Hawayo Takata, la Maestra che introdusse Reiki nell'Occidente, scriveva nel suo diario:

"Io credo che esista un Essere Supremo, l'Infinito Assoluto,
una Forza Vitale che governa il mondo e l'universo,
un Potere Spirituale invisibile dinanzi al quale tutti gli altri poteri appassiscono nella loro insignificanza.
Questo potere è incomprensibile per l'uomo, inimmaginabile, non misurabile,
è la Forza Universale della Vita, da cui ogni singolo essere riceve continue benedizioni.
Io chiamerò questa energia Reiki..."

Il Significato della Parola Reiki a cura di Umberto Carmignani

 

Brani tratti dal Libro "Il Grande Manuale del Reiki"

Nel concludere la stesura di queste pagine, siamo ben consapevoli che costituisce ardua impresa scrivere di Reiki.

Le Sue Origini risalgono ad almeno 2500 anni fa e si celano nei Sutra del Buddhismo e nelle Cerimonie Shintoiste; il Segreto della Guarigione è consegnato alla Tradizione Orale e consiste di pochi precisi gesti tramandati da Maestro a Maestro; i Simboli e i Procedimenti per il loro utilizzo sono segreti; la Storia di Reiki e del suo fondatore Mikao Usui è carica di insegnamenti simbolici, che la rendono più simile a una parabola che a un evento storicamente accertato.

Ma tutto questo non può sconcertare né tanto meno far dubitare. Chi ha già varcato la soglia interiore sa che la Conoscenza si rivela e si nasconde agli esseri umani e nulla di ciò che riguarda lo Spirito e il Mistero della Vita può essere insegnato o divulgato attraverso mezzi consueti, come un ragionamento filosofico o un trattato scientifico.

Questo scritto non vuole essere una «spiegazione» di Reiki, una rivelazione del suo segreto o la sua dimostrazione scientifica, ma piuttosto un percorso interiore, la rappresentazione del Viaggio della Coscienza che si snoda attraverso i vari Livelli, i Trattamenti, le Cerimonie di Iniziazione, i Simboli di Reiki.

Reiki stesso, come ogni percorso di crescita, è una strada verso Dio, è un dito puntato verso l’Universo e i suoi misteri, non confondiamo la strada con Dio, l’Universo con il dito.
 

Gli anni ’90

Abbiamo conosciuto e praticato Reiki a partire dall’estate del ’92. Tredici anni fa il mondo era diverso. Non solo geograficamente o politicamente. Non solo per le conseguenze delle guerre che ancora non erano state combattute, dei genocidi e degli attentati che avrebbero di lì a poco cambiato i confini dei paesi e il destino delle nazioni e delle persone.

La frequenza, la vibrazione, l’energia del mondo e della vita di tutti i giorni era diversa. Reiki stava cominciando a diffondersi in Occidente, in Europa pochi lo conoscevano, in Italia pochissimi: 2 o 3 mila persone lo praticavano, una decina di Maestri di Reiki lo insegnavano. Molte cose sono cambiate da allora. Reiki oggi è diffuso in tutto il mondo, ci sono migliaia di Maestri di Reiki, ci sono milioni di persone che lo praticano e lo usano in ogni attività quotidiana.

Da molti anni ci dedichiamo all’insegnamento e alla pratica di Reiki e abbiamo potuto verificare personalmente l’efficacia di questo sistema, grazie alle migliaia di persone che hanno scelto di percorrere insieme a noi questa strada. Da molti anni La Città della Luce contribuisce a portare nel mondo l’esperienza di una Comunità di Maestri di Reiki strutturata come organizzazione no profit avente come scopo statutario la ricerca, la pratica e la diffusione di Reiki. Dal Reiki conosciuto negli anni ’80 come Sistema Usui di Guarigione Naturale si sono sviluppate nel tempo centinaia di forme differenti, che hanno assunto via via nomi diversi e adottato metodologie differenti. La differenziazione è la matrice della vita ed è un segno di evoluzione, perlomeno su questo pianeta.
 

Umiltà e devozione

Nelle pagine che seguono non ci focalizzeremo sulla definizione di un «metodo» più o meno giusto rispetto a un altro: il nostro intento è semplicemente quello di condividere e divulgare, con umiltà e devozione, il frutto dei nostri studi, il lavoro di decine di Maestri di Reiki che per molti anni hanno dedicato tutto il loro impegno a esplorare e sperimentare questa meravigliosa disciplina spirituale.

