Apertura del Canale Energetico

Il Seminario di I Livello dura normalmente due giorni per una durata complessiva di venti ore circa e consiste essenzialmente nell’Attivazione al I Livello che, come abbiamo detto, ha lo scopo sostanziale di attivare i Canali Energetici (che comprendono principalmente le Nadi Shushumna, Ida e Pingala oltre ad altri numerosi canali secondari) e nei Trattamenti di I Livello, che hanno il compito di sciogliere i blocchi energetici eventualmente formatisi nello psicosoma, riequilibrandolo energeticamente.

La cerimonia di Attivazione in sé dura pochi minuti, i due giorni del seminario costituiscono la paziente e sapiente preparazione della terra che si dispone ad accogliere il seme: è l’inizio. Occorrerà poi tempo e cura costante per la crescita della pianta, ma quale contadino rinuncerebbe alla semina perché non ha la pazienza di aspettare il raccolto? Reiki, praticato seriamente e onestamente, è come una pianta che cresce giorno dopo giorno, impercettibilmente ma inesorabilmente.


Purificazione del Karma. Esiste soprattutto una componente energetica, indotta dal procedimento, dai Simboli e dalle formule utilizzate dal Maestro che attiva nello Studente il processo della canalizzazione e trasmissione di Reiki. È l’azione del Maestro, o meglio della Conoscenza Millenaria che si esprime attraverso il Maestro, ad attivare l’energia della Guarigione. È Reiki stesso che si manifesta grazie all’incontro della volontà e del consenso tra il Maestro e lo Studente. Seguendo gli insegnamenti della Tradizione Orale attraverso la cerimonia di Attivazione il Maestro di Reiki attiva il Canale Energetico dell’iniziando, consentendo allo studente un salto evolutivo.

• La Guarigione del Karma. Si ritiene che questa accelerazione del processo karmico sia in molti casi alla base del processo di guarigione. Se il dolore e la malattia sono la conseguenza di un debito karmico da estinguere, la scelta di ricevere Reiki potrebbe permettere una risoluzione anticipata. Il coraggio e l’atto di responsabilità nel prendere nelle proprie mani la propria vita sarebbero in molti casi un passo determinante per estinguere il debito karmico. Esistono in effetti secondo le antiche tradizioni molte possibilità di compiere questi salti evolutivi. Si parla di «bruciare il Karma» quando ci ritroviamo a compiere scelte «eroiche» che contribuiscono all’evoluzione nostra, dei nostri cari e del genere umano.


L’Attivazione al I Livello di Reiki ha tre funzioni:

1) Attivare e liberare progressivamente il Canale Energetico allo scopo di permettere il fluire dell’Energia di Reiki attraverso il Corpo Fisico (inteso ovviamente come Psicosoma).

2) Sciogliere progressivamente i blocchi energetici che impediscono l’armonioso funzionamento degli organi e dei sistemi nel Corpo Fisico.

3) Liberare progressivamente il Karma accumulato nelle vite passate (o creato anche in quella presente) e permettere un passaggio evolutivo.

 

• Nadi e Chakra. Secondo l’antica scienza yogica, codificata nei Veda, l’individuo nella sua essenza è composto da innumerevoli forme di energia. Questa energia scorre mirabilmente e perfettamente in condotti che percorrono tutto il corpo umano formando una intricata rete. Nadi e Chakra possono essere paragonati alle arterie, alle vene, ai capillari, alle ramificazioni del sistema nervoso (nervi) e alle ghiandole, ai plessi, agli organi interni. Nella medicina cinese il Prana degli Indù è chiamato T’chi ed esso scorre attraverso i numerosi Meridiani. Nei punti in cui una più Nadi si incontrano vengono a formarsi dei depositi di energia, dei veri e propri serbatoi o punti di smistamento e distribuzione dell’energia vitale, detti Chakra. In sanscrito la parola Chakra significa «Ruota» e indica sempre il movimento della vita e la circolarità dell’esistenza.

