Avvocato
Mediatore
Counselor Olistico iscritto a SIAF Italia n° ER306-CO
Facilitatore in Costellazioni Familiari e Sistemiche
Maestro di Reiki
 

“Nessun problema (conflitto) si può risolvere dallo stesso livello di coscienza che lo ha creato” - Albert Einstein  

 

La formazione giuridica

Sono nato il 10/10/1974 a Rimini. Durante gli studi secondari superiori presso l’Istituto Tecnico per Geometri la materia del Diritto aveva suscitato in me particolare interesse e quindi ho deciso di iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza, senza avere ben chiare le motivazioni profonde e tantomeno il tipo di lavoro che avrei fatto in futuro.

Giunto al termine degli studi universitari, dopo aver “digerito” voluminosi manuali e memorizzato migliaia di articoli di legge dal linguaggio macchinoso e pressoché indecifrabile al senso comune, ho sentito l’esigenza di una prospettiva filosofica più ampia sui fondamenti del diritto stesso, analizzando il diritto positivo, cioè posto, o imposto, dall’autorità di uno Stato, dal punto di vista esterno dell'Etica e della Giustizia. Per la corrente filosofica del Giusnaturalismo, il diritto positivo deve derivare dal diritto naturale costituito da principi eterni ed universali che l’umanità, in seguito alle rivoluzioni americana, francese e ai due conflitti mondiali, ha avvertito l’esigenza di riaffermare, almeno in parte, nelle varie dichiarazioni dei diritti umani. È importante comprendere che tali diritti non sono creati o concessi dagli Stati, bensì “riconosciuti” come preesistenti, ai quali i legislatori dovrebbero ispirarsi traducendoli in leggi giuridiche e i giudici applicarli nei singoli casi concreti.

Ho scelto una tesi di laurea in Filosofia del Diritto dal titolo: “La tesi della connessione tra diritto e morale nel dibattito filosofico-giuridico contemporaneo”, nella quale ho messo in correlazione i reati e i peccati, la responsabilità giuridica e quella morale con le rispettive tipologie di sanzione, aderendo al filone di pensiero secondo cui le due sfere di competenza devono essere connesse, ma nel contempo nettamente distinte per evitare il cd. “moralismo giuridico”, non potendo lo Stato imporre comportamenti che devono scaturire spontaneamente dalla coscienza individuale dei cittadini, né tantomeno punire le loro violazioni. Proprio per non incorrere nel rischio di diventare autoritario, lo Stato deve rimanere laico permettendo la tolleranza e il pluralismo etico, limitandosi in ogni caso a garantire quel minimo comune denominatore di valori universali che sono alla base di ogni libera convivenza civile.

Studiando le varie teorie del contratto sociale sulla formazione dello Stato, ho compreso che quest’ultimo non è un fine, bensì un mezzo creato dagli uomini con l’unico scopo di garantire i valori, i bisogni e gli interessi dei cittadini: per Thomas Hobbes, che ha teorizzato la disobbedienza civile nei confronti di ogni forma di tirannia, “Iddio creò i re per il popolo, e non il popolo per i re”, e pertanto lo Stato “va trasformato, rimodellato e all’occorrenza abbattuto quando si rivolti contro i cittadini”.

Un testo fondamentale a cui mi sono ispirato è “Diritto e ragione. Teoria del garantismo penale” di Luigi Ferrajoli, magistrato e professore di filosofia del diritto, in cui l’autore ripercorre la grande antitesi tra libertà e autorità che ha da sempre dominato la storia dell’umanità, alternando forme di governo più liberali ad altre più autoritarie. Allo stesso modo, anche la legge è solo un mezzo nelle mani dello Stato in vista dei fini che intende perseguire, per cui una legge giusta dovrebbe costituire un limite sia al potere assoluto, che nega ogni libertà, sia alla libertà assoluta, che nega ogni autorità e che si convertirebbe nel potere del più forte.

Durante la stesura della tesi ho anche realizzato che l’analisi che stavo facendo a livello collettivo mi stava aiutando a risolvere il mio personale conflitto con l'autorità, vissuto in particolar modo nell’adolescenza, allorquando mi sono scontrato con alcune regole educative e religiose piuttosto rigide di mio padre, al quale alla fine ho dedicato l’elaborato di laurea.

Dopo essermi laureato all’Università degli Studi di Bologna mi sono trasferito a Firenze, città in cui ho vissuto e lavorato per i successivi nove anni e che ringrazio profondamente per avermi fornito tante opportunità.