La nostra tesi è che Reiki sia una efficacissima modalità di comunicazione con la dimensione spirituale, una splendida occasione da cogliere nell’incessante ricerca del senso della vita, che è già di per sé Guarigione ed Illuminazione. Guarigione secondo Reiki significa rientrare in un ciclo cosmico naturale da cui ci siamo separati, Illuminazione secondo Reiki significa vivere in armonia con il nostro Spirito, Amore significa essere tramiti dell’Energia della Vita e Fede in Dio significa lasciarci guidare docilmente verso il nostro destino. Reiki ci rende partecipi dell’Energia Universale della Vita, è questo il semplice segreto che nessuno potrà mai dimostrare o confutare, ma solo sperimentare: lasciare che ogni cosa scorra attraverso di noi…
 

Presentazione dell’opera

Abbiamo scelto di proporre argomenti a nostro avviso indispensabili per una adeguata comprensione del fenomeno Reiki, che non può prescindere, a nostro avviso, dalla conoscenza dei fattori filosofici, religiosi e scientifici che lo hanno determinato e che tutt’ora contribuiscono alla sua evoluzione.

Troverete quindi una panoramica ad ampio respiro su temi estremamente complessi riguardanti le grandi domande dell’umanità: Chi o cosa è Dio? E noi chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando, Perché? Cosa è la malattia? E la Salute? E da dove proviene la Guarigione? È possibile raggiungere l’Illuminazione? È possibile Essere Felici? Esiste l’Amore? Cos’è la Morte? E la Vita, che senso ha?

Ma non troverete in questo testo i Simboli Sacri e Segreti di Reiki nella loro originale grafia, non acquisirete grandi e misteriosi poteri magici, non avrete istruzioni di volo per viaggi astrali, non conoscerete cosa accade nell’Aldilà, non saprete chi siete stati nelle vite precedenti né in che cosa vi reincarnerete in quelle future, non scoprirete cosa succedeva ad Atlantide né imparerete a contattare il vostro spirito guida. Reiki nella sua semplicità è molto più interessante, sconvolgente e misterioso di tutte queste cose messe assieme.

La nostra ricerca su Reiki si è svolta e si svolge sul solido anche se spesso accidentato terreno della realtà quotidiana, basandoci sulla vita pratica e concreta di tutti i giorni, sull’esperienza delle migliaia di persone, che abbiamo incontrato in oltre dieci anni di insegnamento e pratica di Reiki, corpi e cuori e anime viventi qui oggi sul Pianeta Terra.
 

Il Segreto di Reiki

Il segreto di Reiki lo abbiamo cercato e lo cerchiamo nel lavoro quotidiano che ognuno di noi fa per guadagnarsi da vivere, nelle relazioni con i nostri genitori, con i nostri figli, con tutti coloro che abbiamo scelto come nostri compagni in questo viaggio che è la vita. Siamo convinti che il segreto di Reiki non vada cercato lontano nel tempo e nello spazio, è insito nella qualità dell’aria che respiriamo, del cibo che mangiamo, dell’acqua che beviamo, delle relazioni che viviamo. A volte lo abbiamo trovato, poi lo abbiamo perduto, poi lo abbiamo ritrovato ancora e abbiamo compreso che un segreto non può essere congelato, conservato e trattenuto, che è qualcosa di dinamico, che muta incessantemente, insieme a noi e alla nostra stessa vita.

Nel nostro lavoro con Reiki abbiamo avuto il grande privilegio e la fortuna di poter incontrare e conoscere migliaia di persone, con le loro esperienze di vita, a volte drammatiche, a volte incredibili, a volte commoventi, sempre avvincenti, sempre splendide occasioni di condivisione profonda dei grandi interrogativi.

È questa la grande ricchezza che vogliamo condividere, il grande tesoro che abbiamo trovato: è di queste persone che parleremo in questo libro, della loro vita, della loro esperienza, delle loro gioie e dei loro dolori, delle loro lacrime e delle loro risa. Poiché esse risuonano e vibrano ogni giorno nei nostri cuori e nei nostri spiriti, ci guidano e ci accompagnano ogni giorno in questo splendido, inimitabile, irrinunciabile Viaggio con Reiki.

Autori: I maestri di Reiki della Città della Luce


La Valle delle Meraviglie

Avere le cose sotto gli occhi e non vederle: situazione assolutamente comune, direi fisiologica, che emerge continuamente nel quotidiano di ciascuno. Non è proprio che non si veda nel senso fisico: l’immagine effettivamente attraversa i corpi diottrici dell’occhio, stimola i sensori retinici e viene per così dire trasformata in energia elettrica, che impeccabilmente arriva alle circonvoluzioni occipitali della corteccia cerebrale. È che talvolta rimane lì e lì sbiadisce, non condivisa con strutture corticali di integrazione, memoria, coscienza ecc… se non in minima parte: in pratica, dopo un attimo non c’è più, ed è come se non ci fosse mai stata. Non si tratta, si badi bene, di meccanismi di rimozione, per i quali si possono anzi immaginare percorsi molto complessi.

