Chakra e Crescita Spirituale

Il sistema dei Chakra da millenni costituisce una guida per ricercatori spirituali, medici ayurvedici, mistici e yogi: si parla dei Chakra negli antichi testi dei Veda, che risalgono al secondo millennio prima di Cristo, nelle più tarde Upanishad, negli Yoga Sutra di Patanjali e più diffusamente nel XVI secolo da parte di uno yogi indiano, Purnananda Svami, che scrisse un testo tantrico intitolato Sat-Chakra-Nirupana.

Nel 1920 i Chakra giunsero in Occidente grazie alla traduzione che Sir John Woodroffe, meglio noto con lo pseudonimo di Arthur Avalon, ne fece dal sanscrito con il suo libro The Serpent Power, anche Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia, parla dello sviluppo dei Chakra nel libro Come conoscere i mondi superiori (1909), fornendo istruzioni progressive per lo sviluppo di tali centri di forza; Carl Gustav Jung parla dei Chakra in un seminario tenuto nel 1932 dal titolo La psicologia del Kundalini-yoga.

Oggi i Chakra sono un concetto universalmente diffuso come unione tra aree del corpo e della psiche e rappresentano la base teorica e pratica di molte discipline olistiche, tra cui la cristalloterapia, la cromoterapia e il Reiki. Candace Pert, la ricercatrice che studiò la distribuzione delle cellule produttrici di endorfine nell'organismo (i neuropeptidi), dimostrò la presenza di una elevata concentrazione di tali cellule in prossimità della colonna vertebrale, proprio nei punti in cui i Veda descrivono la presenza dei Chakra.

La parola Chakra è un termine sanscrito, significa “ruota” e rappresenta un vortice di energia vitale collocato in corrispondenza di sette principali punti del corpo umano; i Chakra, così come vengono descritti e rappreseati dalla conoscenza vedica, non sono entità fisiche, non possono essere visti o toccati, semmai “visualizzati” e “percepiti”, tuttavia sono localizzati con estrema precisione in corrispondenza dei gangli del sistema nervoso e delle ghiandole del sistema endocrino e ne descrivono alla perfezione il comportamento.

Sempre secondo i Veda, i Chakra comprendono anche i sentimenti, le emozioni e i pensieri, che pur non potendo essere considerati degli oggetti fisici, hanno un forte effetto sul corpo, poiché rappresentano informazioni che si muovono attraverso la rete neuronale e generano reazioni a livello fisico: come i pensieri e le emozioni influenzano il respiro, il battito cardiaco, il metabolismo, così le attività dei Chakra influiscono sull’attività ghiandolare, sul tono muscolare, sulle affezioni fisiche, sull'umore e sul comportamento.

Il fondamento dell’universo nella concezione Induista è una interazione tra essere e divenire, tra attività e passività, tra mutamento e quiete: tutta la Natura, intesa come creazione, è composta da tre qualità primarie, universali, o Guna, il cui significato letterale è “ciò che lega”, esse sono sono Sattva, la coscienza, Rajas, l'energia e Tamas, la materia.

I Guna sono i fattori causali di tutta la creazione, dalla loro interazione hanno origine i cinque elementi, i Chakra stessi sono il frutto della combinazione dei tre Guna: i cinque grandi elementi, in ordine di manifestazione, sono: terra, acqua, fuoco, aria, etere e rappresentano la forma solida, liquida, radiante, gassosa ed eterica della materia che costituisce il corpo fisico e il mondo esteriore.

Fra i due estremi rappresentati dalla terra, che con la sua densità non permette alcun movimento, e l'etere che permette una completa libertà di movimento, ci sono tutti i possibili gradi di densità della materia che producono la gamma completa delle esperienze possibili e la manifestazione di tutte le idee.

 

La terra manifesta l'idea della forma, della solidità e della stabilità, l'acqua manifesta l'idea della vita, della liquidità e del movimento fluente, il fuoco manifesta l'idea della luce, della percezione e del movimento, l'aria manifesta l'idea del tempo, del cambiamento e fornisce la base per il pensiero, l'etere manifesta l'idea dello spazio, della comunicazione e dell'espressione: gli elementi sono presenti in tutti e tre gli aspetti della manifestazione: corpo, mente e anima.

Nella dottrina yogica ogni essere vivente è formato da un insieme di vari involucri che si sovrappongono l’uno all’altro e tutti questi corpi sono ugualmente importanti e hanno lo scopo di avvolgere e rivestire l’Atman, la parte divina insita in ogni essere: l’Atman è la parte indistruttibile, imperitura, immortale, l’Anima insomma e i vari corpi che avvolgono l’Atman possiedono differenti vibrazioni e frequenze.

Ogni corpo ha una differente vibrazione o frequenza ed è mantenuto in vita da una sostanza energetica di base, il Prana, paragonabile al sangue degli animali o alla linfa delle piante, che circola attraverso le Nadi che si intersecano gli uni negli altri, alimentando il corpo fisico, emozionale, mentale e spirituale.