Reiki - La Città della Luce

Psicosofia Archetipica Transpersonale - gli Archetipi

 

Per una Scienza dell'Anima: Costellazioni Archetipiche

 

Di fronte alla crisi delle risorse energetiche e dell'ambiente, dei sistemi politici, delle ideologie, delle religioni, e nel contempo assistendo alle nuove scoperte della scienza esposte nel Tao della Fisica di Fritjof Kapra, nella Teoria dei Sistemi di Bateson, nei Campi Morfogenetici di Sheldrake, nell'Olismo di Bohm, nell'Ipotesi Gaia di Lovelock e in molte altre teorie di altrettanti Premi Nobel, sembra più che mai evidente la necessità di una nuova modalità di indagine filosofica e scientifica della dimensione esistenziale.

Il paradigma newtoniano/cartesiano ha da tempo mostrato il limite e l'inadeguatezza di fronte alla dimensione dell'invisibile ed è oggi più che mai auspicabile lo sviluppo di una nuova filosofia e di una nuova scienza, di nuovi strumenti di indagine dove l'Anima/Psiche non sia vista come il mero risultato di processi neurofisiologici e/o consegnata nelle mani di una credenza religiosa, ma la si consideri piuttosto e la si esplori nella sua originaria accezione di elemento centrale e fondante della vita e dell'evoluzione.

 

Il Tema della Sofferenza nell'Approccio Transpersonale

Se l'indagine psicologica tradizionale ritiene che l'origine dei disordini emotivi e psicosomatici sia da ricercare entro gli angusti confini della biografia postnatale, ossia tra i traumi subiti durante la prima infanzia e gli anni successivi, già nei primi anni del novecento gli psicologi transpersonali hanno scoperto molti altri importanti procedimenti di esplorazione e trasformazione dei blocchi psichici.

Si resero conto che per tracciare una mappa adeguata dei reali confini della coscienza umana non era più possibile trascurare le medicine tradizionali e le filosofie orientali, le pratiche dello yoga e della meditazione, le conoscenze tribali e sciamaniche, gli stati di trance, le esperienze mistiche ed estatiche e ogni altra forma di autentica e immediata canalizzazione di informazioni dalla dimensione spirituale e dall'inconscio collettivo.

Si comprese l'importanza del rivivere il periodo della gestazione e il momento della nascita, del rivisitare esperienze di vite passate attraverso regressioni e ipnosi, del lasciare emergere elementi archetipici nella coscienza attraverso sogni guidati, dello sperimentare l'unione mistica ed estatica con il cosmo.

Apparve chiaro infine che molti stati di alterazione della coscienza, normalmente diagnosticati come sintomi di gravi malattie mentali (nevrosi e psicosi) e sistematicamente soppressi con psicofarmaci, potevano rappresentare esigenze di maggiore apertura spirituale finalizzati a una più profonda guarigione e trasformazione della personalità e delle abitudini di vita.

 

Archetipi e Inconscio Collettivo

Jung definì Archetipi gli elementi strutturali dell'inconscio sostenendo che essi corrispondono a elementi strutturali collettivi dell'anima umana, considerandoli veri e propri organi psichici dal cui funzionamento dipende la salute dell'individuo e la cui lesione può dare origine a disturbi e sintomi fisici o mentali.

"Essi sono, infatti, moventi infallibili dei disturbi nevrotici e anche psicotici, dato che essi si comportano esattamente come gli organi del corpo o i sistemi funzionali organici trascurati o lesi" (Jung-Kerenyi).

Anche per Erich Neumann, medico e filosofo allievo di Jung, l'archetipo è una immagine interiore che agisce attivamente sulla psiche umana operando una progressiva evoluzione della personalità esattamente come le strutture biologiche promuovono il metabolismo e lo sviluppo fisico

Neumann considerava i valori collettivi e filogenetici di importanza straordinaria nello sviluppo dell'individuo e della specie attribuendo grande rilevanza ai fattori transpersonali dello sviluppo psichico

 

La Vita come Impresa Eroica

Ecco quindi che dalla nascita alla morte, dall'infanzia alla vecchiaia, dall'adolescenza alla maturità, ogni aspetto della nostra vita può essere portato alla consapevolezza, esplorato, vissuto e realizzato grazie al supporto della Teoria degli Archetipi.

Questa Teoria si basa sull'assunto che la coscienza di ogni essere umano contenga una pluralità indeterminata di "immagini primordiali" atemporali, collettive e immutabili, chiamate Archetipi che lo collegano alla storia dell'universo, del pianeta e dell'umanità.

Gli Archetipi sono almeno dodici e nella successione dei loro stadi, rappresentano ciascuno precisi passaggi nel processo evolutivo della nostra esistenza e li ritroviamo nei miti, nelle leggende, nelle fiabe, nei sogni, nelle visioni e nelle espressioni religiose e artistiche di tutti i popoli della terra, dalla Grecia antica all 'Egitto, dall'India alla Cina e al Giappone, dall'Africa all'Oceania.

Il Grande Padre Creatore, la Grande Madre, Il Bambino Divino, il Drago, il Serpente, l'Orco, la Fanciulla Prigioniera, l'Eroe Salvatore, il Cavaliere Nero e molti altri affollano l'immaginario personale e collettivo e spesso vengono rappresentati come antenati divinizzati del genere umano.

Il concetto che sta alla base della Teoria degli Archetipi è che la nostra vita può essere considerata in ogni suo aspetto alla stregua di una Impresa Eroica (La Ricerca del Graal, Il Mito di Excalibur) che va affrontata e vissuta con fiducia (Innocente), autonomia (Orfano), coraggio (Guerriero), amore (Angelo Custode), entusiasmo (Amante), determinazione (Cercatore), consapevolezza (Saggio), gioia (Folle)...

Gli Archetipi sono i depositari di questi poteri e corrispondono a precise tappe evolutive della nostra personale esistenza, che è poi il nostro Viaggio nella Vita...

 

Preparativi per il Viaggio: Innocente, Orfano, Guerriero e Angelo Custode

L'Io può essere considerato il "contenitore" della nostra vita, la struttura che media la nostra relazione con il mondo, la maschera sociale, il senso di spazio e tempo, di proprietà, di legge, di ordine razionale e concreto, la percezione dei confini e delle regole di convivenza.

Padre e Madre forgiano l'Io e le regole all'interno della casa e della famiglia di origine, più tardi lo Stato e la Religione forgeranno il SuperIo e le regole sociali e morali a cui attenersi.

Come non si può abitare in una casa pericolante, senza un Io sano, solido e strutturato non può esserci un adeguato sviluppo psicologico e spirituale.

Il periodo che va dalla nascita alla fine della adolescenza vede la attivazione dei seguenti Archetipi: l'Innocente, da 0 a 7 anni, la cui funzione è sostenere con fiducia e ottimismo, l'Orfano, da 7 a 14 anni, il cui compito è insegnare l'autonomia e il senso pratico, il Guerriero, dai 14 ai 21 anni, che ci dona la forza e il coraggio e infine l'Angelo Custode, dai 21 ai 28 anni, che ci aiuta a sviluppare empatia e comprensione e a diventare un buon genitore.