Si possono motivare queste «perdite» in differenti maniere, facendo riferimento sia alle caratteristiche dell’input che a quelle della struttura ricevente, e ancora al momento e alle condizioni esterne all’evento: è stato comunque appurato che una delle condizioni che rende l’informazione fugace e non più recuperabile è il suo essere totalmente e profondamente estranea. L’inconosciuto è invisibile e muto anche quando ci passa davanti al naso rumoreggiando; e tutto ciò riguarda naturalmente non solo il senso della vista, ma anche ogni altro meccanismo di conoscenza.

Accadono tuttavia eventi in ognuno che ci permettono di «vedere» ciò che fino a ieri, pur davanti a noi, non c’era: e ogni volta emozioni anche forti accompagnano il mettersi a fuoco, nella coscienza, di una insospettata immagine: entusiasmo, gioia, passione.

Ma prima di tutto – per me, almeno – la meraviglia.

Il mio percorso con Reiki è disseminato di meraviglia: nuove visioni, intuizioni e consapevolezze hanno arricchito i primi anni di allievo, e continuano a costellare, come gioielli, la mia vita di Maestro. E davvero insieme alla meraviglia sorge un senso di venerazione quando vedo negli allievi, in chi comincia il suo cammino con Reiki, aprirsi quegli stessi canali che solo in modo assai sintetico possono essere definiti come crescita spirituale, e che sono di più ancora: un movimento dell’energia vitale che percorre, attraverso un processo di trasformazione, la via verso la guarigione. È ciò di cui parla Hanneman (il padre dell’omeopatia) quando parla del senso della malattia e della guarigione. Se in questo momento mi chiedessero di definire Reiki, lo chiamerei una «Valle delle Meraviglie»: percorrerla e scoprire nuove bellezze dietro ogni curva e ogni albero è per me un onore.

Ho visto questo libro in quel punto della valle quando la partenza è già lontana e alla vetta è certamente prematuro pensare; quando camminare assume un senso proprio, racchiudendo nel passo stesso lo scopo e il piacere dell’andare.

L’ho visto in una radura dove in piedi, attorno al libro, sostavano miei compagni di viaggio, i miei fratelli, i miei maestri. Prima di leggerlo ho pianto con loro, e ho esultato con loro, ho suonato e ho mangiato con loro.

E poi ho iniziato a scorrere i capitoli, muovendomi dall’Oriente all’Occidente: nei grandi movimenti religiosi che hanno guidato il divenire dell’umanità, nelle millenarie tradizioni mediche, da Usui a Steiner, dalla fisica quantistica alla ricerca del Santo Graal e all’iniziazione Shintoista.

Di nuovo ho trovato la meraviglia, la meraviglia di vedere unirsi gli opposti, a comporre una realtà omogenea e piena. La meraviglia e il piacere di non sgomentarmi di fronte alla molteciplicità, di non sentire dicotomie o gerarchie, ma di poter integrare aspetti lontani nel tempo e nello spazio, uniti da Reiki.

Come se Reiki, fatte chiare le sue origini «formali», si mostrasse per quello che questo tempo e questo mondo sempre più «uno» gli consentono di mostrare agli uomini: l’essere uno strumento universale, diverso dagli elementi che ne hanno formato le radici, altro rispetto alle confessioni religiose, lontano nella sua pratica dalle scienze mediche o dalla scienza subatomica…

Piuttosto, nuovo elemento di coesione tra l’Antico e l’Oggi, tra l’Oriente e l’Occidente, tra lo Spirito e la Terra. Strumento per questa umanità, appena pronta per interiorizzarlo e farlo crescere.

Sono grato a questo libro per la sua chiarezza: lo sento carico di luce diafana e intensa, che fuga ombre e annulla anfratti. Non più aspetti nascosti, lasciati e modellati nell’intuizione di ciascuno: aspetti «non nominati», temuti, condivisi tra pochi.

Respirare, invece, a pieni polmoni, con il coraggio di non trattenere asmaticamente alcun segreto, il coraggio di lasciare entrare l’aria/energia senza malinconie o riserve.

So che questo è il momento giusto per questa apertura e questa chiarezza; so che solo pochi anni fa questo libro non avrebbe potuto essere.

So che il libro stesso è un capitolo da aggiungere ai suoi stessi capitoli, che il suo titolo dovrebbe comparire nel suo stesso indice.

Grazie.


