Attilio Mercandelli

Maestro di Reiki Metodo Usui
Facilitatore in Costellazioni Familiari e Sistemiche
Operatore Ayurvedico
Dottore in Lettere Moderne
Editor e Correttore di Bozze

 

Il 30 luglio del 1974, in piena notte, decido di venire al mondo, di uscire allo scoperto.
I genitori che scelgo sono Maria, una ragazza di 36 anni, e Angelo Piero, due anni più grande di lei. Loro scelgono per me il nome Attilio. Mia madre spinse particolarmente perché era il nome di suo fratello morto molti anni prima, nel 1945, durante la Seconda guerra mondiale, fucilato dai nazifascisti. Appena fui investito dalla capacità di intendere e di volere, pensai: “Wow! Che onore!”
La città che scelgo è Albenga, una cittadina del ponente ligure, nota per i carciofi di cui sono sempre stato ghiottissimo.
Cresco in campagna, in mezzo agli animali e agli alberi da frutto, trascorro molto tempo con i miei nonni, i miei lavorano buona parte del giorno.
La mia infanzia è caratterizzata dall’incontro con il variopinto mondo dell’Azione Cattolica. Trascorro tutti i week-end e buona parte delle mie vacanze estive a stretto contatto con i ragazzi e gli educatori della Diocesi Albenga-Imperia, esperienza che mi porterà a diventare a mia volta educatore ed animatore di gruppi di bambini e adolescenti. Annovero anche una parentesi scoutistica, seppur di breve durata, che contribuisce notevolmente alla mia formazione.

 

 

Le scuole elementari e le medie trascorrono senza particolari traumi, l’ambiente scolastico mi piace e mi distinguo per la mia capacità di apprendimento rapido. Ma la voglia di divertirmi all’aperto, con gli amici, è molta. Gli anni delle superiori sono un vero calvario. Cambio più scuole, non ho alcuna voglia di studiare. Forse i miei insegnanti non riescono a coinvolgermi più di tanto…
Prima il liceo scientifico, per seguire gli amichetti delle medie, due anni persi; poi l’istituto per geometri parificato, una scuola privata che mi permette di recuperare un anno; infine, un altro istituto per geometri dove mi diplomo nel 1994. Le opzioni sono due: diventare un geometra o iscrivermi ad Architettura.
L’Universo mi presenta una terza opzione.
Durante l’ultimo anno di frequenza mi viene offerta la possibilità di collaborare con Il Lavoro di Repubblica, entrando nel favoloso mondo del giornalismo. Sono un inviato sportivo, scrivo articoli legati soprattutto al mondo del calcio. Lo farò per molti anni ma senza mai maturare la continuità necessaria per diventare pubblicista.
Mi sembra tutto meraviglioso. Scelgo, quindi, la strada delle lettere con l’idea fissa di diventare un giornalista. Tento di entrare in quello che all'epoca era il Diploma di Laurea breve in Giornalismo, a numero chiuso. All’esame di ammissione sfioro il numero minimo previsto per accedere.
Non demordo e decido saggiamente di non attendere un anno senza fare nulla e mi iscrivo a Lettere Moderne, presso l'Università di Genova, con l’intento di riprovarci l’anno successivo. L’anno successivo non ritento la strada del diploma e continuo nei miei studi umanistici, specializzandomi e appassionandomi a cinema e teatro.
Anni bellissimi. Mi trasferisco a Genova in pianta stabile. Dopo aver convissuto con varie persone, decido di andare a vivere da solo. Dapprima in un loft al piano terra di uno stabile fatiscente, successivamente in una stupenda mansarda della periferia genovese.
Parallelamente agli studi, inizio a collaborare con alcune realtà editoriali liguri come Chinaski e Fratelli Frilli. Gavetta allo stato puro che mi permette di apprendere i primi rudimenti di “mestieri oscuri”: l’editor e il correttore di bozze.

Nel 1997 ho l’occasione di varcare i confini nazionali, cosa per me inusuale, per trascorrere un mese in Spagna, a Valladolid, all’interno di un programma di studio della Facoltà di Lingue. Trascorro quattro settimane meravigliose durante le quali imparo lo spagnolo ed ho l’opportunità di conoscere molti giovani di altre nazionalità.

Il 2001 è l’anno del servizio civile. Dopo un mese trascorso presso il Comune di Albenga, chiedo il trasferimento a Genova e lo ottengo. Trascorro i restanti undici mesi all’interno dell’Ufficio Stampa della Provincia di Genova. Imparo molto dai giornalisti dell’ente pubblico, curo il sito internet e vengo messo alla prova come redattore. Durante quell’esperienza conosco molti addetti ai lavori, anche legati al mondo dello spettacolo, del cinema in particolare, che mi permettono di sfruttare alcune interessanti opportunità.

Nel 2001, grazie all’intermediazione dell’Ufficio Cultura della Provincia di Genova, mi reco a Roma come inviato e incontro il regista greco-francese Costa-Gavras, impegnato nella promozione del suo ultimo film, Amen. Occasione unica per confrontarmi con lui: avevo deciso due anni prima di farne l’argomento della mia tesi.

Nel 2002, sempre grazie all’Ufficio Cultura della Provincia, stringo una collaborazione con l’Agis  di Genova. Scrivo alcuni articoli a sfondo cinematografico e mi offrono di realizzare un progetto editoriale.