• I Canali Energetici. Le Nadi si possono concepire come dei canali non percepibili dai sensi fisici, attraverso cui scorre un vasto e differenziato flusso di energia che viene generalmente denominato Prana. La parola sanscrita Nadi significa «Fiume, flusso, movimento». Le Nadi possono avere come corrispettivo fisiologico i fasci nervosi, i condotti venosi e arteriosi, i vasi linfatici. La Nadi è composta di tre strati concentrici sistemati l’uno all’interno dell’altro (Nadi, Damani e Sira). È interessante notare che anche le arterie sono formate da tre differenti strati di tessuto, elastico, muscolare e connettivo. Si pensa che all’interno del corpo umano vi siano circa 72.000 Nadi, di cui normalmente sono efficienti un numero esiguo, 3 o 400. Le Nadi si dividono poi in tre categorie, a seconda della loro consistenza. Quelle Grossolane possono essere stimolate con varie tecniche di massaggio, agopuntura e moxibustione. Quelle Sottili e Ipersottili sono sviluppabili solo con specifiche tecniche, quali Reiki, pranayama, tecniche yogiche ecc. Le Nadi si distinguono in Maggiori e Minori. Le principali o essenziali sono Shushumna, Ida e Pingala.

– Shushumna. Si trova al centro del corpo, scorre all’interno della colonna vertebrale ed è associata al midollo spinale: è il canale dell’ascesa, è il potere che sostiene la nostra evoluzione e ci guida verso la consapevolezza superiore del Sahasrara, il Settimo Chakra. Ida e Pingala si trovano alla sinistra e alla destra di Shushumna.

– Ida. Il canale sinistro corrisponde al nostro passato, alle emozioni, ai desideri, alla sfera affettiva, termina nel superego, che è il luogo di raccolta di tutte le nostre memorie, abitudini e condizionamenti.

– Pingala. Il canale destro, Pingala, corrisponde alle nostre azioni e pianificazioni, alla nostra attività mentale e fisica, termina nell’ego che ci dà il senso dell’Io, di essere separati dal mondo. All’interno di Ida scorre l’energia lunare statica (Tamas), all’interno di Pingala scorre l’energia solare positiva (Rajas) e all’interno di Shushumna scorre l’energia equilibratrice e di autocontrollo (Sattwa). All’interno della Shushumna scorre anche la potente energia cosmica destatrice di Kundalini che giace dormiente e raggomitolata in tre spire e mezza nel Chakra Muladhara.

• Il Canale dei Chakra: Shushumna, Ida e Pingala. Il Sistema dei Chakra, con i suoi Sette Livelli, ha rappresentato una guida spirituale per mistici e yogi almeno per 4000 anni e ha le sue origini sepolte nelle radici dell’Induismo.

Si parla dei Chakra negli antichi testi dei Veda, nelle più tarde Upanishad, negli Yoga Sutra di Patanjali e più diffusamente nel XVI secolo da parte di uno yogi indiano in un testo intitolato Sat-Chakra-Nirupana. Nel 1920 i Chakra giunsero in Occidente grazie ad Arthur Avalon con il suo libro The Serpent Power. Oggi sono un concetto diffuso come unione tra aree del corpo e della psiche e i relativi regni metafisici.

La parola Chakra è un termine sanscrito, che significa «ruota» o «disco» e rappresenta un vortice di energia collocato in corrispondenza di sette principali punti del corpo umano. Non sono entità fisiche in sé e per sé e come le sensazioni o le idee non possono essere considerati degli oggetti fisici e tuttavia hanno un forte effetto sul corpo, poiché costituiscono la realizzazione dell’energia spirituale sul piano fisico. I modelli dei Chakra sono programmati nel nucleo più profondo della connessione tra mente e corpo e si trovano in stretto rapporto con le funzioni fisiche. Come le emozioni influenzano il respiro, il battito cardiaco, il metabolismo così le attività dei Chakra influiscono sull’attività ghiandolare, sulla forma del corpo, sulle affezioni fisiche, sul pensiero e sul comportamento. Uno dei pregi essenziali di tale sistema è di poter essere applicato tanto al corpo quanto alla mente e di potervi accedere attraverso entrambi. Dunque si dice che i Chakra hanno una posizione, benché in senso fisico non esistano.