Appena ho iniziato i due anni di pratica forense ho da subito avvertito l’enorme divario esistente tra la teoria e la pratica del diritto, tra il mondo accademico e le aule dei tribunali, nei quali spesso non riesce ad emergere la Verità e la Giustizia.

Dapprima ho fatto esperienza nel vasto campo del diritto civile presso lo studio dell’Avv. Mariano Vulpitta, colui che mi ha iniziato alla professione: dal diritto di famiglia in materia di separazione e divorzio alle questioni di successione ereditaria, dal risarcimento danni contrattuale ed extracontrattuale (infortunistica stradale, sul lavoro, responsabilità medica, ecc.) al recupero crediti (decreti ingiuntivi, esecuzioni, pignoramenti, ipoteche), dai contratti di locazione agli sfratti, dalle liti condominiali ai ricorsi avverso le multe del codice della strada, ecc.

Nel 2006 ho superato l’esame di Stato e mi sono iscritto all’Albo degli Avvocati di Firenze.

Successivamente ho fatto esperienza nel settore del diritto penale, che da sempre aveva suscitato in me maggior interesse per le più strette implicazioni di carattere psicologico, dato che le questioni civilistiche si possono ricondurre, in ultima analisi, a richieste di tipo economico.

La criminologia, ad esempio, comprende al suo interno varie discipline che studiano la personalità del reo e della vittima, l’elemento psicologico del dolo o della colpa nella commissione del reato, la capacità di intendere e volere, la pericolosità sociale e le tendenze a delinquere, la minaccia della pena come deterrente, la rieducazione e riabilitazione del condannato, le tecniche di interrogatorio e la valutazione di attendibilità del testimone, ecc.  

In questo campo ho avuto come maestro l'Avv. Eraldo Stefani, docente nel Master in Scienze Forensi “Criminologia-Investigazione-Security-Intelligence” presso l’Università La Sapienza di Roma, nonché pioniere della metodologia delle indagini difensive introdotte con la L. 397/2000. Le indagini svolte dall’avvocato, oltre a quelle del pubblico ministero, tentano di ridurre l’inevitabile divario tra la verità processuale che emerge dalle prove nel processo e la verità sostanziale dei fatti così come sono veramente avvenuti, allontanando in tal modo l’errore giudiziario. Nello studio dell’Avv. Stefani ho avuto l’opportunità di lavorare insieme ad esperti del calibro di Luciano Garofano, Generale dei R.I.S. di Parma, e Ferdinando Imposimato, Avvocato e Magistrato nei più importanti casi di lotta alla mafia e al terrorismo. Ho collaborato in processi in cui, grazie all’apporto di accurate indagini difensive che hanno individuato elementi ulteriori rispetto a quelli raccolti dalla pubblica accusa, anche persone imputate di omicidio sono state assolte, ottenendo il conseguente risarcimento dallo Stato per il periodo di ingiusta detenzione.

Nel 2010 ho sentito il desiderio di ritornare nella mia città natale, grato per l’esperienza maturata e le metodologie apprese, avviando il mio studio legale nel settore civile e penale in collaborazione con altri colleghi.

Nello stesso anno veniva introdotta in Italia, con il D.Lgs. 28/2010, la Mediazione civile e commerciale obbligatoria in alcune materie con l’obiettivo di risolvere le liti in via stragiudiziale e alleggerire il pesante carico delle cause nei tribunali. Essendo tale istituto in linea con il mio approccio alla professione di avvocato, ho frequentato corsi di formazione in cui ho appreso tecniche di negoziazione e gestione del conflitto, per poi iscrivermi nel Registro dell’Organismo di Mediazione Omnia Concilia accreditato presso il Ministero della Giustizia con il n. 980.

La Mediazione troverà in futuro applicazione anche in ambito penale in un’ottica di recupero e riabilitazione del reo, in quanto vi è attualmente uno schema di decreto legislativo recante “disposizioni in materia di giustizia riparativa e mediazione reo-vittima” approvato dal Governo il 22.02.18 in attesa di essere valutato dal Parlamento. Anche in tema di minori, l’Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza  ha reso pubblico in data 17.12.18 il documento di studio e di proposta intitolato "La mediazione penale e altri percorsi di giustizia riparativa nel procedimento penale minorile".

Le ADR (Alternative Dispute Resolution) sono metodi alternativi di risoluzione delle controversie affermati già da tempo negli Stati Uniti e basati su un approccio alla professione legale integrato e interdisciplinare, come ad esempio il Diritto collaborativo, applicato soprattutto in materia di separazione e divorzio e finalizzato al raggiungimento di una risoluzione pacifica del rapporto che soddisfi gli interessi non solo giuridici ed economici, ma anche emotivi di ciascuna delle parti.