Quasi parallelamente, dopo aver superato un esame di ammissione, divento uno steward e presto servizio presso lo stadio Luigi Ferraris di Genova, tuffandomi così a pieno titolo nel mondo della sicurezza. Faccio carriera in breve tempo, diventando capo settore. Al di fuori dell’ambito sportivo, entro a far parte del personale di una ditta che offre servizi di guardianaggio e sicurezza personale. Non mi basta. Frequento il supercorso di “addetto alla sicurezza e al controllo di attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi” destinato, in primo luogo a regolarizzare la posizione del “buttafuori”. Ottengo la qualifica e da quel momento aumentano le offerte di lavoro. Faccio servizio nei locali e scorta personale: sono un bodyguard. Lavoro per le società di calcio Genoa e Sampdoria.

 

 

Negli anni universitari la mia principale passione è il biliardo. Inizio da subito a frequentare un circolo a due passi dalla Casa dello Studente in cui abitavo. Trovo un ambiente piacevole in cui muovere le “prime mani” su un tavolo professionale. Nel giro di un anno acquisto l’attrezzatura necessaria e inizio a farmi largo tra campionati provinciali e regionali. Non vedo l’ora di cimentarmi a livello nazionale e ciò accade presto. Scalo le categorie sino ad arrivare a competere, in alcune gare, con giocatori di livello nazionale e internazionale.

Partecipo alla realizzazione di un’idea di un caro amico: un programma televisivo dedicato al biliardo che prenderà il nome di Biliardissimo. Sono co-conduttore ed esperto in studio, mi alterno con un’altra persona nella direzione e regalo pillole di insegnamento della disciplina. Per due anni parlare di biliardo è un impegno costante che mi appassiona quasi quanto giocare.

 

 

Vari i lavori che decido di intraprendere per pagarmi gli studi universitari e iniziare a creami un’indipendenza.
Il commercio equo e solidale è il primo ambito lavorativo genovese in cui mi faccio strada. Sposo la causa di una fra le principali realtà liguri del settore, La Bottega Solidale, con la quale intraprendo un percorso di collaborazione che durerà molti anni.

A cavallo tra il 2005 e il 2006 frequento un corso di 600 ore organizzato dalla Provincia di Savona al termine del quale ottengo la qualifica di Esperto in Turismo Enogastronomico. Al termine del corso svolgo uno stage di un mese presso la Regione Liguria, Assessorato Agricoltura. La mia formazione in campo editoriale fa sì che io venga utilizzato per la redazione e la correzione di articoli sul territorio.

La sospirata laurea arriva nel marzo del 2006 in Storia e Critica del Cinema con una tesi sull’impegno civile nel cinema di Costa-Gavras.

Nel 2009 conseguo un Master in Editoria presso l’ente formativo Comunika di Roma.

Il master comprende un periodo finale di stage da effettuare presso una realtà editoriale decisa consensualmente. Scelgo Le Mani, casa editrice recchelina specializzata in cinematografia. Tre mesi di collaborazione, imparo molto, sono d’aiuto e di stimolo. L’editore mi terrebbe ma, come spesso accade, non ci sono i fondi. Rappresenta comunque un nuovo, un punto di partenza. Apro la partita iva e parte una serie di collaborazioni con altre case editrici, alcune anche illustri.

A inizio 2014 la grande occasione. Ottengo un contatto con Mursia, una delle più grandi realtà editoriali italiane, e inizio a collaborare. Tutto bene per alcuni mesi, durante i quali anche Feltrinelli si accorge di me e mi propone l’editing di un testo di saggistica.

Nel frattempo aumenta anche il lavoro nel campo della sicurezza. Sono sempre più richiesto, il lavoro allo stadio e altri servizi ad esso connessi aumenta in modo esponenziale.

Nonostante il lavoro e le occasioni non manchino, è forte, a più riprese, il senso di malessere, di insoddisfazione, la difficoltà ad emergere, a crearmi un’autonomia, una tranquillità a livello economico, un’autorealizzazione. Qualcosa non va nel profondo di me stesso e devo indagare.

Una domenica sera di fine gennaio torno a casa stravolto, dopo una giornata allo stadio impegnativa a dir poco. Non ne posso più, ho bisogno di aria nuova, di sviluppare i miei talenti.
Ho bisogno di essere felice.
La mattina dopo chiamo La Città della Luce e rendo noto che il week-end successivo intendo prendere parte al Primo Livello Reiki metodo Usui con Akshara Umberto Carmignani.
Partecipo e resto colpito profondamente dalla Città della Luce, da Akshara, dagli altri membri e dal metodo. È il punto di partenza di un percorso che mi porta gradualmente ad avvicinarmi sempre più alla comunità. Due mesi dopo torno a ripetere il Primo Livello Reiki e mi rendo conto di voler provare l’esperienza comunitaria.
Nel luglio del 2015 completo il percorso del Secondo Livello Reiki.
Nell’agosto successivo prendo il Terzo Livello Reiki.

 

 

Nel giugno del 2016 divento Facilitatore in Costellazioni Familiari e Sistemiche.

 

 

Nel gennaio 2017 divento Maestro di Reiki, metodo Usui.

Raccolgo il testimone di Simone Fanciullo, divento operatore olistico a mediazione corporea, tengo corsi di massaggio e trattamenti.

Sono grato all’Universo per avermi concesso questa enorme opportunità di cambiamento ed evoluzione, a me stesso per essermi permesso di intraprendere questo percorso di crescita personale, ai miei Maestri, Akshara su tutti, per avermi indicato la strada.

Vivo alla Città della Luce.

Vivo.

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