Prefazione di Maurizio Canesi, medico, omeopata, antroposofo, musicista, Maestro di Reiki, al Grande Manuale del Reiki

 

il grande manuale del reiki

 

Dedichiamo queste pagine

A Coloro che cercano

Agli Studenti di Reiki

Ai Maestri di Reiki

A Reiki

Nostra Luce e nostra Guida

 

 

Le Quattro Radici della Pratica di Reiki

Induismo, Buddhismo, Taoismo e Shintoismo

 

Dall’Oriente all’Occidente

Premesse Religiose sulla Pratica di Reiki

 

 

Conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei

Iscrizione sul Tempio di Delfi

 


Il mondo delle macchine

Nel 1090 venne fatta in Cina la prima dimostrazione pubblica di un orologio meccanico ad acqua. Nel 1335 a Milano il primo orologio meccanico cominciò a battere le ore in città. Da quel momento la vita dell’uomo, il suo spazio e il suo tempo cominciarono a essere frazionati in tanti piccoli pezzi, accompagnati da un ticchettio di sottofondo, le macchine iniziavano la loro marcia alla conquista del futuro sostituendosi poco a poco, impercettibilmente, all’uomo stesso. Alla fine del XIX secolo la Rivoluzione Industriale era già diventata un preciso meccanismo socio-politico, le democrazie rimpiazzavano ovunque le monarchie con parlamenti e presidenti, le catene di montaggio e le fabbriche soppiantavano gli antiquati strumenti di produzione, la forza dei cavalli-motore sostituiva le braccia dei lavoratori.

I film Metropolis di Fritz Lang del 1927 e Tempi Moderni di Charlie Chaplin del 1936 hanno efficacemente profetizzato e descritto gli aspetti oscuri della Rivoluzione Industriale: miliardi di esseri umani ridotti a inconsapevoli e rassegnati meccanismi asserviti al profitto economico di pochi. Nel 1948 George Orwell scrive il romanzo 1984, la descrizione di un mondo dominato da un tiranno, il Grande Fratello, che esercita un capillare controllo di regime sulla privacy di tutti i cittadini del pianeta attraverso la perpetua vigilanza di telecamere. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza «sovversiva». Difficile trattenere un moto di perplessità di fronte al «Grande Fratello» che oggi è uno dei più seguiti programmi televisivi a livello mondiale.


The Matrix

Anche la trilogia di Matrix, il film dei fratelli Wachowski del 1999, assai efficacemente rappresenta un mondo posseduto dalle macchine, dove gli esseri umani dormienti sono utilizzati come fonte di energia e la realtà è descritta come una «neurosimulazione interattiva», una sorta di sogno collettivo appositamente creato dalle macchine. Il ruolo del sovversivo tocca questa volta a Neo, un uomo comune che viene «risvegliato» da Morpheus, e prende coscienza della sua natura di «eletto», una sintesi tra Gesù Cristo e Buddha, che deve combattere contro il diabolico agente Smith per salvare l’umanità attraverso il sacrificio di sé.

Se molti ancora oggi sonnecchiano in poltrona con un telecomando in mano e credono solo a quello che vedono, è ormai ben evidente che la maggior parte delle persone assennate ha compreso che la promessa della società industriale e dei progressi scientifici di un mondo migliore era un illusione se non un inganno. Abbiamo allungato l’esistenza e ridotto la mortalità, ma stiamo perdendo il senso della vita e del suo mistero.


La crisi globale

Il potere politico alimenta separazione, disinformazione, propaganda, corsa agli armamenti e guerra per poter distruggere e ricostruire città anziché adoperarsi per la creazione di una consapevole ed evoluta Comunità Mondiale.

Il potere economico è consegnato nelle mani di pochi uomini e paesi che possiedono molto più di quanto gli serve per vivere sfruttando i mezzi e le risorse del resto dell’umanità che non ha neanche l’indispensabile per sopravvivere.

Il potere religioso produce fondamentalismo, intolleranza, dogmatismo, fornisce pretesti alle guerre e sostegno ai potenti piuttosto che insegnare agli esseri umani a essere sé stessi, ad amarsi e a comprendersi l’un l’altro.

Il potere tecnologico contamina il pianeta e i suoi abitanti con scorie chimiche e nucleari, continua a bruciare combustibili fossili per compiacere i signori del petrolio, liberando nell’atmosfera tutta l’anidride carbonica che le piante hanno impiegato milioni di anni a trasformare in aria respirabile.

Siamo in grado di andare sulla Luna, di far atterrare sonde su Marte, di comunicare in tempo reale con ogni parte del mondo ma non riusciamo a produrre su scala mondiale un motore che vada ad acqua o a energia solare. Ciò appare perlomeno strano.

Da molti pulpiti ci si lamenta che la società odierna è in «bancarotta morale», ma la verità è che nella nostra ricerca del benessere materiale, degli agi e delle comodità abbiamo perduto il valore della vita. Abbiamo bisogno di una nuova chiave di lettura del mondo e della realtà, dobbiamo comprendere che il nostro pianeta è un organismo vivente e complesso e come tale reagisce agli stimoli che provengono dall’esterno, dobbiamo renderci conto che la natura non è guidata dal caos e dal disordine ma da un progetto evolutivo di cui l’uomo è parte integrante. Dobbiamo capire che la legge di causa ed effetto fa sì che tutta l’energia accumulata dal pianeta con l’esplosione di migliaia di ordigni nucleari non può che manifestarsi sotto forma di terremoti, maremoti e catastrofi climatiche e ambientali. È necessario in questo momento storico il passaggio da un approccio alla realtà di tipo maschile, pragmatico, utilitaristico, analitico, razionale a una modalità di conoscere e di fare esperienza del mondo e delle cose di tipo femminile, animico, oblativo, intuitivo ed emozionale.


