IL I LIVELLO DI REIKI
La Guarigione del Corpo Fisico


Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie.

Vangelo di Matteo

 

Iniziazione: dal mondo profano al mondo sacro

Dal punto di vista antropologico, il rito di iniziazione è un rito di passaggio che si celebra nell’ambito della sacralità propria di una collettività. I riti iniziatici esistono da sempre all’interno di ogni collettività umana e possono essere riferiti a un passaggio da un ruolo sociale a un altro (come dal celibato al matrimonio), alla acquisizione di una condizione psichica (come il passaggio dalla adolescenza all’età adulta, la paternità o maternità), all’inserimento entro una comunità, sia essa religiosa o profana (esame di maturità, laurea, introduzione nel mondo del lavoro, sacramenti). La comunità può essere una qualsiasi collettività di uomini o una specifica comunità che fondi la sua ragion d’essere su una tradizione religiosa, culturale o su una particolare visione del mondo. È in questa accezione, ad esempio, che si parla della Comunità Reiki come di persone accomunate da una precisa ritualità (Tradizione) che formano nel loro insieme quello che viene definito Ordine Mistico.


La Tradizione Orale e la Discendenza

La Tradizione (dal latino tràdere, trasmettere, tramandare) è una linea ideale attraverso cui vengono trasmesse dal Maestro allo Studente una serie di informazioni e facoltà.

In Reiki, come in qualunque disciplina iniziatica, prende particolare importanza il concetto di Tradizione Orale, in quanto molti contenuti, per loro natura simbolica, non possono essere trasmessi se non attraverso una esperienza e un contatto diretto fra insegnante e allievo.

Sappiamo, dai ricordi delle scuole, quanto sia importante la competenza, la preparazione e l’umanità di un buon insegnante nel far apprendere agli scolari una materia. Spesso la materia stessa viene associata all’insegnante e se lo studio risulta ostico e sgradito, forse l’insegnante non deve essere da meno. In ogni trasmissione di conoscenza esiste dunque un fattore oggettivo, il contenuto dell’insegnamento, e un fattore soggettivo, il metodo, l’approccio, la disponibilità e la preparazione di colui che insegna.


La Fonte dell’Insegnamento è Mikao Usui

In Reiki un ulteriore fattore è quello della Discendenza o Lignaggio (dall’inglese Lineage, Linea di discendenza). Per garantire che l’informazione venga trasmessa in modo costante e coerente occorre che ogni Maestro di Reiki possa dimostrare il proprio collegamento con la fonte originaria dell’insegnamento stesso.

La Discendenza e la Tradizione, così come la riservatezza su Simboli e procedimenti, sono garanzie a tutela della correttezza dell’insegnamento impartito e anche di coloro verso cui si rivolge e ogni Maestro di Reiki dovrebbe essere un fedele e affidabile depositario e custode della Tradizione.

Occorre determinare con prudenza e caso per caso se la «nuova tradizione di Reiki» nasce da una effettiva esigenza di evoluzione e approfondimento o dall’egocentrismo del fondatore che vuole attribuirsi il merito dell’efficacia di Reiki e addirittura sostituirsi ad Usui stesso.


Il Rito di Iniziazione

In Reiki le Iniziazioni sono Tre e precisamente l’Iniziazione al I Livello, al II Livello e al III Livello. Ogni Iniziazione è poi costituita da Cerimonie di Attivazione, quattro per il I Livello, una per il II Livello e una per il III Livello. A ogni Livello corrispondono poi specifici contenuti e pratiche che costituiscono il bagaglio di conoscenze che vengono trasmesse allo Studente secondo la Tradizione Reiki.

Reiki è una esperienza, va vissuta, va fatta, è difficile parlarne. Possiamo dire che l’Iniziazione in Reiki assolve a due scopi principali, il primo è la trasmissione di una conoscenza e il secondo è il collegamento con la Fonte dell’Energia, con Reiki stesso.