In ogni caso, il presupposto di ogni tipo di mediazione (civile, commerciale, familiare, penale) è l’instaurazione di un clima di riservatezza, fiducia e cooperazione tra cliente e avvocato, e tra gli avvocati stessi, ai quali sono richieste abilità comunicative, sensibilità interpersonale e nozioni di psicologia, tutte capacità che ho potuto apprendere e sviluppare nel mio percorso di crescita personale.

La formazione personale

Per fare un parallelismo, si potrebbe affermare che se in ambito giuridico l’accertamento della verità esteriore di fatti storici è finalizzato all’applicazione di una norma generale e astratta al caso concreto, il percorso di crescita personale è finalizzato alla ricerca delle proprie verità interiori in relazione alle domande fondamentali dell’esistenza: “chi sono in profondità, da dove vengo, dove sto andando, qual è il significato della vita”. Tali risposte infatti presuppongono un’indagine psicologica, filosofica e spirituale in quanto secondo la visione olistica dell’essere umano siamo costituiti da corpo-mente-spirito.

Indipendentemente dall’attività che svolgiamo, tutti siamo chiamati ad intraprendere questo “lavoro” di conoscenza di sé, in modo da concorrere al progresso non solo materiale ma anche spirituale della società, come peraltro ci richiede l’art. 4 della Costituzione della Repubblica Italiana. Con il termine “spiritualità” faccio riferimento essenzialmente ad una realtà interiore che può essere sperimentata individualmente e che è antecedente a tutte le dottrine religiose e filosofiche, le quali poggiano, alla loro base, sulle stesse Leggi universali ed eterne.

Ho iniziato a guardarmi dentro già dall’adolescenza scrivendo riflessioni e stati d’animo su un diario, successivamente ho cercato dei riscontri esterni in numerosi libri che aiutavano a sviluppare l’autoconsapevolezza e la comprensione delle emozioni.

Poco più che maggiorenne ho sentito il bisogno di rivolgermi ad un professionista per comunicare il mio vissuto interiore iniziando una psicoterapia breve con il Dott. Angelo Moretti.

Qualche anno dopo ho incontrato il Dott. Massimo Rosselli, medico psicoterapeuta, allievo di Roberto Assagioli fondatore della Psicosintesi, disciplina che si colloca nel più ampio movimento della Psicologia Transpersonale caratterizzata dall’esplorazione non soltanto dell’inconscio inferiore in cui troviamo i nostri impulsi primordiali e traumi rimossi, come nella Psicanalisi classica, ma anche dell’inconscio superiore in cui troviamo le nostre qualità ed emozioni più elevate, i nostri talenti e la nostra creatività. In tale contesto, l’indagine psicologia si spinge necessariamente fino al confine con la spiritualità prendendo in considerazione il processo di autorealizzazione dell’Anima, termine dalle connotazioni più religiose rispetto a Psiche, o Essenza individuale, tutti indicanti una realtà che è oltre lo stato di coscienza ordinario della Personalità.

Massimo Rosselli, purtroppo deceduto nel 2017, veniva da molti definito un “Avvocato dell’Anima” avendo elaborato, nella sua lunga esperienza, una carta di Diritti dell’Anima (a protezione di bisogni ancor più essenziali e profondi di quelli tutelati dai Diritti dell’Uomo, relativi più alla Personalità), la violazione dei quali è la causa di profonde ferite psicologiche che spingono a chiudersi alla vita. Attraverso tecniche psicosintetiche, sciamaniche, bioenergetiche e meditative utilizzate nei seminari di Rosselli, ai quali ho partecipato per circa vent’anni, ho potuto contattare ed esprimere emozioni represse da tempo, sviluppando sempre maggiore apertura e sensibilità nei confronti della dimensione energetica sottile della realtà.