 

• Canalizzazione dell’Energia Vitale dalla Fonte Universale. È importante premettere che, trattandosi di una canalizzazione e avvalendosi di tecniche e di procedimenti praticati da migliaia di anni, non si ha alcuna interferenza tra l’energia personale di chi dà e di chi riceve Reiki. Ciò che contraddistingue Reiki da molte altre discipline e pratiche è che, attraverso la Cerimonia di Attivazione, l’Energia non viene attinta da risorse individuali, bensì dalla Fonte Universale. L’operatore Reiki funge semplicemente da tramite, da canale attraverso cui scorre Reiki. Ricevere il I Livello di Reiki significa accettare di cominciare a lasciarsi guidare dall’energia dell’Universo e questo implica la rinuncia a lottare contro sé stessi.

 

• Blocchi e squilibri energetici. Il I Livello, con le sue quattro cerimonie di attivazione e una vasta gamma di trattamenti, ossia di precise modalità attraverso cui l’energia di Reiki può essere trasmessa attraverso le mani, si occupa fondamentalmente di sciogliere i blocchi energetici e ricomporre i disequilibri che impediscono l’armonioso funzionamento dell’organismo e ne limitano la libertà di azione.

Un blocco si sviluppa quando due forze uguali e convergenti o uguali contrarie si incontrano e interagiscono su un determinato piano fisico o psichico.

Non si può sciogliere il blocco finché queste forze non vengono armoniosamente integrate. La parola Chakra significa Ruota proprio perché l’unico modo per armonizzare due forze contrarie è spostarne leggermente l’asse e utilizzarne l’energia per far girare una ruota, trasformando il blocco in una turbina che genera energia.

Più grande è il conflitto, più forte sarà l’energia a disposizione per far funzionare il Chakra a patto di saperla dirigere e governare nel modo giusto. Il blocco o disequilibrio energetico può condizionare il funzionamento dei sistemi circolatorio, nervoso, immunitario, muscolare, scheletrico, digestivo, endocrino. Sappiamo che i sistemi nervoso, endocrino e immunitario sono i principali responsabili del mantenimento dell’equilibrio psico-fisico (vedi Psciconeuroendocrinoimmunologia). Ci sono anche altre strutture, via via più complesse, non più di ordine fisico, ma semmai mentale e spirituale, che riguardano le modalità con cui l’Energia scorre nella nostra Vita e nel nostro Destino. Affronteremo l’argomento più avanti nella sezione dedicata ai successivi Livelli di Reiki, ai Piani della Realtà e agli Archetipi.

 

• La Corrente di Manifestazione e la Corrente di Liberazione. Per comprendere come funzionano i Chakra e cosa li può bloccare, dobbiamo prendere in considerazione la polarità energetica dell’essere umano. L’uomo è posto tra Cielo e Terra, i suoi piedi sono a contatto con il suolo e con la materia mentre il suo capo si protende verso lo spazio infinito dell’universo. Egli è in posizione eretta, verticale, il suo corpo forma un asse attraverso cui scorre l’energia dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto. Per funzionare bene i Chakra devono essere attraversati da questa duplice corrente, da questo movimento che li fa girare, per così dire, armoniosamente e che scorre in senso verticale. La corrente che va dal Cielo alla Terra è la Corrente di Manifestazione, quella che concretizza i progetti, che materializza i bisogni, che realizza i desideri, mentre la corrente che va dalla Terra al Cielo è la Corrente di Liberazione, quella che conduce all’Illuminazione e alla sublimazione delle energie terrestri e materiali. Quando queste energie che regolano l’interazione tra Materia e Spirito entrano in conflitto, si crea un blocco a livello del Chakra corrispondente, come vedremo in seguito.