Come vedremo nella sezione dedicata al Reiki Kanjo e al Reiki-ki:


Il conseguimento della conoscenza segreta trasmessa per mezzo dei rituali d’iniziazione fu un traguardo soteriologico, dal momento che equivaleva al raggiungimento della salvezza (diventando un Buddha o, nel caso dello Shinto kanjo, l’identificazione con il kami) e implicava una promessa di benefici nel mondo (al di fuori della sfera religiosa, questo si traduceva in successi professionali e artistici); si trattava pure di un obbligo morale, quale la realizzazione dei principi e dei doveri essenziali riguardanti una specifica attività artigianale o professionale.

Fabio Rambelli, Il mondo dei rituali dello Shinto buddhista


In termini generali, ogni iniziazione è sempre un passaggio e specificatamente un rito di passaggio in quanto si realizza all’interno di una ritualità.


Iniziazione come Morte e Rinascita

Spesso si arriva a fare Reiki quando il mistero, il numinoso, irrompe nella nostra vita, mettendoci di fronte a noi stessi e al nostro piccolo Io. Può accadere sotto forma di malattia, di perdita, di fallimento: in ogni caso i sintomi tentano di farci fermare, di farci riflettere, ci inducono a bloccare un tran tran ripetitivo o un ritmo di vita troppo incalzante e insensato.


La Danza di Kaos, Eros e Thanatos

A volte il Kaos irrompe nella nostra vita. Ci innamoriamo, siamo lasciati, viviamo emozioni fino ad allora sconosciute e inimmaginabili: con tutte le sue forme l’amore, la forza dell’eros, fa la sua entrata, ci sconvolge, restituendoci a qualcosa di più grande di noi: il mistero. A volte è la morte, la malattia, un lutto, è Thanatos che si manifesta nella nostra vita e ci fa conoscere il dolore e ci obbliga ad accettare una realtà che non comprendiamo fino in fondo ma che percepiamo sacra e misteriosa. Può essere anche il crollo di tutto ciò che abbiamo costruito, un’esperienza di sofferenza in cui sperimentare all’improvviso le forze potenti della perdita e del distacco dal passato.

Quando il mistero fa la sua entrata nella nostra vita, vuol dire che è arrivato il momento di iniziare un percorso.


La Morte Simbolica

Non a caso, il momento centrale di ogni iniziazione è rappresentato dalla cerimonia che simbolizza la morte del neofito e il suo ritorno tra i vivi. Ma colui che ritorna alla vita è un uomo nuovo, la morte iniziatica significa a un tempo la fine dell’ignoranza e della condizione profana, nello scenario dei riti iniziatici, la «morte» è l’espressione simbolica della fine di un modo di essere: quello dell’ignoranza, della dipendenza e della irresponsabilità.

L’iniziazione, in tutte le società arcaiche e in tutta la storia delle religioni, equivale a una maturazione spirituale, legata all’incontro con il numinoso. Si rinasce cioè a una condizione adulta, di essere umano in senso più autentico e completo, si impara a sviluppare un pensiero affermativo e maturo, un pensiero capace di amare il quotidiano così come è, riconoscendo ogni attimo nella sua sacralità.

L’iniziazione svela il Sé dietro l’Io, mette in contatto con il significato profondo celato dietro gli eventi. Il significato intrinseco nella iniziazione è che solo accogliendo umilmente e incondizionatamente le difficoltà, il dolore, la mancanza, si può divenire grandi e liberi. In mancanza di questa accettazione della realtà, siamo destinati a restare legati a un mondo infantile, fittizio e illusorio pieno di rimpianti, di sensi di colpa e di rancore su ciò che avrebbe dovuto essere, pieno di aspettative irrealistiche su ciò che dovrà essere. Iniziazione quindi corrisponde a Crescita, Maturazione, Guarigione, Evoluzione, Individuazione.