Ma accade talvolta, soprattutto nei primi anni di vita, quando siamo più fragili, malleabili e ricettivi, che pesanti condizionamenti e aspettative esagerate ed irrealistiche influiscano sulle nostre percezioni alterando la nostra capacità di rappresentarci correttamente all'interno della nostra realtà fisica e psichica.

Costretti a subire delusioni, abbandoni e tradimenti, cediamo poco alla volta alla tentazione di chiuderci nel nostro guscio senza essere pienamente consapevoli che anche il dolore (Sacrificio dell'Innocente) è spesso un passaggio necessario per la nostra evoluzione.

Ecco allora che proprio l'Innocente di fronte al Drago/Problema si spaventa e per difendersi, nega, fugge, piange e si dispera, anche l'Orfano in seguito si chiude, rinuncia, fa la vittima e diventa cinico, il Guerriero poi diventa vendicativo, violento e irascibile, mentre l'Angelo Custode, nel disperato tentativo di tenere insieme i pezzi dell'Io sofferente, imprigiona se stesso e gli altri in una rete di deresponsabilizzanti co-dipendenze.

 

L'Approccio Sistemico e Fenomenologico

Grazie all'Approccio Transpersonale e Fenomenologico e grazie alle Costellazioni Archetipiche e Familiari, siamo oggi in grado di rappresentare ogni aspetto della nostra realtà interiore ed esteriore e qualunque sistema che risponda alle leggi fisiche del campo morfico o morfogenetico.

Il Sistema Archetipico dell'Io del soggetto viene messo in scena dai partecipanti del gruppo tra cui vengono scelti dei "rappresentanti" i quali, guidati dal campo morfico, portano alla luce informazioni preziose su persone o situazioni anche molto lontane nel tempo.

Lasciando agire la manifestazione dei nostri livelli di coscienza e osservandone la rappresentazione scenica possiamo dialogare con ogni componente del sistema e comprendere a fondo l'origine del disagio

Riconoscendo, onorando, ringraziando e reintegrando nella coscienza ogni elemento escluso le tensioni e i conflitti svaniscono, arriva la comprensione ed è infine possibile riconciliarci con noi stessi, con gli altri e con la vita in ogni sua manifestazione.

 

 

 

La Teoria degli Archetipi

Gli Archetipi sono dodici e rappresentano ciascuno precisi passaggi nel processo evolutivo della nostra esistenza.

 

Preparativi per il Viaggio (L'IO)
Infanzia/Adolescenza/Giovinezza

1. INNOCENTE
2. ORFANO
3. GUERRIERO
4. ANGELO CUSTODE

Il Viaggio (LO SPIRITO)
Età Adulta

5. AMANTE
6. CERCATORE
7. DISTRUTTORE
8. CREATORE

Il Ritorno (IL SE')
Maturità/Vecchiaia

9. SOVRANO
10. MAGO
11. SAGGIO
12. FOLLE

Reiki si rivela anche in questa occasione uno strumento potente ed efficace attraverso i trattamenti, le condivisioni e le iniziazioni per sciogliere e liberare le energie bloccate nell'Archetipo.

Se nel corso del I Livello si porta Reiki in profondità nel corpo attraverso i trattamenti agli organi interni, alle ghiandole e ai chakra, così nel seminario avanzato si porta Reiki in profondità nella coscienza attraverso il lavoro sulle Energie Archetipiche.

Il concetto che sta alla base della Teoria degli Archetipi è che la nostra vita viene considerata alla stregua di una Impresa Eroica (La Ricerca del Graal, Il Mito di Excalibur) che va affrontata e vissuta con fiducia, autonomia, amore, coraggio, creatività, arte, determinazione, consapevolezza, gioia, fede…

Gli Archetipi sono i depositari di questi poteri e corrispondono a precise tappe evolutive della nostra personale esistenza, che è poi il nostro Viaggio nella Vita…

Nel corso di questo Viaggio tuttavia, soprattutto nei primi anni, quando siamo più fragili e ricettivi, pesanti condizionamenti possono avere negativamente influito sulle nostre percezioni alterando talvolta la nostra capacità di rappresentarci correttamente all'interno della nostra realtà fisica e psichica.

Alcuni di noi hanno forse perduto l'innocenza di fronte alle delusioni, agli abbandoni, alle ferite e ai tradimenti, di fronte alla sofferenza abbiamo talvolta ceduto alla tentazione di chiuderci nel nostro guscio senza essere pienamente consapevoli che anche il dolore (Sacrificio) è un passaggio necessario per la nostra evoluzione.

Se l'Innocente ci insegna la fiducia, è infatti l'Orfano che ci da l'opportunità di integrare l'autonomia e il discernimento.

Unirsi alle cose e alle persone amate dà grande gioia e riempie di entusiasmo, ma anche le grandi delusioni della vita ci fanno crescere e maturare…

I Miti, le Leggende e le Fiabe sono rappresentazioni dell’Inconscio Collettivo dell’umanità e tutti personaggi e le figure fantastiche che li abitano sono in realtà Archetipi Universali.

C’era una volta…Una piccola bambina…chiamata Cappuccetto Rosso…

La fiaba di Cappuccetto Rosso è una classica rappresentazione dei passaggi evolutivi dall'infanzia all'adolescenza, alla maturità, alla vecchiaia...

Quando Cappuccetto Rosso saluta la Mamma per andare a trovare la Nonna, in realtà sta cominciando il suo Viaggio nella Vita.

Per trovare la Nonna (Il Sè) occorre attraversare Il Bosco (Il Mistero, Lo Spirito, L'Inconscio personale).

L'incontro con il Lupo rappresenta, tra le altre cose, la Perdita dell'Innocenza, ma è proprio grazie a quell'incontro che la piccola e ingenua bambina potrà diventare una donna adulta e matura e potrà imparare a riconoscere la propria Essenza (La Nonna, cioè l'archetipo del Saggio) dalla Maschera Sociale (Il Lupo travestito).

Il Lupo rappresenta anche l’incontro terribile con la propria Ombra, (Il Diavolo) la cui astuzia è appunto quella di proporre comode scorciatoie ma in realtà di sviarci dalla retta via (Lo Scopo della nostra Vita).

Il Viaggio è pieno di rischi e di pericoli, ma va affrontato o non avremo mai l'opportunità di contattare la parte più autentica e profonda del nostro essere.

Quale storia potremmo raccontare se Cappuccetto Rosso di fronte alle prime difficoltà fosse tornata indietro di corsa e non fosse più uscita di casa…?

E quanti di noi invece di affrontare e risolvere i problemi, i conflitti, le paure, (I Draghi) preferiscono rifugiarsi in un mondo illusorio e rinunciare poco per volta ai propri sogni…?