 

Per ora è sufficiente considerare che lo scopo dell’Attivazione di Reiki e dei Simboli di Reiki è quello di liberare i Canali Energetici e permettere lo scorrimento di energia.

 

Un essere umano, per essere sano, ha bisogno che le correnti di base siano in equilibrio e in armonia. Il punto di incontro delle correnti di Manifestazione e di Liberazione è il Chakra del Cuore, ecco perché il Trattamento di Equilibratura dei Chakra assume particolare importanza nel Reiki. Nel cuore si incontrano la Materia e lo Spirito, il Chakra del Cuore è il luogo dove abbiamo la possibilità di sciogliere ogni blocco e ogni conflitto attraverso l’amore e il riconoscimento della nostra vera identità. Quando uniamo le due correnti otteniamo l’unione delle polarità cosmiche, queste sono le nozze sacre o Hierogamiche, da Hierós che vuol dire sacro e Gámos che vuol dire matrimonio.

 

L’Iniziazione di Reiki, i Simboli e i Trattamenti contribuiscono alla armonizzazione di queste correnti, che costituiscono anch’esse un canale energetico. Vedremo più avanti che le iniziazioni di II e III Livello hanno lo scopo di aprire ulteriori Canali Energetici, sempre relazionati alla funzione di collegare e armonizzare la dimensione materiale con la dimensione spirituale.

 

• Armonia interiore e crescita spirituale. Il concetto di salute e di guarigione secondo Reiki è la naturale conseguenza di uno stato dinamico di armonia interiore ed equilibrio con il mondo circostante. Reiki non può essere considerato una terapia in senso occidentale, in quanto non mira tanto a reintegrare la funzione di un organo, ma piuttosto a indagare e rimuovere le cause interiori o esteriori che hanno prodotto il disequilibrio. Si tratta di un percorso di crescita spirituale o, come diceva testualmente Usui, un «Metodo Segreto per Invitare Molte Benedizioni e una Medicina Spirituale per Guarire Ogni Malattia».


• Il Corpo come Psicosoma. Quando parliamo di Corpo è importante comprendere che con questa parola non si intende un insieme di cellule, tessuti, organi e apparati, ma qualcosa di ben più complesso. In realtà, il Corpo Umano è l’insieme di numerosi corpi interdipendenti. Nella Dottrina Yogica ogni essere vivente è formato da un insieme di vari involucri che si sovrappongono l’uno all’altro. Tutti questi corpi sono ugualmente importanti e hanno lo scopo di avvolgere e rivestire l’Atman, la parte divina insita in ogni essere.

L’Atman è la parte divina, indistruttibile, imperitura, immortale. L’Anima insomma. I vari corpi che avvolgono l’Atman, a eccezione del solo corpo fisico, costituito di cellule, sono composti da miriadi di Nadi, Canali Energetici che si intersecano gli uni negli altri, che formano strutture con varie forme e funzioni. Ogni corpo ha una differente vibrazione o frequenza. Reiki armonizza i vari corpi permettendo loro di vibrare in sintonia con la frequenza dell’Atman o Anima.

– Corpo Fisico (Anna Maya Kosha). È l’involucro più grossolano, denso e consistente, formato da atomi e cellule, mantenute in vita dal Prana o Energia Vitale che emana dai corpi sottili. Secondo la Filosofia vedica, senza la presenza dei corpi più sottili il corpo fisico cessa di esistere e va incontro alla disgregazione fisiologica. È ciò che accade al momento della morte, quando l’anima si distacca dal corpo.

