki.

Saturno è un Saggio e un Maestro e io divento la sua allieva.

 

 

Vivere alla Città della Luce mette a nudo i miei lati ombra, le mie marmoree resistenze, i falsi miti di ciò che penso di essere e soprattutto sgretola il mio Ego. Se ripenso alle esperienze con la psicoterapia mi sembrano delle passeggiate ma il confronto è un meccanismo da linea retta, il mio viaggio è circolare e ogni cerchio diventa una spirale sempre più profonda. Mi lascio accompagnare e la Guida m’insegna a scendere sempre più in profondità e a risalire sempre più in alto, con rispetto dei miei tempi e dei miei limiti.

Chiudo ogni Gestalt rimasta aperta, mi laureo con una tesi di antropologia su un progetto  di sharing economy ad alto impatto  sociale  e integrazione multietnica, frutto di una esperienza in Australia e mi dedico completamente alla mia ricerca interiore.

Intensivo dopo intensivo,  costellazione dopo costellazione , ripercorro le tappe della mia vita cercando ogni volta di trasformare in Luce ciò che è Ombra.

Riparo un po' alla volta la mia tela e comprendo che ogni smagliatura è una risorsa da poter mostrare. Ogni strappo può essere trasformato in un dono da mettere al Servizio.

Appartengo alla Tribo do Astral e ringrazio la mia Anima che mi ha condotto fino fino a qui.

A febbraio del 2017 divento Membro della Comunità e dopo qualche mese ricevo il IV Livello Reiki... ma questo è solo l’inizio di un altro Viaggio.

 

 

 

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