Invece è bello essere adulti, sentire il proprio potere di realizzazione nella vita pratica e concreta (il Sovrano), è bello avere fede in Dio e sapere che possiamo realizzare tutti i nostri sogni (il Mago) è bello avere fatto esperienza della vita, essere passati attraverso mille pericoli e avere fatto mille esperienze e avere tratto importanti insegnamenti (il Saggio).

E' bello soprattutto scoprirsi adulti ma non cinici, maturi ma non rassegnati, con doveri e responsabilità magari pesanti, con scelte difficili da fare talvolta, ma pur sempre gioiosi e capaci cogliere la bellezza di ogni attimo che passa (Il Folle).

Quando Cappuccetto Rosso si rende conto di essere stata ingannata è ormai troppo tardi.

Il Lupo la divora, come spesso ci accade quando ci facciamo risucchiare da situazioni o da persone che non ci piacciono e non ci corrispondono (Il Distruttore Ombra).

Ma è a questo punto che occorre imparare a sguainare la spada, a difendere i propri confini, a ristabilire i termini autentici di una relazione.

Il Cacciatore è l'archetipo del Guerriero che squarcia la pancia del Lupo e riporta le cose alla loro natura, che ristabilisce l'ordine naturale.

Cappuccetto rosso e la Nonna escono illese dalla pancia del Lupo.

La Grazia divina vivificatrice può sempre far risorgere ciò che sembrava morto, può sempre restituire ciò che sembrava perduto per sempre. (Il Lasciar Andare)

Il Viaggio è una chiamata, Reiki spesso ne rappresenta l'inizio, la chiamata verso i Misteri dello Spirito, il richiamo verso la scoperta di un mondo che noi sappiamo esistere al di là delle illusorie apparenze e delle convenzioni sociali.

 

 

I PREPARATIVI PER IL VIAGGIO - L’IO

L'IO può essere considerato il "contenitore" della nostra vita, la struttura che media la nostra relazione con il mondo, la maschera sociale, il senso di spazio e tempo, di proprietà, di legge, di ordine razionale e concreto, la percezione dei confini e delle regole di convivenza.

Padre e Madre forgiano l'IO e le regole all'interno della casa e della famiglia, più tardi lo Stato e la Religione forgeranno il SuperIO e le regole sociali e morali a cui attenersi.

L'IO è in definitiva la preparazione di tutto ciò che ci servirà per il Viaggio.

Come non si può abitare in una casa pericolante, senza un Io sano, solido e strutturato non può esserci un adeguato sviluppo psicologico e spirituale.

Ogni volta che dobbiamo partire per un viaggio, in effetti, ognuno di noi dedica un certo tempo alla preparazione della valigia.

Di solito nella valigia ci sono indumenti intimi, accessori per la cura e l'igiene del corpo, abiti, oggetti o documenti che ci serviranno nel corso del viaggio o una volta arrivati a destinazione.

Anche il primo periodo della vita serve per acquisire strumenti e conoscenze che si riveleranno utili nel corso della vita.

Nella prima fase del viaggio la nostra coscienza deve innanzitutto strutturarsi per imparare a vivere nella realtà in cui si trova e a questo scopo sono richiesti fiducia in se stessi, autonomia e senso pratico, coraggio e intraprendenza, rispetto nei confronti del prossimo e di se stessi.

Il periodo che va dalla nascita alla fine della adolescenza vede la attivazione degli archetipi dell’Innocente, dell’Orfano, del Guerriero e dell’Angelo Custode.

E' in questo periodo che si va creando l'Ombra, ossia il contenitore, il ripostiglio, la cantina oscura dove riponiamo tutte quelle parti della nostra psiche che non risultano adeguate all'Io ideale che cerchiamo di rappresentare.

L'Innocente nega, l'Orfano rinuncia, il Guerriero razionalizza e separa, l'Angelo Custode si sacrifica.

E' nel Viaggio che dovremo fare i conti con tutte le parti che abbiamo rimosso nell'inconscio e che si ripresenteranno sotto forma di mostri e demoni.

Eì di fronte a questi mostri che molti rinunciano al Viaggio, tornano in casa, sprangano la porta e si chiudono per sempre al Mistero della Vita.

Dopo aver fatto la valigia, bisogna partire, questo è il superamento dell'IO, una volta cresciuti bisogna lasciare la casa dei genitori e imboccare il sentiero nel bosco...

 

 

1. L’INNOCENTE

L’Innocente è la parte di noi che crede nella vita, in noi stessi e negli altri, è l'entusiasmo con cui cominciamo una relazione, un viaggio, un lavoro.

..."Se non ritornerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli"...diceva qualcuno...

Si attiva nell’infanzia quando i genitori ci amano, ci proteggono e credono in noi e nel nostro potenziale incoraggiando i nostri sforzi per usare e sviluppare le nostre capacità.

E’ l’individuo di "prima della caduta", che ricorda il mondo protetto dell’utero della madre, che ha ben presente la felicità dei primi anni di vita, che vuole riconquistare e vivere nel Paradiso Terrestre, ovunque esso si trovi.

L’Innocente è la parte di noi che continua a credere, a qualunque costo, perché ha una incrollabile fede che il mondo è un luogo sicuro e gli esseri umani sono buoni.

Questa fiducia lo ricompensa donandogli apertura, capacità di apprendimento e perseveranza.

L'Innocente però tende a negare i problemi e a rifugge dai conflitti, spesso isolandosi in un mondo di fantasia.

L'Innocente è anche assolutista e dualista, non può ammettere la propria imperfezione senza inorridire di sè, senza cadere preda della vergogna o del senso di colpa.

Se neghiamo di avere subito un torto, non dovremo insorgere a nostra difesa, se proiettiamo le nostre aspirazioni sugli altri, non saremo tenuti a cambiare.

Se colpevolizziamo gli altri dei nostri errori, eviteremo di affrontare noi stessi, se interiorizziamo gli altrui atteggiamenti violenti, potremo continuare ad autodistruggerci.

Se fuggiamo da ogni situazione impegnativa non dovremo fare i conti con il nostro senso di inferiorità e di impotenza.

L'Innocente si sente molto fragile e vulnerabile e, come è evidente, cerca in tutti i modi di difendersi da ciò che considera una minaccia alla propria integrità.

Ma c'è un altro modo, più maturo, di relazionarsi con i fatti della vita.

 

IL SACRIFICIO DELL'INNOCENTE

Molti miti e leggende parlano del Sacrificio dell'Innocente, del Fanciullo o della Fanciulla, della Vergine.

In effetti, quando soffriamo o siamo impauriti perchè perdiamo il senso dell'unità con la Madre Terra o con lo Spirito, con la famiglia o la comunità, stiamo sacrificando la nostra illusione e uscendo dal diniego della realtà.

La grande lezione che deve imparare l'Innocente è che non bisogna mai abbandonare i propri ideali e i propri sogni, ma che si deve anche essere disposti a sacrificarli quando non sono autentici.