– Corpo Emozionale (Prana Maya Kosha). Chiamato anche Eterico o Energetico, è formato di Energia Vitale e quindi è meno grossolano del Corpo fisico. Per essere tale, un corpo deve avere interiormente una speciale «forza vitale». Il corpo eterico fa sì che le sostanze e le forze del corpo fisico si manifestino nella crescita, nella riproduzione, nella circolazione interna dei succhi; egli è il costruttore, il formatore del corpo fisico, il suo abitatore e architetto. Si può dire che il corpo fisico è un’immagine o un’espressione del corpo eterico. Può essere percepito sotto forma di vibrazione o calore, la sua principale funzione è di mantenere il Corpo Fisico in contatto con l’involucro successivo, quello Astrale. Da qui la grande importanza delle Emozioni nel processo di Guarigione. L’Attivazione e i trattamenti di I Livello agiscono prevalentemente su questi Corpi.

– Corpo Mentale Inferiore (Mano Maya Kosha), o Corpo Astrale, sfugge definitivamente alla percezione dei normali sensi, funge da intermediario tra il corpo eterico e il corpo spirituale, può essere associato alle funzioni della Mente Cosciente e dell’Inconscio. Questo corpo si estende nel tempo e nello spazio, può determinare fenomeni di ogni tipo.

– Corpo Mentale Superiore (Vijnana Maya Kosha), o Corpo della Ragione e dell’Intelletto, sede della Coscienza più evoluta, della Consapevolezza, dell’Intuizione, del Discernimento. È composto da vibrazioni energetiche più sottili rispetto ai precedenti e serve da tramite tra il Corpo Astrale e il Corpo Causale. L’Attivazione, i Simboli e i Trattamenti di II Livello agiscono prevalentemente su questi due Corpi.

– Corpo Spirituale (Ananda Maya Kosha), o Corpo Causale, Corpo della Felicità, è l’involucro più vicino all’Atman ed è composto essenzialmente di beatitudine, pace e saggezza.

– Corpo Divino (Atman). L’Atman è la parte Divina che abita nella dimensione umana, è l’aspetto più alto e sottile, è il Vero Sé, il Raggiungimento della Guarigione e dell’Illuminazione. Si legge nelle Upanishad: «Nessuna spada lo può ferire, nessun vento lo può disseccare, nessuna acqua lo può annegare, nessun fuoco lo può bruciare, nulla lo può sopprimere». È su questi ultimi due piani che operano l’Attivazione al III Livello e il Quarto Simbolo di Reiki.

 

Accarezzamento dell’Aura

Prima di cominciare ogni trattamento si pratica la cerimonia dell’Accarezzamento dell’Aura, un movimento ripetuto per tre volte con le mani che passano sopra il corpo del partner a indicare considerazione e rispetto non solo per il Corpo Fisico visibile e tangibile, ma anche per tutti gli altri Corpi Energetici Sottili (Aura). L’accarezzamento, da effettuare sempre partendo dalla testa e andando verso i piedi, mantenendosi a una decina di centimetri dal corpo fisico, serve inoltre a tranquillizzare il partner e a facilitarne il rilassamento. È anche un modo delicato e rispettoso per cominciare a prendere contatto non fisico ma energetico con il nostro partner.

 

Riassumendo

Per ricevere l’Attivazione al Primo Livello è sufficiente sedersi per alcuni minuti con gli occhi chiusi, le mani giunte e i piedi bene appoggiati a terra in presenza del Maestro di Reiki che abbiamo scelto.

Gli elementi simbolici di questa cerimonia sono certamente presenti, come in ogni atto rituale, ma non ne esauriscono il significato e l’azione.

Chiudere gli occhi significa affidarsi alla vita, lasciar andare il controllo, rinunciare a valutare ogni avvenimento sotto il punto di vista puramente razionale; congiungere le mani all’altezza del cuore ci ricorda l’atto, a volte dimenticato, della preghiera e ci invita a riconoscere che l’unità è dentro di noi e si chiama Amore; le piante dei piedi ben aderenti al suolo ci ricordano che è sempre bene tenere i piedi per terra, essere presenti anche nel piano materiale e fisico.

Ma esiste soprattutto una componente energetica, indotta dal procedimento, dai simboli e dalle formule utilizzate dal Maestro che attiva nello studente il processo della canalizzazione e trasmissione di Reiki.

 

Il Trattamento di Primo Livello Reiki

 

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