Autunno/Inverno 2010 - Speciale Orto Sinergico

Cari Amici,

il mese di Settembre è stato davvero intenso alla Città della Luce e nei vari Centri ad essa collegati, un ringraziamento a tutti i partecipanti e a tutti i soci per il loro sostegno e la loro collaborazione nelle varie attività.

 

Il Progetto di Orto Sinergico per La Città della Luce   Orto Sinergico dall'alto

Il Progetto di Orto Sinergico per La Città della Luce e la sua realizzazione

L'agricoltura sinergica

La Sinergia implica il funzionamento dinamico e concertato di vari organi per realizzare una funzione. Così come nel nostro organismo tutto il sistema e i suoi elementi funzionano interrelazionandosi e con coerenza, questa sinergia è presente tra la terra ed i microrganismi che la abitano - arricchendola - o tra i legumi e i batteri fissatori di azoto atmosferico o nell'associazione tra piante che si danno mutuo beneficio. Questo sistema di agricoltura naturale, che affonda le sue radici negli insegnamenti di Fukuoka, protegge l'ecosistema del suolo permettendo alla terra di mantenere i suoi propri strati, senza agitarla né rivoltarla, comprendendo che la terra ha capacità di autofertilizzarsi.

 

La Conferenza di Presentazione del Corso di Agricoltura Sinergica presso La Città della Luce

La Conferenza di Presentazione del Corso di Agricoltura Sinergica
presso La Città della Luce

 

Teoria, Progettazione e Discussione

Teoria, Progettazione e Discussione

  

Lavorando su bancali (aiuole), di 120 cm di larghezza e 50 di altezza, il suolo si copre con pacciamatura, strato di resti organici che fa da filtro protettore tra la superficie della terra e i gas atmosferici, la forza disseccante del sole, e quella compattante ed erosiva della pioggia e il vento. Copertura che diventa anche un concime di superficie che va ad alimentare la terra da sopra a sotto. Così si stabilisce nel suolo un equilibrio stabile tra i suoi abitanti, siano lombrichi lavoratori di profondità, lombrichi rossi del mantello (strato superficiale) o i miliardi di ogni specie di esseri microscopici vegetali o animali che vivono e muoiono nel suo seno. In nessun momento vanno traumatizzati modificando e sconvolgendo il loro habitat.

 

La scelta dei semi, la realizazione dei bancali,
l'impianto di irrigazione e la pacciamatura con paglia, la semina

 

Ciò che immagino è una comunità di famiglie ed individui residenti in un piccolo insediamento rurale, i quali, pur mantenendo la propria libertà e spazi privati, condividano con gli altri risorse, spazi, servizi ed attività, cooperando in maniera solidale ai fini del bene comune. Un villaggio a struttura “tribale” dal quale nessuno si senta escluso od emarginato perché disabile, diverso, bambino, donna od anziano. Un insediamento umano integrato nel mondo naturale, che utilizza e promuove sistemi di agricoltura sostenibili per produrre alimenti e materie prime a sostegno della comunità e della sua economia, energie pulite e rinnovabili, gestione delle acque e dei rifiuti, bio-architettura e bio-edilizia, artigianato, mestieri, arti, spettacoli, cura della salute con mezzi naturali, preventivi, olistici, educazione permanente e reciproca di tutti, dai bambini agli adulti allo sviluppo delle proprie potenzialità espressive, fisiche, mentali, emozionali, alla fiducia in se stessi e nelle proprie capacità e unicità, alla consapevolezza e coscienza di sé, degli altri, della natura e del Divino. Un sogno ? A me sembra una necessità. Una possibilità di salvezza. Un ridare senso e piacevolezza alla vita. Una possibilità di continuare ed evolversi.

Antonio De Falco – 22/04/2007

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