Il mondo postmoderno

L’epoca in cui stiamo vivendo è stata definita dai sociologi «Era Postmoderna» ed è la conseguenza del crollo dei miti centrali della passata modernità: la fede assoluta nella ragione illuminista e l’idea di progresso proclamata dalla scienza e dalla tecnica.

Dopo la frammentazione dell’individuo e della società operata dalle guerre del XX secolo, dopo i campi di concentramento, le persecuzioni razziali, le deportazioni di massa, dopo la disgregazione delle certezze scientifiche, dopo la caduta nell’inconscio e il contatto con il caos e la frantumazione dell’Io, dopo l’edificazione e il crollo dei regimi totalitari, si avverte oggi l’esigenza di una ricomposizione del Tutto, di una visione globale e olistica dell’essere umano e delle nazioni, di una sintesi armoniosa tra Ragione e Sentimento. La crisi economica ai nostri giorni non è soltanto fonte di preoccupazione e incertezza, sta modificando le coscienze, portando le persone a investire in beni interiori, umani, in conoscenza, in esperienze e in relazioni, piuttosto che in oggetti esteriori e beni di consumo.


Visione olistica

Cresce l’esigenza di una profonda rivoluzione interiore, di una autentica crescita personale, di una reale guarigione del corpo e dello spirito, di efficaci e serie tecniche olistiche, di alimenti sani e biologici, di ambienti salubri, di profonde e sincere relazioni umane, di attività lavorative che riflettano vocazioni e talenti.

Reiki è una risposta efficace a queste istanze ed è questo che spiega il suo crescente successo e la sua enorme diffusione. Dagli anni ’80 a oggi, da poche centinaia di timorosi e dubbiosi individui, il Reiki è cresciuto fino a contare decine di milioni di praticanti e operatori in tutto il mondo. Le scuole di medicina naturale e le cliniche olistiche si moltiplicano e con loro la richiesta e l’interesse della gente, si fa strada una concezione più intima e quotidiana del sacro e si va formando una nuova «coscienza planetaria».

Alle religioni patriarcali e monoteistiche si va sostituendo un concetto di spiritualità libera, intima e personale, priva di rigidi dogmi e rituali esteriori, aperta e tollerante nei confronti di ogni altra pratica e di ogni altro essere umano.


Apertura al sacro

Le concezioni dualistiche della separazione fra il piano dell’umano e del divino vengono progressivamente sostituite da una tendenza ad armonizzare e ridurre il conflitto tra la realtà fisica e quella spirituale, incoraggiando un rapporto libero e spontaneo nei confronti di una Coscienza Universale, un Principio Unificante, una Energia Cosmica.

Il concetto di peccato è ormai troppo riduttivo per definire i limiti della coscienza umana e si tende a preferire una interpretazione più ampia del bene e del male, depurato da colpe e pene, dal timore di una punizione nell’Aldilà e semmai collegato a un processo evolutivo ed esperienziale. Ciò che definisce l’uomo ai nostri giorni non è più la sua dimensione personale, economica, professionale, sociale o culturale, ma la sua capacità di essere consapevole di sé e compartecipe del proprio destino, di prendersi cura della propria vita, di sviluppare empatia e comprensione per gli altri esseri umani e per tutte le creature e porre i suoi passi su un cammino di crescita personale e spirituale.


Evoluzione spirituale

Se la realtà del cosmo non appare più cieca e irrazionale bensì chiaramente orientata all’evoluzione, il compito del singolo consiste allora nell’entrare in sintonia con questa energia infinita, elevandosi attraverso una progressiva presa di coscienza e diventando pienamente responsabile della propria vita. Si fa strada la convinzione che chiunque possiede un’anima è anche in grado di provvedere alla propria salvezza, identificando e risolvendo i blocchi e i traumi che impediscono la felicità e l’autorealizzazione.

Dalle formulazioni di Carl Gustav Jung sull’inconscio collettivo alle costellazioni familiari di Bert Hellinger, appare evidente come la nostra vita individuale sia il riflesso e la continuazione di altre vite, che ci hanno preceduto nel nostro albero genealogico o nel ciclo delle reincarnazioni, o che semplicemente vivono e sognano insieme a noi, abitando questo stesso pianeta in questo stesso tempo. Siamo tutti collegati: come gli individui vivono e sognano, anche l’intera società vive e sogna attraverso i miti e gli archetipi collettivi.