E' necessario talvolta compiere il sacrificio della propria innocenza per poterla riacquistare ad un livello più elevato.

 

Scopo nella vita
sentirsi al sicuro, protetto

Paura
abbandono, solitudine, incomprensione

Relazione con il Drago
lo nega, finge di non vederlo

Strumento
fiducia, onestà, lealtà e fedeltà

Virtù
ottimismo, speranza

Compito
Discernimento

Ombra
Ingenuità, dipendenza, richiesta, idealismo, fuga dalla realtà, rifiuto dei conflitti

Livello 1
Illusioni e accettazione acritica dell’autorità

Livello 2
Delusione, perdita, frantumazione ma persistenza della fede

Livello 3
Ritorno al Paradiso, conquista della Terra Promessa

 

 

 

2. L’ORFANO

Gli Orfani sono bambini a cui è mancata la protezione e il nutrimento da parte dei genitori o addirittura hanno subito violenze fisiche o psichiche.

Quando l'Innocente cade e si fa male, si rialza e va avanti con rinnovata tenacia, l'Orfano, al contrario, ha una ulteriore dimostrazione che la vita è dolore.

L'Orfano si attiva ogni volta che siamo traditi o abbandonati dalle figure o situazioni su cui facciamo affidamento.

Se un insegnante è stato ingiusto con noi, se i nostri compagni di scuola ci hanno preso in giro, se gli amici hanno sparlato di noi alle nostre spalle, se l’uomo o la donna che ci promettevano eterno amore ci hanno lasciato, tutto questo ci allontana sempre più dal ricordo del Paradiso e ad un certo punto dimentichiamo di esserci mai stati.

L'Orfano ci invita a sviluppare autonomia e senso pratico, ci esorta a rimboccarci le maniche e a ricominciare sempre tutto da capo.

Tuttavia il rischio dell'Orfano è quello di fare l'abitudine alla rinuncia e alla privazione, di perdere la speranza e diventare arido, freddo, cinico e diffidente.

Se l'Orfano sa rinunciare alla Promessa del Paradiso e del Privilegio (come Adamo ed Eva, Ismaele, Lilith, Caino, Lucifero), se impara a sacrificare l'Illusione dell'Immortalità, può imparare a "vivere e morire e rifiutare di essere un Dio per essere un Uomo..." (Albert Camus)

L'Orfano rinuncia all'infantile desiderio di unione con il Padre e con la Madre per prendere atto della sua mortalità e in questo modo comincia a crescere e a cooperare con gli altri, mortali anch'essi e bisognosi gli uni degli altri.

La cooperazione, l'interdipendenza e la collaborazione fra uguali prende il posto della adorazione di un Ente Supremo Onnipotente, il senso non proviene più da fuori, ma viene ricercato all'interno di se stessi e del gruppo.

 

AUTOTRADIMENTO E MASCHERA

L'Orfano alla guida della nostra vita può portarci anche a tradire gli altri e i nostri valori (autotradimento), a sviluppare nel tempo una identità fittizia, una maschera capace di nasconderci così bene agli altri da alienarci perfino a noi stessi.

Ironia della sorte, quanto più viviamo in maniera cinica, falsa e insincera per difenderci dalle ferite, tantopiù Orfani e delusi diventiamo, mancanti di un senso di identità, interiormente vuoti, acriticamente legati all'immagine proposta dalla società del tempo, schiavi del materialismo che sostituisce denaro, potere, oggetti e ruoli al senso profondo dell'essere

La sfida per l'Orfano è Assumersi la responsabilità della propria sofferenza ed essere ciò che è, per quanto possa fare male fare i conti con le ferite ricevute e comprendere che in definitiva è proprio la mancata risposta del mondo esterno ai nostri bisogni che motiva il viaggio verso la conquista di ciò che siamo e vogliamo.

 

Scopo nella vita
Rifarsi di ciò che ha perduto, ritrovare la sicurezza

Paura
di essere sfruttato, schiacciato, nuovamente abbandonato o tradito

Relazione con il Drago
fa la vittima, vuole esserne salvato o raggirarlo

Strumento
Senso pratico, organizzazione, realismo, interdipendenza

Virtù
Autonomia, interdipendenza

Compito
Lasciar andare il dolore, la delusione e il risentimento.
Aprirsi e ricevere amore dagli altri.

Ombra
Ribellione, cinismo, sfiducia, insicurezza, insensibilità, distruttività

Livello 1
Accettazione del dolore e della solitudine, perdita di fiducia nell’Autorità e nelle Istituzioni

Livello 2
Essere disposti a ricevere aiuto

Livello 3
Sviluppare l’interdipendenza e la cooperazione

 

 

 

3. IL GUERRIERO

Il Guerriero dentro di noi ci impone di essere coraggiosi, integri e forti, capaci di fissarci delle mete e di raggiungerle, di evadere dai confini che ci imprigionano e di partire alla conquista del mondo.

Si attiva in generale in tutte le situazioni in cui dobbiamo imparare a difendere noi stessi e i nostri confini o proteggere qualcuno da minacce e aggressioni.

Il Guerriero richiede un forte impegno alla propria integrità, richiede autodisciplina, fermezza e senso dell'onore.

I Guerrieri vivono e quando serve combattono per le proprie idee o i propri valori, anche quando questo costa molto in termini economici e sociali.

Tuttavia il Guerriero può diventare eccessivamente duro, rigido, amante della competizione e della vittoria ad ogni costo.

Il Guerriero tende a giudicare, razionalizzare e separare quello che viene ritenuto segno di debolezza.

Tenerezza, sensibilità, fragilità, accoglienza, comprensione e tolleranza sono spesso oggetto di repulsione e disprezzo.

 

Scopo nella vita
Vincere, farsi strada, combattere e conquistare

Paura
di essere ucciso, di essere debole, di non farcela

Relazione con il Drago
affrontarlo, ucciderlo, sconfiggerlo, eliminarlo

Strumento
disciplina, tecnologia, strategia

Virtù
Coraggio, abnegazione, abilità

Compito
Combattere solo per ciò che realmente conta, non cedere alle provocazioni

Ombra
Crudeltà, violenza, distruttività, uso del potere, competizione, bisogno di vincere amorale e ossessivo

Livello 1
Combatte per vincere o sentirsi superiore agli altri.

Livello 2
Combatte seconde regole o principi giusti. Obbedienza. Altruismo.

Livello 3
Combatte solo per il bene comune. Scarso o nessun bisogno di violenza.

 

 

 

4. L’ANGELO CUSTODE

L’Angelo Custode crea comunione aiutando gli altri a sentire che sono protetti, amati e stimati, incoraggia rapporti positivi fra le persone, crea l’ambiente dove ci si possa sentire a proprio agio e liberi di esprimersi con sincerità.

Un simbolo dell’Angelo Custode è l’Albero della Vita che continuamente ci nutre e ci sostiene.