La Cerimonia di Iniziazione a Reiki

Per ricevere l’Attivazione al I Livello occorre sedersi per alcuni minuti con gli occhi chiusi, le mani giunte e i piedi bene a contatto con la terra in presenza del Maestro di Reiki che abbiamo scelto. Gli elementi simbolici di questa cerimonia sono certamente presenti, come in ogni atto rituale, ma non ne esauriscono il significato e l’azione.

Mani giunte, occhi chiusi, piedi a terra. Chiudere gli occhi significa affidarsi alla vita, lasciar andare il controllo, rinunciare a valutare ogni avvenimento dal punto di vista puramente razionale. Congiungere le mani all’altezza del cuore ci ricorda l’atto della preghiera, l’unione dello Yin con lo Yang, ci invita a riconoscere che l’unità è dentro di noi e si chiama Amore. Le piante dei piedi ben aderenti al suolo ci ricordano l’importanza dell’avere i piedi per terra, di essere sempre presenti e lucidi anche nel piano materiale e fisico.

Disciplina Spirituale. Reiki è dunque una Disciplina Spirituale che si sviluppa su più Livelli (di solito tre o quattro) che consiste sostanzialmente in una serie di Attivazioni Energetiche, che hanno lo scopo di facilitare e aumentare progressivamente e gradualmente il passaggio di energia vitale attraverso il nostro sistema psico-fisico.

Attivazioni Energetiche. L’Iniziazione al I Livello è suddivisa a sua volta in Quattro Cerimonie di Attivazione, che hanno lo scopo di purificare e potenziare progressivamente il canale energetico dell’individuo, mettendolo nelle condizioni di ricevere Reiki dalla fonte originaria (Luce, Universo, Spirito, Dio) e trasmetterlo attraverso le mani e gli occhi.

Sacralità e segretezza. Le Cerimonie di Attivazione sono Sacre e Segrete in quanto il procedimento viene trasmesso oralmente ed esclusivamente da Maestro a Maestro. In mancanza delle Cerimonie di Attivazione eseguite da un Maestro di Reiki, non si può parlare di Reiki, in quanto tale disciplina si caratterizza per l’uso di specifici metodi e modalità che consentono l’attivazione dei Canali Energetici e l’utilizzo della specifica energia vitale che viene anch’essa denominata Reiki.

 

Riassumendo

È impossibile descrivere a parole un processo che dura due giorni durante il quale si entra profondamente in contatto con la propria parte spirituale, con la propria vita passata, presente e futura e in cui l'interazione fra i partecipanti durante lo scambio dei trattamenti è fatta essenzialmente di energie silenziose che scorrono attraverso le mani, il corpo, la mente e lo spirito.

Dall'altra parte la parola scritta può essere un riferimento per coloro che desiderano conoscere razionalmente quali sono i fondamenti dell'esperienza che li aspetta o approfondire concettualmente l'esperienza già fatta.

È importante ribadire che Reiki, come ogni contatto con la dimensione spirituale, sfugge a ogni tentativo di definizione e che ciò che conta non sono le parole o i concetti, ma la vibrazione profonda, interiore e indefinibile di ogni singola esperienza di ogni singolo partecipante.

Il seminario di Primo Livello dura normalmente due giorni e consiste nell'Attivazione e nei trattamenti di Primo Livello che hanno lo scopo di sciogliere i blocchi energetici eventualmente formatisi nel corpo.

L'Attivazione è suddivisa a sua volta in quattro cerimonie (che vengono effettuate due il primo giorno e due il secondo giorno).

Sono queste cerimonie che hanno lo scopo di aprire progressivamente il canale energetico dell'individuo e metterlo in condizioni di ricevere Reiki dalla fonte originaria (Luce, Universo, Spirito, Dio) e trasmetterlo attraverso le mani.

Ogni cerimonia dura alcuni minuti ed è Sacra e Segreta in quanto il suo procedimento viene trasmesso oralmente ed esclusivamente da Maestro a Maestro.

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