Il processo soteriologico, il piano di salvezza, è necessariamente un processo psicologico, un viaggio interiore nei meandri della propria psiche, un viaggio eroico di discesa nelle profondità dell’Ade per poter alfine uscire a «rimirar le stelle». Ognuno può liberarsi da ogni forma di dipendenza, ognuno possiede in sé innata la capacità di risvegliarsi, riconoscendo e smantellando i blocchi, i condizionamenti e le false credenze da cui sono ostruiti il corpo, la mente e lo spirito.

Oggi noi abbiamo il privilegio di trovarci a una svolta nella storia dell’Uomo. Abbiamo l’opportunità di creare una nuova immagine di noi stessi e del mondo, possiamo essere partecipi di una rivoluzione profonda e radicale nella coscienza e nella società. Siamo già partiti alla scoperta di un Nuovo Mondo, non più fisico, ma spirituale, abbiamo già salpato l’ancora dei pregiudizi e degli anatemi, stiamo attraversando un Oceano Sconosciuto alla ricerca di una terra libera e incontaminata.


Reiki: Religione, Filosofia o Tecnica di rilassamento psico-fisico?

Quando l’uomo si pone di fronte alla propria esistenza e medita sul suo inizio e sulla sua fine e su ciò che si trova oltre quell’inizio e quella fine, necessariamente emergono le domande fondamentali: Chi o cosa ha creato il mondo che ci circonda? Chi o cosa fa sorgere il sole? Chi o cosa fa nascere gli esseri viventi, li sostiene e li diversifica in miriadi di forme? Chi o cosa c’è oltre la vita e la morte? Dio esiste? Chi o cosa è Dio? Chi ha creato Dio?

Il primo e più elementare mezzo per dare una risposta comprensibile, per quanto limitata, è quello di attribuire a forze superiori e personalizzate ogni potere sulla realtà. L’attività del fuoco è così attribuita al dio del fuoco, l’attività del vento al dio del vento, la natura stessa e l’ordine del cosmo vengono così affrancati dal regno dell’ignoto e la loro creazione attribuita a un dio creatore, il disordine e il caos a un suo antagonista e rivale.


Reiki e la ricerca della verità

Alcuni ricercatori spirituali, tuttavia, non si accontentano così facilmente e si chiedono, qualora esistano gli dei, qual è la legge che li governa, se esista o meno quella legge e come operi, ed eventualmente chi o cosa l’abbia emanata. E prima della legge, cosa esiste? E prima dell’esistenza? E prima ancora della non-esistenza? È evidente che se ci poniamo i quesiti fondamentali ma cerchiamo di risolverli con la sola logica, non ne verremo mai a capo.

Reiki non ha risposte ai grandi interrogativi, ma ci insegna come porci le domande. La verità è in movimento, è movimento, e può essere conosciuta solo attraverso l’esperienza del viaggio della vita, non attraverso la razionalità.


Reiki non è la risposta, è la domanda

In Reiki non conta tanto la logica della verità, quanto la sua risonanza dentro di noi.

Non è importante la persona in quanto depositaria di una verità, poiché da ciò si genererà l’autorità (del padre, della madre, del leader politico o spirituale), ma l’energia che passa attraverso quella persona mentre esprime quella specifica verità e della sua risonanza o meno con il nostro sentire.

In Reiki poco contano i concetti assoluti, è l’energia, la sua qualità specifica in quell’istante che determinano se una cosa è vera o no. Una mela può essere tale anche se è marcia, ma perché possa nutrire deve essere matura al punto giusto, possibilmente anche coltivata nel modo giusto. E per «giusto» si intende «sano, naturale e con amore».

Reiki non è una risposta, non ha risposte, non cerca e non vuole risposte, è piuttosto una modalità del porre la domanda.


Una sacralità laica

È difficile invece distinguere tra Religione e Filosofia quando si parla di religioni e filosofie orientali. In generale possiamo dire che, al contrario del pensiero religioso (quando diventa intollerante, fanatico e settario), il pensiero filosofico ci lascia liberi. Liberi di andare alla ricerca di noi stessi e del mondo, di esplorare il senso dell’esistenza in qualunque direzione ci conduca la nostra esperienza totale, liberi dai limiti e dalle restrizioni di una verità rivelata e predeterminata.

Il pensiero filosofico riguarda certamente i principi primi e fondamentali dell’esistenza, ma è anche ben consapevole che qualunque ipotesi o teoria avanzata dipenda da un ragionamento, da una logica, da una evidenza inconfutabile (epistème) anche se di tipo spirituale e non necessariamente dimostrabile in termini scientifici.