E’ l’albero mistico che si trasforma in croce e rappresenta il più alto grado di sacrificio, quello del Cristo, morto per la salvezza dell’umanità.

L'Angelo Custode nella sua parte oscura è anche castrante e divorante, tende a far sentire in colpa ("con tutto quello che ho fatto per te...") e a deresponsabilizzare ("...Ci penso io, tu sei troppo piccolo...").

Il principale problema dell'Angelo Custode è la sua dipendenza dagli altri e il senso di inutilità ed impotenza nello stare solo con se stesso

 

Scopo nella vita
Aiutare gli altri

Paura
ingratitudine, egoismo

Relazione con il Drago
se ne prende cura

Strumento
compassione

Virtù
generosità

Compito
dare senza menomare se stessi o gli altri

Ombra
Vittimismo, comportamento consenziente (che autorizza e sostiene la dipendenza, l’irresponsabilità o il narcisismo altrui) o colpevolizzante.

Livello 1
Conflitto fra i propri bisogni e quelli altrui. Tendenza a sacrificare i propri.

Livello 2
Imparare ad amare prima di tutto se stessi. Amare l’altro senza identificarsi.

Livello 3
Dare liberamente. Prendersi cura di ogni forma di vita. Edificare la Comunità.

 

 

 

IL VIAGGIO (LO SPIRITO)

Lo Spirito è quella parte dell'essere umano che è immortale ed eterna e lo spinge verso la crescita e l' evoluzione.

Lo Spirito è il contatto con tutto ciò che si trova al di là della nostra identità, al di là del finestrino del treno o dell'aereo su cui stiamo viaggiando, è il potenziale psichico della specie umana, è ciò che esiste al di là del tempo e dello spazio.

E' il "Mondo fuori dalla valigia", è il movimento del Viaggio vero e proprio, l'incontro fatale con lo sconosciuto che cambierà il nostro destino, è la magia e il mistero dell'imprevisto, dell'inatteso, dell'inspiegabile.

Quando sentiamo il desiderio di conoscere il senso della nostra vita, quando aneliamo ad una unione con il creato, quando consideriamo la nostra mortalità, allora siamo mossi dallo Spirito.

Nella fase del Viaggio vero e proprio dobbiamo in effetti partire alla scoperta del senso della vita, dobbiamo staccarci dal conosciuto ed esplorare il mistero nei suoi vari aspetti: la pienezza e il vuoto, l'amore e la morte, l'estasi e il tormento, l'identità e la frantumazione.

Lo Spirito si manifesta acutamente soprattutto nelle fasi di passaggio della vita, dall'infanzia alla adolescenza, all'età adulta, alla maturità e alla vecchiaia, nell'esperienza della maternità-paternità, della nascita e della morte, della malattia e della convalescenza.

Sono momenti delicati, in cui una identità è caduta, ma ancora non ne è subentrata un'altra.

E' il sostare sulla soglia, in attesa di varcarla e iniziare una nuova fase della vita.

Iniziazione è proprio il termine che viene riferito a quelle esperienze che hanno lo scopo di liberare l'individuo dalla realtà comunemente accettata per collegarsi alla dimensione spirituale.

 

L'INIZIAZIONE

Ancora una volta Reiki si rivela strumento indispensabile per spogliarsi dell'involucro dell'Io e accedere a nuovi livelli di coscienza.

Il mito, il simbolo, il rituale, l'arte sono mezzi che ci aiutano ad ampliare l'angusta visione dell'Io.

La coscienza egoica desidera la vita, la sicurezza, il successo, la ricchezza, l'amore: per l'IO ogni cosa deve avere un senso, deve seguire una logica razionale prevedibile e riproducibile.

L'etica del viaggio esige che mettiamo da parte ogni richiesta di scientificità ed entriamo in contatto con l'essenza della vita che è Mistero Insondabile.

E' certamente un bene avere una casa e una famiglia, un lavoro sicuro e la previdenza sociale, ma ciò che ci rende vivi e autentici è il Viaggio attraverso i Misteri centrali della vita.

E' l'esperienza della vita in tutte le sue manifestazioni, positive o negative, che alla fine forgia il carattere e ci rende profondamente autentici, umili e capaci di amare.

E' grazie al disorientamento e alla frantumazione dell'IO che iniziamo a cercare il senso delle cose ad un livello più profondo: le strategie e le razionalizzazioni dell'IO sono inadeguate a comprendere la vita al livello dello Spirito.

Il Linguaggio dello Spirito appartiene all'emisfero destro del cervello, è paradossale, simbolico, metaforico.

Le informazioni non provengono più dall'esterno, dalla società e dagli altri, ma dall'interno del nostro essere.

L'esperienza iniziatica richiede un mutamento di prospettiva: occorre imparare a vedere e sentire in modo nuovo.

Cercatore, Amante, Distruttore e Creatore ci accompagnano attraverso una nuova dimensione.

 

L'OMBRA

E' costituita dagli archetipi che abbiamo rimosso dalla nostra psiche, è tutto ciò che l'IO ha dovuto negare, nascondere, rimuovere, razionalizzare.

E' il potenziale sconosciuto nella nostra psiche, è spesso ciò che muove (inconsciamente) le nostre azioni e ne determina i risultati.

Il Viaggio ha in realtà come scopo quello di incontrare, riconoscere ed integrare tutte le parti mancanti, per ritrovarci uniti nel nostro Sè Superiore.

 

IL DRAGO

Assumerci la responsabilità dell'Ombra ci dà accesso alle grandi ricchezze del sottosuolo (Inconscio).

Il mondo sotterraneo contiene infatti filoni d'oro, gemme preziose, forzieri ricolmi di dobloni, custoditi da gnomi, nani, orchi, fantasmi di pirati e ogni sorta di mostri.

Ogni Eroe sa bene che non si può ottenere il tesoro se prima non si è disposti ad affrontare e uccidere il Drago.

La prima volta che incontriamo il Drago di solito siamo Guerrieri e quindi pensiamo che il Drago sia fuori di noi, così come il tesoro e la fanciulla.

 

IL TESORO

In seguito comprendiamo che il Drago è una parte di noi stessi che abbiamo l'opportunità di integrare, ed è questa la vera ricompensa, il premio della nostra Identità e del nostro Spirito

Il Tesoro rappresenta quindi la ricompensa per il coraggio di aver intrapreso il cammino e di avere affrontato l'Ombra.

Il Tesoro (la Ricchezza Interiore) è anche lo strumento per riconquistare il Trono e il Regno.

Nella favola di Pinocchio è proprio Mangiafuoco che dopo aver terrorizzato il burattino, gli regala le monete d'oro.

 

 

5. L’AMANTE

L’archetipo dell’Amante ci insegna a portare insieme la luce e l’ombra, a superare la separazione che nasce dal giudizio e dalla polarità.