Il forte desiderio di proseguire in questa ricerca interiore mi ha spinto a partecipare negli anni a conferenze, corsi, seminari, e sperimentare trattamenti e sessioni individuali in svariate discipline olistiche, alcune ad indirizzo più corporeo, altre più psicologico, altre più spirituale, ma tutte finalizzate all’integrazione dei vari aspetti: Rolfing, Yoga, Shiatsu, Craniosacrale, Bioenergetica, Bodywork, Biodanza, Metamedicina, Biotransenergetica, Rebirthing, Radionica, Radioestesia, Vastu, Cristalloterapia, Numerologia, PNL, Sciamanesimo, Ipnosi Regressiva, Channeling, Lettura dei Registri Akashici, Lettura dell’Aura, Pyramidal Memories Transmutation, Meditazione Merkaba, Meditazione Trascendentale, Meditazioni Attive di Osho, Mindfulness, Ho'oponopono, Quanti-ka, Theta-Healing, Diksha, Human Design, Or Is Ra, Tzolkin Maya, Teosofia, Antroposofia, Angelologia, Metafisica dei Maestri Ascesi. In ognuna di esse ho trovato strumenti utili per ampliare la conoscenza di me stesso e della realtà.

Fonti di importante ispirazione sono stati i libri di James Hillman, Roberto Assagioli, Eva Pierrakos, Alexander Lowen, Anne e Daniel Givaudan, Omraam Mikhaël Aïvanhov, Sandra Ingerman, Jean Bolen, Mauro Scardovelli, Salvatore Brizzi. Sempre molto stimolanti sono le conferenze e i corsi di quest’ultimo, nonché le conferenze di ricercatori come Giuliano Falciani e Piergiorgio Caria sulla presenza di civiltà extraterrestri.

Anche nei miei viaggi ho sempre cercato di coniugare il relax con il piacere di scoprire luoghi energetici naturali e monumenti dell’antichità (come Stonehenge in Inghilterra, Mont Saint Michel in Francia, le Piramidi d’Egitto, i Templi greci, i Nuraghi sardi), partecipando anche a cerimonie tradizionali locali (come in Brasile e Repubblica Dominicana), senza contare i numerosi luoghi italiani carichi di mistero e storia non così conosciuti ai turisti.

Nel 2011 ho iniziato a frequentare la scuola esoterica “La Settima Soglia” di tradizione egizio-atlantidea fondata da Emiliano Soldani e Fabio Azzolina della durata di due anni a cadenza mensile, poi proseguita nel percorso di 26 incontri a cadenza bimestrale della durata di 5 anni denominato “I segreti iniziatici delle Tavole Smeraldine di Ermete Trismegisto”, con conoscenze teoriche di Alchimia Trasformativa, Cabala Bianca, Fisica Quantistica, e numerose pratiche di meditazione con l’uso di immaginazione, respirazione, mantra e mudra.

Sempre nel 2011 ho incontrato “La Città della Luce”, una Comunità di Ricerca Etica, Interiore e Spirituale fondata da Akshara Umberto Carmignani che ha rappresentato un ulteriore punto di svolta nella mia vita. Ho frequentato assiduamente la Scuola Olistica costituita da seminari di Reiki, Costellazioni Familiari, Astrologia Archetipica, Viaggio dell’Eroe, Ayurveda, Sciamanesimo Afro-Brasiliano ed altro ancora, per un totale di oltre 4000 ore di formazione teorico-pratica nell’arco di circa 8 anni. In detto percorso ho potuto non solo ritrovare, riordinare e ampliare all’interno dell’ampia cornice teorica dell’Astrologia Archetipica le conoscenze acquisite in precedenza, ma soprattutto applicarle nella pratica attraverso un profondo lavoro di riconnessione alle radici familiari e di trasformazione delle parti più nascoste del carattere, ritrovando fiducia in me stesso e nel contempo anche numerosi amici e compagni di viaggio.

Nel 2014 sono diventato Facilitatore in Costellazioni Familiari e Sistemiche e Maestro di Reiki secondo il Metodo della Città della Luce, nonché ho conseguito, previo esame e redazione di un elaborato dal titolo: “Le strutture dell’anima” l’attestato di Counselor Olistico SIAF n. ER306-CO, associazione di categoria a tutela di professionisti che operano nei campi del counseling, delle discipline olistiche e nei vari settori dell’aiuto alla famiglia e alla persona, che possono trovare oggi una tutela giuridica all’interno della Legge n. 4/2013 sulle professioni non regolamentate.

La mia formazione personale si è così tramutata naturalmente in un’altra professione, che svolgo con passione ed entusiasmo per aver sperimentato prima di tutto su me stesso gli effetti che si possono ottenere.

Tengo gruppi e consulti individuali di Costellazioni Familiari e Sistemiche, colloqui individuali di Counseling, seminari di iniziazione Reiki e relativi trattamenti, nonché Letture del Tema Natale Astrologico. 

Ringrazio profondamente tutti i maestri e le guide che ho incontrato sulla mia strada per avermi fornito preziosi insegnamenti che oggi mi sento pronto di condividere e diffondere, ben consapevole che il processo di evoluzione e crescita personale non ha mai fine.