La filosofia del Reiki si poggia inconfutabilmente sulle fondamenta delle filosofie orientali cinese e giapponese, che a differenza dei tratti speculativi dell’Occidente, possiedono un carattere eminentemente pratico e operativo, semplicemente e profondamente inserito nel quotidiano, in una visione «laicamente sacra» della vita. Il termine cinese che corrisponde a grandi linee al concetto di religione è jiao, che significa «insegnamento, dottrina, educazione». In giapponese le religioni sono chiamate in generale kyo (insegnamento). Reiki è certamente una «Filosofia di Vita» che si prefigge, secondo le parole dello stesso Usui, di insegnare un metodo per «Invitare la felicità» nella nostra vita e «Ricevere molte Benedizioni».

Al termine Tecnica o Disciplina si tende poi ad associare idealmente un comportamento intransigente, un atteggiamento severo, una pratica rigida caratterizzata da regole, norme e gerarchie, da procedure e cerimoniali complessi e spesso faticosi. Questo è spesso vero, ma non bisogna dimenticare che le Arti Marziali sono tali proprio perché finalizzate all’addestramento per la guerra e certamente praticate con la dovuta elasticità possono rivelarsi strumenti imprescindibili per sviluppare autodisciplina e rigore morale. Pensiamo al T’ai Chi, al Tiro con l’Arco, all’Arte della Spada. Ci sono anche discipline caratterizzate da estrema precisione stilistica, da assoluto rigore estetico, e pensiamo allo Shodo, l’Arte della Calligrafia, all’Ikebana, alla Cerimonia del Tè.

Reiki è certamente una disciplina e una tecnica, essendo caratterizzata:

• Da precisi procedimenti codificati e trasmessi da Maestro a Maestro e da Maestro a Studente (Iniziazione e uso dei Simboli).

• Da Cerimonie di Attivazione (di solito Quattro) che devono susseguirsi secondo un ordine prefissato ed entro un preciso lasso di tempo, secondo procedimenti inalterabili nel tempo e non modificabili a piacimento.

• Da una serie di pratiche codificate e ripetibili (Trattamenti di Reiki) per la trasmissione dell’energia.

• Da regole e precetti di ordine fisico e morale.

Ma c’è sempre dolcezza e morbidezza nel trattare gli altri e sé stessi. Le mani del trattante si appoggiano delicatamente sul corpo del trattato, ma non entrano mai o quasi mai direttamente in contatto con il corpo, perché Reiki si pratica sui vestiti (il contatto fisico diretto avviene solo sulle parti scoperte, di solito la testa e le mani), le mani del trattante si muovono solo ogni tre o quattro minuti per cambiare la posizione, non c’è massaggio, non c’è pressione, è l’energia che scorre e fluisce.

I Trattamenti di Reiki possono durare ore o pochi minuti. Lo scopo di Reiki non è mai sé stesso, Reiki è uno strumento, un mezzo, non un fine, per stabilire una connessione sempre più profonda con la dimensione spirituale.


Reiki, Guarigione Naturale e Crescita Spirituale

Se vogliamo poi superare qualunque distinzione e classificazione tra religione, filosofia e tecnica, possiamo dire che Reiki è una antica disciplina di origine orientale, avente come obiettivo l’armonizzazione del cuore e della mente utilizzando le doti spirituali di cui gli esseri viventi sono dotati fin dalla nascita: Amore, Compassione, Coraggio, Comprensione, Fratellanza, Fiducia… Il suo intento è quello di aiutare a mantenere il corpo in salute e a condurre una vita serena.

La disciplina Reiki si rivolge a persone fisicamente e psichicamente sane, mature, autonome e indipendenti che ricercano il senso profondo della propria vita e anelano a una profonda interazione con gli altri esseri umani e con la natura in tutte le sue manifestazioni. Il termine «Guarigione» va inteso come sinonimo di Felicità, Compimento, Illuminazione.

Reiki non ha scopi ideologici o politici, non si pone in contrasto con alcun tipo di confessione religiosa né pretende di sostituirsi alla medicina occidentale o alla terapia medico-sanitaria. Reiki è poi una via di crescita interiore e spirituale, che può condurre a una profonda esperienza mistica, nella quale l’individuo è chiamato a realizzare e a guarire sé stesso, lavorando con le proprie risorse interiori e nel contempo appellandosi all’energia vitale che lo circonda, quella forza universale che permea di sé la materia e che molti chiamano Brahman, Dao, Dharma, Dio…

Nelle prossime pagine esploreremo, in maniera del tutto esemplificativa, alcuni principi, comuni a vari sistemi di pensiero, che più avanti ci aiuteranno nella comprensione del lavoro con Reiki.

 

RIASSUMENDO

Disciplina Spirituale

Reiki è una disciplina spirituale che consiste sostanzialmente in una serie di attivazioni energetiche che hanno lo scopo di facilitare ed aumentare progressivamente e gradualmente il passaggio di energia vitale attraverso il nostro sistema psicofisico.

Attivazioni Energetiche

Il primo approccio è caratterizzato da quattro cerimonie di attivazione che insieme costituiscono l'iniziazione al Primo Livello.