L'Archetipo dell'Amante presiede alle Nozze Sacre fra il Maschile e il Femminile, fra la Materia e lo Spirito, fra conscio e Inconscio.

Il Segreto che Artù ha dimenticato è che il Re e la Sua Terra sono Uno, quando l'uno si ammala anche l'altra rovina.

Egli dice, bevendo dalla Sacra Coppa: "Non sapevo quanto la mia anima fosse vuota finchè non è stata riempita..."

L'Agape è l'amore individuale che diventa compassione universale.

Amare senza condizioni, comprendere e perdonare chiunque abbia fatto del male a noi o ad altri è l’unico modo per integrare la parte ombra della nostra psiche e insieme l’ombra universale della specie umana.

Come nella fiaba “Bella e la Bestia”, l’amore della giovane fanciulla modifica il rude carattere del mostro e viceversa.

La fanciulla superando l’orrore della Bestia (la propria Ombra) incontra l’amore.

 

Scopo nella vita
La gioia di sentirsi uno con sé e con gli altri

Paura
di perdere l’amore, di essere separato da sé e dagli altri

Relazione con il Drago
Amarlo

Strumento
La passione, l’estasi, la capacità di amare senza condizioni

Virtù
essere se stesso

Compito
dare gioia a sé e agli altri

Ombra
Identificazione con l’oggetto dell’amore, perdita di sé, gelosia, possessività, angoscia, dipendenza

Livello 1
Ricerca di qualcuno da amare

Livello 2
Creazione di un legame stabile e duraturo con la persona amata

Livello 3
Amore Universale, scoperta del vero Sé, perseguimento del bene
comune

 

 

 

6. IL CERCATORE

L’istinto della ricerca nasce da una ardente aspirazione, dalla Sete di Assoluto.

Non sappiamo definire ciò che ci manca, ma aneliamo a quel misterioso qualcosa che è oltre la vita di tutti i giorni.

E’ lo Spirito che ci chiama, che ci invita ad esplorare i Misteri (Vocazione).

Il Cercatore interiore è un ricercatore di significato, rappresentato simbolicamente nei miti del Graal e della Terra Promessa.

Egli non si arresta di fronte a nulla pur di trovare la verità sul cosmo e il senso della vita umana.

La ricerca ci permette di apprendere che tutto ciò che stiamo cercando è dentro di noi

Quando scopriamo questa verità il compito è di tornare portando i doni del Graal dentro di noi così da poter essere una coppa, un mezzo di rigenerazione per ogni creatura vivente.

Il Viaggio del Cercatore richiede il coraggio di spezzare le dipendenze e fare un salto nell'ignoto.

Il Cercatore è la parte di noi pronta a cercare non solo per noi stessi ma per tutta l’umanità.

 

Scopo nella vita
Ricerca di una vita o di un mondo migliori

Paura
di essere bloccato, punito, imprigionato

Relazione con il Drago
fuggire, liberarsene

Strumento
Idealismo, Curiosità, amore della conoscenza

Virtù
Ambizione, autonomia, libertà

Compito
Essere fedele a una verità più profonda, realizzazione di un’utopia

Ombra
Insoddisfazione, eccesso di ambizione e di sacrificio. Perfezionismo, superbia, chiusura, isolamento.
Impazienza e ostinazione. Amore per il proibito.

Livello 1
Vagare, sperimentare, studiare, conoscere cose nuove. Conoscere
sé stesso.

Livello 2
Scalata al successo, diventare il migliore possibile, conoscere gli
altri.

Livello 3
Ricerca spirituale. Conoscenza mistica delle grandi Verità.
Trasformazione.

 

 

 

7. IL DISTRUTTORE

Prima o poi la perdita, la paura, il dolore, la malattia si presentano nella nostra vita.

Quanto più rifuggiamo dalla morte, tanto più essa si manifesta.

Arriva il momento in cui scopriamo che tutto ciò per cui abbiamo lavorato non esiste più.

Quello in cui abbiamo creduto è finito nel nulla.

Ci sentiamo falliti, vuoti, delusi, amareggiati, la vita non ha più senso.

Eppure il Distruttore è essenziale alla metamorfosi.

I misteri dell’amore della nascita e della morte esigono un sacrificio per essere compresi.

Abbandono, tradimento, giudizio, flagellazione, derisione, supplizio, crocifissione, morte e rinascita sono elementi del processo di Iniziazione.

Il Distruttore ci aiuta a interrompere le relazioni che non funzionano, a sbarazzarci di modi di pensare e di essere non più confacenti alle nostre esigenze.

Più aumenta il nostro potere e più fortemente si manifesta il Distruttore.

 

Scopo nella vita
crescita, cambiamento, metamorfosi

Paura
della monotonia, della morte, della fine, dell’arresto

Relazione con il Drago
distruggerlo o esserne distrutto

Strumento
Lasciar andare

Virtù
non attaccamento, vivere l’attimo

Compito
Trasformazione

Ombra
Autodistruzione e distruzione degli altri. Abuso di sostanze dannose. Eccessi e azioni pericolose.
Scarsa considerazione della vita e della proprietà propria e altrui.

Livello 1
Confusione, conflitto con la morte, paura, dolore, comportamenti autodistruttivi

Livello 2
Accettazione dell’essere mortali, perdita di potere, frantumazione

Livello 3
Capacità di rinunciare a qualsiasi cosa che non sostenga più i valori, la vita e la crescita

 

 

8. IL CREATORE

Nel momento in cui prendiamo coscienza del nostro collegamento con la fonte creativa dell’universo, iniziamo a prendere coscienza della nostra parte nella creazione (Responsabilità).

E’ il nostro Spirito e non il nostro Io che crea la vita.

Quando perdiamo questo contatto il nostro Spirito può manifestarsi attraverso il Distruttore e scegliere la malattia, la sofferenza o la perdita per iniziarci a una saggezza più profonda e metterci in contatto con la responsabilità di creare in maniera autentica la nostra vita.

Dalle ceneri, dal sacrificio, dalla morte, rinasce la nuova vita, cioè si attiva il Creatore.

L'Archetipo del Creatore ci aiuta a risvegliare il seme (essenza) nascosto nel profondo della nostra identità.

Entelechia è il nostro "destino individuale", la missione profonda e segreta di ogni essere, è lo scopo e il senso del suo percorso evolutivo, diretto e guidato dal Creatore attraverso lo strumento dell'Ispirazione.

 

Scopo nella vita
Creazione di una nuova realtà

Paura
Giudizio, incapacità a livello di immaginazione e di realizzazione, mancanza di originalità e autenticità

Relazione con il Drago
cerca di creare un’altra realtà da sovrapporgli

Strumento
Fantasia, immaginazione, ispirazione

Essenza
vocazione, espressione di sé, celebrazione della vita

Compito
Riconoscere e accettare la realtà e creare la propria vita

Ombra
irresponsabilità, fuga dalla realtà, creazione di circostanze negative e opportunità limitate, frustrazione.