L’integrazione: l’Avvocato Olistico

A ben vedere, i due binari della mia formazione, che avevo sempre considerato come paralleli e distanti tra loro, possono ben integrarsi in una unione delle esperienze acquisite. Infatti, tutto ciò che ho appreso per risolvere i miei personali conflitti è risultato estremamente utile per comprendere più a fondo le richieste dei clienti che si rivolgono a me come avvocato, cercando di sostenerli in un processo di riconciliazione, piuttosto che alimentare il conflitto dichiarando “guerra” in tribunale.

In effetti, le controversie giuridiche non sono altro che conflitti interpersonali tra parti contrapposte che hanno chiesto l’intervento di un giudice terzo ed imparziale che stabilisca con una sentenza chi ha ragione e chi torto. A parte il fatto che la sentenza, essendo imposta coercitivamente, non è idonea per definizione a riconciliare la relazione, vi è da considerare che, come in ogni guerra, entrambe le parti escono sconfitte, stante lo stress psicologico, i tempi e i costi di una causa in tribunale.

L’approccio “olistico” (dal greco “olos” che significa “tutto, intero, totale”) consiste in un intervento integrato, in grado di utilizzare tecniche e metodologie differenti, con l’unico scopo del raggiungimento dell’armonia e del benessere della persona considerata nella sua completezza.

Dalla metà del secolo scorso i fronti di sviluppo di questo paradigma filosofico si sono moltiplicati, trovando oggi applicazione in medicina, psicologia, fisica, filosofia, pedagogia, marketing.

L’approccio olistico ben può quindi essere adottato anche nei confronti del diritto, come avviene già da oltre 20 anni negli Stati Uniti, ove è andato affiorando un vasto movimento definito da Susan Daicoff, avvocato e docente statunitense, “Comprehensive Law Movement”, che differisce dall’approccio tradizionale alla professione legale per la valorizzazione degli aspetti interpersonali, emozionali e psicologici.

Nel 1991 è stata fondata dall’avvocato William Van Zyverden l’Alleanza internazionale degli Avvocati Olistici (International Alliance for Lawyers Holistic) organizzazione non profit, mentre nel 2014 in California è stata istituita la Holistic Lawyer Association da Mike Lubofsky, avvocato e psicologo.

Negli Stati Uniti sono state perfino istituite un certo numero di Corti specializzate denominate problem solving courts, come quelle per la salute mentale, la violenza domestica e il trattamento della tossicodipendenza, le quali si focalizzano sul trattamento e la risoluzione dei problemi interpersonali emotivi e psicologici che stanno dietro la questione legale, piuttosto che sulla punizione dell’imputato o l’attribuzione di responsabilità.

Secondo questa visione l’Avvocato Olistico è colui che promuove l'autoconsapevolezza, l’introspezione e la responsabilità del conflitto andando a ricercarne le radici nelle relazioni interpersonali. All’interno di questo movimento, gli avvocati sono considerati non solo come consulenti, risolutori di problemi e operatori di pace ma addirittura come “guaritori”. D’altra parte, i conflitti sono visti come opportunità di crescita, proprio come, secondo la medicina olistica, i sintomi fisici rappresentano un messaggio che il corpo ci manda per risolvere un conflitto a livello emotivo e psicologico.

Anche in Europa si può trovare qualche traccia di questa prospettiva: in base al punto 6) del commento alla “Carta dei Principi Fondamentali dell’Avvocato Europeo” adottata dal Consiglio degli Ordini Forensi Europei il 25 novembre 2006, l’avvocato “svolge anche un funzione sociale, che è quella di prevenire ed evitare i conflitti”, scopo che richiede un’altra mentalità rispetto alla difesa tecnica in giudizio. In certi casi, ovviamente, la causa in tribunale non potrà essere evitata, ma quantomeno potrà essere affrontata dalle parti con minore carica emotiva e maggiore consapevolezza e responsabilità.

In definitiva, si può ben affermare che se il diritto è un sistema di norme aventi il compito di prevenire, giudicare e dirimere i conflitti al fine del mantenimento dell’ordine e della pace, l’Avvocato Olistico è in grado di adottare un metodo integrato di  risoluzione dei conflitti, mediante una pluralità di strumenti basati sull’applicazione non solo delle leggi giuridiche, ma anche, e ancor prima, delle leggi psicologiche e spirituali al fine di realizzare i valori della Verità, della Giustizia e della Pace.

 

 

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