In mancanza di tali cerimonie di attivazione impartite da un Insegnante/Maestro di Reiki non si può parlare di Reiki, in quanto tale disciplina si caratterizza per l'uso di specifici metodi e modalità per la canalizzazione dell'energia vitale.

Canalizzazione dell'Energia Vitale

E' importante considerare che trattandosi per l'appunto di una canalizzazione e avvalendosi di tecniche e di procedimenti praticati da migliaia di anni e derivati dalle principali filosofie, religioni e medicine orientali, non si ha alcuna interferenza tra l'energia personale di chi dà e di chi riceve Reiki.

Gli insegnamenti, le procedure e i simboli utilizzati in Reiki sono perfettamente riconducibili ed assimilabili infatti alle tecniche di guarigione praticate in alcune arti marziali, nella medicina cinese, nella medicina tibetana.

Le culture e le filosofie orientali hanno sempre avuto una grande considerazione della dimensione spirituale e dell'interezza dell'essere umano e difficilmente riescono a concepirlo come un insieme di organi da analizzare isolatamente e in modo separato dall'esistenza globale dell'individuo.

La matrice orientale

Per comprendere a fondo Reiki è indispensabile conoscere la matrice culturale e spirituale da cui proviene, senza lasciarsi influenzare dal tentativo di ricondurre alla logica occidentale principi che non si basano su uno sviluppo del pensiero analogo a quello che ha originato il nostro sistema scientifico di tipo meccanicistico-cartesiano.

Il Taoismo, il Confucianesimo, il Buddismo, la Medicina Tradizionale Cinese e quella Tibetana e in genere tutta la filosofia orientale espongono un insieme di concetti che sono contemporaneamente precetti religiosi, risultati di indagine medica e scientifica, norme di comportamento, principi morali, elementi di mitologia, teologia e astrologia, tutti uniti insieme in una trama così fitta da comporre un ordito mirabile e prezioso, un tessuto resistente alle intemperie e al tempo.

E' impossibile negare la qualifica di scientificità al pensiero orientale, semplicemente è diverso da quello occidentale, sono diversi i presupposti e sono diverse le conclusioni.

Ogni esempio di pensiero medico che precede l'era moderna, scientifica e tecnologica, è permeato dell'idea di equilibrio.

L'antica medicina greca, araba e indiana possiedono straordinarie similitudini.

Dopo la rivoluzione medica del diciassettesimo secolo la medicina occidentale si concentrò nel tentativo di osservare e quantificare i fenomeni.

Le leggi meccaniche della chimica e della fisica furono attribuite a organismi viventi, perdendo di vista l'aspetto unificante della dimensione simbolica, emotiva e spirituale.

Nella medicina orientale "Il Tutto" è sempre stato superiore alla somma delle sue parti, il concetto di Anima e Spirito non è esclusivo dominio delle religioni, ma permea il pensiero medico e scientifico dell'oriente.

I principi dell'Omeopatia di Hanemann e della Floriterapia di Bach, formulati tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, oltre a costituire una singolare sincronicità con il Reiki di Usui, sono gli esempi occidentali che più si accostano alle modalità con cui opera Reiki, ossia attraverso una vibrazione energetica, una frequenza armonica in grado di allentare le tensioni e sciogliere i blocchi.

Armonia interiore e crescita spirituale

Il concetto di salute e di guarigione secondo Reiki è la naturale conseguenza di uno stato di armonia interiore e con il mondo circostante.

Reiki non può essere considerata una terapia in senso occidentale, si tratta di un percorso di crescita spirituale, o come diceva testualmente Usui, un "Metodo Segreto per Invitare Molte Benedizioni e una Medicina Spirituale per Guarire Ogni Malattia".

Il trattamento di Reiki

Il Primo Livello, con le sue quattro cerimonie di attivazione e una vasta gamma di trattamenti, ossia di precise modalità attraverso cui l'energia di Reiki può essere trasmessa attraverso le mani, si occupa fondamentalmente di rimuovere i "blocchi energetici".

I trattamenti di primo livello si concentrano sui Chakras (corrispondenti alle gonadi, alle surrenali, al pancreas, al timo, alla tiroide, all'ipofisi e all'epifisi) e sui principali organi interni: reni, polmoni, fegato, milza, pancreas, stomaco, intestino e cuore.

Apposite posizioni delle mani possono poi trattare altre parti del corpo come gli organi di senso (occhi e orecchie) e articolazioni o meridiani energetici.

 

 

L'uomo possiede dentro di sè molte pelli, che ricoprono le profondità del suo cuore.
Egli vuole conoscere molte cose, ma non vuole conoscere se stesso.
Trenta o quaranta pelli, spesse e dure come quelle di un bue o di un orso, ricoprono l'anima.
Andate nel vostro mondo interiore e lì, imparate a conoscere voi stessi.

- Meister Eckhart

 

 

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