Livello 1
Ci si apre alla propria visione del mondo, si accolgono e si esprimono
le proprie sensazioni

Livello 2
Si riconosce ciò che si vuole avere e si lavora per crearlo

Livello 3
Ci si lascia guidare dallo Spirito per la creazione della propria vita.

 

 

 

IL RITORNO (IL SE’)

L'ultima fase del viaggio della vita è la scoperta del proprio vero Sè, il raggiungimento della meta, del risultato, del senso reale della propria identità.

Alla fine del Viaggio, siamo tornati a casa, ci guardiamo indietro e sappiamo chi siamo, abbiamo acquisito l'esperienza necessaria per accompagnare e guidare altri.

Il Sè è espressione di completezza, approdo finale del processo di individuazione.

Ci siamo smarriti e ritrovati, abbiamo perso coincidenze ma abbiamo trovato nuovi mezzi di trasporto, abbiamo incontrato molte persone, buone o cattive, abbiamo superato momenti difficli e abbiamo gioito di panorami sorprendenti: abbiamo sperimentato i vari livelli della nostra coscienza e tutti i pezzi della nostra psiche si sono ricomposti in unità.

Qui sono la maturità e l'esperienza acquisite durante il viaggio che forniscono l'aiuto necessario per riconoscere ed esercitare nel mondo il potere materiale e spirituale senza essere contaminati dall'ego.

Sovrano, Mago, Saggio e Folle ci portano alla vera libertà e alla gioia di vivere.

L'ingresso nella dimensione del Regno ci fa uscire dallo schema della vita intesa come lotta per la sopravvivenza e ci fa entrare nella mentalità dell'abbondanza.

Divenuti Re e Regine del nostro Regno, nella misura in cui siamo fedeli al nostro Sè interiore, le zone di deserto della nostra vita tornano a fiorire.

 

 

IL GRAAL

I Cavalieri della Tavola Rotonda andavano alla Ricerca del Sacro Graal, che si diceva fosse servito da calice nell'Ultima Cena e avesse raccolto gocce del Sangue di Cristo durante la Crocifissione.

Il Graal è il simbolo del potere trasformativo dello Spirito attraverso il Sacrificio.

Il Graal è anche l'unione del Maschile e del Femminile, del Corpo e dello Spirito.

La domanda che viene posta a Parsifal è "A chi serve il Graal?" o anche "Chi serve il Graal?".

La risposta esatta è Artù, ossia il Sovrano è allo stesso tempo servitore e beneficiario dell'energia Spirituale.

Il Sovrano deve essere sempre al Servizio di Dio ed è la Grazia di Dio a preservarne la Salute e il Regno.

 

 

EXCALIBUR

E' la Spada dei Re, ossia il Potere del Sovrano che spetta all'eletto.

La Dama del Lago, ossia la Grazia Divina, ne è il depositario e il custode.

E' il primo impegno del Sovrano nei confronti del Graal: essere al servizio di Dio e del suo Popolo.

 

LA LANCIA

E' il primo oggetto che appare a Parsifal nella Processione del Graal: una lancia grondante sangue, ossia la disposizione al sacrificio.

La domanda potrebbe esere: cosa sei disposto a sacrificare per ottenere il Graal?

 

LA CIOTOLA

E' un altro oggetto che appare a Parsifal nella Processione del Graal, rappresenta il nutrimento del corpo e dello spirito, ossia il proprio Sè unificato che va condiviso con l'umanità (prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo...).

E' anche la domanda: "Di cosa ho veramente bisogno per vivere?"

Essere svegli e coscienti vuol dire sapersi porre la domanda giusta e sapersi dare la risposta giusta.

Il Ritorno è il Ritorno a Sè Stessi, significa essere pienamente consapevoli di ciò che ci viene richiesto e di ciò di cui abbiamo bisogno, con semplità e schiettezza.

 

Quando vi inchinate, dovete inchinarvi e basta;
quando sedete, dovete sedere e basta;
quando mangiate, dovete mangiare e basta.
Semplicemente.
Se fate così, la natura universale è lì con voi...
in nessuna situazione potete tralasciare il Buddha,
poichè voi stessi siete il Buddha.

Shuryu Suzuki, Maestro Zen

 

9. IL SOVRANO

Il Sovrano che è dentro di noi è sempre alla ricerca del potenziale segreto delle persone che ci circondano per far sì che ogni talento possa essere impiegato in modo produttivo.

Si preoccupa dell’ordine.

Egli sa che il regno non può essere pienamente produttivo se non regna l’armonia e i conflitti non vengono gestiti in maniera efficace.

Il Sovrano inoltre sa che per il più alto livello di rendimento nessuna risorsa deve essere sprecata, e per lui la cosa più triste è sprecare la vita.

Diventiamo Sovrani assumendoci la completa responsabilità della nostra vita e ciò comprende i modi in cui la nostra vita individuale si riflette sulla famiglia, sulla comunità e sulla società a cui apparteniamo.

Il compito del Sovrano è promuovere l’ordine, la pace, la prosperità e l’abbondanza.

Quando nella nostra vita è all’opera l’archetipo del Sovrano ci sentiamo a nostro agio nel mondo e nella nostra pelle.

Apprezziamo il processo dell’esprimere la nostra identità nell’ambito materiale del lavoro, della casa, del denaro e dei beni materiali.

Il problema del Sovrano è che spesso si attacca alle cose materiali e agli schemi e rischia di diventare un arido burocrate anzichè una guida illuminata.

Egli deve imparare a rinnovarsi, a ripartire continuamente per il Viaggio e ritornare con nuova energia e nuovo entusiasmo.

Soli così, attraverso il costante sacrificio di se stesso (Il Re è morto! Lunga Vita al Re!) il Regno potrà prosperare a lungo.

Il Sovrano Illuminato ha ben compreso che il più grande paradosso è che per vivere dobbiamo morire!

 

Scopo nella vita
un regno armonioso e felice

Paura
il caos, la perdita di controllo, gli attacchi esterni e le divisioni interne

Relazione con il Drago
utilizzarlo in maniera costruttiva

Strumento
Visione globale, capacità organizzativa

Virtù
responsabilità, competenza

Compito
realizzare ed esprimere il proprio Sé più profondo nel mondo

Ombra
comportamenti tirannici, rigidi e manipolatori.
Uso del potere per scopi personali.
Nepotismo.

Livello 1
Accetta di buon grado le responsabilità e si rende conto
dei propri limiti. Si impegna per risolvere i conflitti e si dedica al miglioramento di sé.

Livello 2
Crea le strutture e sviluppa le capacità per esprimersi nel mondo.
Si occupa del bene della famiglia, del gruppo o della comunità cui appartiene

Livello 3
Utilizza e organizza al meglio tutte le risorse, esterne o interne.
Si preoccupa del bene della Società, dell’Umanità e del Pianeta.

 

 

 

10. IL MAGO

Ogni Sovrano ha bisogno di un Mago che sia capace di predire il futuro, guarire i malati, creare rituali in grado di unire i membri di una comunità e mantenere il duraturo contatto con la dimensione spirituale.

Serve anche un Saggio che sia imparziale consigliere.

Il Folle può dire verità inconfessabili.

Il Potere del Mago è quello di trasformare la realtà cambiando la coscienza e creare un campo di energia positiva in grado di realizzare i desideri e le aspirazioni del Sovrano (La Magia del Fare)

Mosè, Gesù, Buddha compivano regolarmente miracoli.

Se dobbiamo camminare sulla loro strada dobbiamo poterli compiere anche noi.

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”.

Via via che diventiamo più grandi, più sani e consapevoli mettiamo in moto un’onda che si ripercuote sugli altri.

Ogni volta che denominiamo una realtà in modo tale da sminuire persone e possibilità, noi, sia pure involontariamente, stiamo praticando magia nera.

Il Mago ci insegna a usare il potere di nominare per dare forza agli altri e trasformare situazioni limitanti e frustranti in opportunità positive.

 

Scopo nella vita
trasformare la realtà

Paura
che sia tutto inutile, che non ci sia niente da fare

Relazione con il Drago
lo trasforma, lo soddisfa, lo guarisce, gli dà ciò di cui ha bisogno

Strumento
la Fede, la Certezza

Essenza
il Potere che viene da dentro

Compito
essere strumento di Dio, sintonizzarsi con il Cosmo

Ombra
usare il proprio potere a scopi malvagi, creare realtà negative, mostri, possessioni, evocare le forze del male

Livello I
Avere fiducia nelle proprie capacità di far star bene gli altri

Livello II
Capacità di trasformare gli eventi negativi della propria vita in
occasioni di crescita. Credere nei propri sogni e realizzarli.
Credere nella visione interiore.

Livello III
Usare consapevolmente la conoscenza del legame che esiste
tra ogni cosa, trasformare la coscienza propria e altrui,
sviluppare la padronanza delle energie fisiche e psichiche con
studi ed esercizi rendendola una vera e propria arte: la Magia

 

 

11. IL FOLLE

E' l'Innocente giuno alla sua massima evoluzione.

E' la base istintuale della nostra natura interiore indomita e incontrollabile, è la forza dell'Es, è l’aspetto vitale e dirompente del bambino che vive il gioco, la sensualità, la fisicità, che corre, ride, piange inconsapevole della morte e del senso del limite.

E’ anche il senso del caos e dell'entropia, l’energia amorale, anarchica, incontenibile, il desiderio di fare e provare ogni cosa, la percezione della pluralità e dell'indifferenziazione della psiche.

Quando nella nostra vita è attivo il Folle, siamo attenti e curiosi, incuranti delle convenzioni, delle regole, della morale, di ciò che diranno i vicini.

Tantomeno ci curiamo di essere responsabili: ciò che conta è il divertimento, la libertà dai doveri, dagli impegni, da tutto ciò che comporta obblighi sgradevoli, serietà e pesantezza.

Se manca il Folle diventiamo spenti, stanchi, annoiati, depressi, indifferenti.

Il Folle ha bisogno di nuove esperienze, poichè è la sua forma prediletta di apprendimento.

Il Folle deve girare ed esplorare il mondo, deve appagare la sua sete di sensazioni, deve scoprire da sè cosa vuole o cosa non vuole, cosa gli piace e cosa no, cosa pensa e cosa non pensa.

Il Folle è ciò che più pienamente sovrintende al nostro senso di identità, che rende viva e totale la nostra esperienza perchè vissuta fino in fondo, che forgia il nostro carattere attraverso una conoscenza empirica di ogni forma della realtà, senza falsi pudori o pregiudizi, senza intellettualismi o snobismi.

Se il Sovrano dirige, ordina e seleziona i vari Archetipi a seconda dei casi in cui devono essere impiegati, il Folle li vuole far esprimere tutti insieme, per gioire della pienezza e della libertà.

L'Archetipo del Folle è un epicureo iconoclasta dai gusti raffinati e inconsueti, nella sua forma evoluta è un artista pieno di inventiva e creatività, capace di creare il suo stile di vita e fare spazio alla piena espressione di tutte le sue potenzialità.

 

Scopo nella vita
divertimento, piacere, vitalità

Paura
noia, solitudine, serietà

Relazione con il Drago
giocarci, prenderlo in giro, farlo ridere

Strumento
senso dell’ humour, astuzia, capacità di percepire gli opposti

Essenza
libertà dal giudizio, gioia di vivere

Compito
godersi il viaggio, spensieratezza

Ombra
depravazione, pazzia, perdita del senso, del limite, irresponsabilità, accidia, vizio, immoralità

Livello 1
Astuzia usata per imbrogliare, deridere, ferire, Sdrammatizzare per non vedere il proprio dolore

Livello 2
La vita è un gioco, piacere del divertimento proprio e altrui

Livello 3
La vita è celebrata con gioia e vissuta attimo per attimo, con intensità e spensieratezza

 

 

12. IL SAGGIO

La strada del Saggio è il viaggio alla scoperta della verità: su se stessi, sul mondo e sull’universo.

La sfida del Saggio è quella di decifrare i segni e risolvere l’enigma di fondo dell’esistenza.

La domanda essenziale è: qual è il senso? Di regola è soltanto quando il Saggio comincia ad attivarsi nella nostra vita che ci rendiamo conto che raramente vediamo le cose nella loro realtà.

Siamo quasi sempre condizionati dalle nostre proiezioni.

Il nostro Saggio interiore vuole arrivare a una sorta di verità oggettiva che superi la limitata visione personale.

Scopo nella vita
comprensione della verità

Paura
Illusione

Relazione con il Drago
comprenderlo, integrarlo, trascenderlo, rivelarne l’inesistenza

Strumento
esperienza, sperimentazione, ascetismo, meditazione

Virtù
pace, distacco

Compito
illuminazione

Ombra
Chiusura, distanza, insensibilità, cinismo, atteggiamento censorio, durezza, rigidità, pedanteria

Livello 1
Letture e studi alla ricerca di certezze e conoscenze, fede nella scienza e nella tecnologia

Livello 2
perdita della sicurezza di poter imparare tutto, coscienza della molteplicità e relatività della vita

Livello 3
Incontro con la verità ultima attraverso l’esperienza, saggezza, comprensione globale

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

  • Joseph Campbell, "Le figure del mito", R.E.D. 1991.
  • Erich Neumann "Storia delle origini della coscienza" Astrolabio 1978
  • Joseph Campbell, "L'Eroe dai mille volti"
  • Joseph Campbell J.,"Mitologia primitiva", Mondadori 1990.
  • Carol Pearson, "Risvegliare l'eroe dentro di noi", Astrolabio 1990.
  • Mircea Eliade, "Miti, Sogni e Misteri", Rusconi 1990.
  • Elémire Zolla, "Archetipi", Marsilio, 1994